Festival diffuso tra Isontino e capoluogo: In\Visible Cities 2026 accende Gorizia e Gradisca
Dal 26 agosto al 6 settembre torna la rassegna di Quarantasettazeroquattro: più di 40 appuntamenti, progetti inclusivi e nuovi percorsi tra arte, città e territorio.
L’Isontino si prepara a ospitare una nuova edizione di In\Visible Cities, rassegna che nel 2026 tornerà a muoversi tra Gorizia e Gradisca d’Isonzo con un calendario ampio e distribuito. Il programma prevede più di quaranta appuntamenti nell’arco di dieci giornate, confermando la vocazione del festival a portare lo spettacolo dal vivo fuori dai circuiti più consueti.
La manifestazione, curata dall’associazione Quarantasettazeroquattro, sarà divisa in due momenti: il primo a Gorizia, dal 26 al 30 agosto, il secondo a Gradisca d’Isonzo, dal 2 al 6 settembre. Il tema scelto per questa edizione è “Andare fuori”, una traccia che accompagnerà il nuovo ciclo progettuale del festival.
Gradisca al centro della seconda parte del programma
Per il pubblico friulano uno degli elementi più interessanti è il ruolo sempre più marcato di Gradisca all’interno della rassegna. La cittadina isontina ospiterà infatti una parte consistente del cartellone, con eventi distribuiti tra centro storico, Casa Maccari, Monte di Pietà, ex Enoteca regionale e aree legate al paesaggio rurale.
La scelta degli spazi non risponde soltanto a esigenze organizzative, ma costruisce un percorso urbano e culturale che invita a vivere la città in modo diverso. L’idea resta quella di avvicinare gli spettatori a luoghi noti e meno frequentati attraverso performance, musica, teatro e danza in forme non convenzionali.
Nel quadro delle collaborazioni locali trova posto anche la Galleria Spazzapan, inserita nel sistema di relazioni culturali che accompagna il festival sul territorio gradiscano.
Un nuovo triennio per la rassegna
L’edizione 2026 segna l’avvio di una nuova fase per In\Visible Cities. Il co-direttore artistico Gioele Peressini ha spiegato che il lavoro dei prossimi anni sarà sviluppato lungo sei percorsi tematici, pensati come direzioni aperte e comunicanti, più che come sezioni rigide.
Resta centrale il dialogo tra linguaggi diversi: drammaturgie originali, formati ibridi, azioni partecipative, esperienze itineranti e incursioni in spazi urbani o esterni ai luoghi classici della scena. È questo uno degli elementi che negli anni ha definito l’identità del festival e che anche nel 2026 continuerà a caratterizzarne il profilo.
Accessibilità e partecipazione nel cartellone
Accanto agli spettacoli, la manifestazione conferma una linea di lavoro rivolta all’inclusione culturale. Tra i progetti presenti nel programma c’è “Zero gradi di separazione”, iniziativa sostenuta dalla Fondazione Carigo e già riconosciuta come uno degli assi più significativi della proposta.
Per l’accessibilità è prevista anche una collaborazione con ARIA, progetto promosso dal Comune di Sagrado. A Gradisca sarà inoltre attiva CasaFestival, spazio condiviso con la Consulta giovani del Comune di Gradisca d’Isonzo e con il Circolo ARCI Skianto, aperto dal 2 al 6 settembre nella fascia oraria dalle 17 alle 20.
CasaFestival fungerà sia da punto di riferimento informativo sia da luogo di incontro e programmazione. All’organizzazione partecipano Roberta Saunig, presidente della Consulta giovani, e Giuseppe Vicario per il Circolo ARCI Skianto.
Il dialogo tra arti e scienze
Nel programma 2026 trova conferma anche “Ars. Arti Re(l)azioni Scienze”, linea progettuale che mette in relazione ricerca artistica e ambito scientifico. Il progetto fa capo al Comune di Gradisca d’Isonzo, è finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ed è curato da Quarantasettazeroquattro e Kaleidoscienza, in partenariato con Puntozero, Compagnia Arearea e Kilonova Art.
Questo filone si inserisce in un cartellone costruito su più livelli, dove lo spettacolo dal vivo convive con riflessione, sperimentazione e attivazione degli spazi cittadini. È una formula che punta a coinvolgere pubblici differenti e a consolidare il radicamento della rassegna nel tessuto locale.
La rete istituzionale e associativa dell’evento
L’organizzazione del festival è affidata a Quarantasettazeroquattro con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Gradisca d’Isonzo e della Fondazione Carigo. Alla presentazione nella sala consiliare gradiscana hanno preso parte il presidente dell’associazione Alessandro Cattunar, i direttori artistici Miriam Paschini e Gioele Peressini, il sindaco Alessandro Pagotto e il vicesindaco Enzo Boscarol.
Tra le realtà coinvolte figura anche l’associazione SiAmo Gradisca, con cui è previsto un lavoro più stretto per aumentare l’impatto del festival sul commercio cittadino. In questo senso, In\Visible Cities si inserisce in una stagione culturale più ampia per l’area isontina, dopo l’esperienza del 2025 legata alla Capitale europea della cultura e in dialogo con altri appuntamenti estivi del territorio.
Il risultato è una proposta che guarda insieme a Gorizia e a Gradisca, tenendo uniti spettacolo, ricerca contemporanea e partecipazione civica. Per il Friuli orientale sarà uno degli appuntamenti culturali più articolati della fine dell’estate 2026.