Ferrovia Udine-Cividale, i Comuni chiedono tempi certi: la Regione punta al piano entro l’estate 2026
Confronto con amministrazioni locali e Fuc sulla linea sospesa. Tra i nodi da sciogliere ci sono ponte sul Torre, passaggi a livello ed elettrificazione.
Per i territori attraversati dalla Udine-Cividale il punto non è più soltanto quando ripartirà il servizio, ma con quale percorso concreto si arriverà alla riattivazione della linea. Dal confronto tra Regione, Ferrovie Udine Cividale e amministrazioni locali è emersa una scadenza politica precisa: arrivare entro la fine dell’estate 2026 a un quadro definito di opere e tempi.
Il tema riguarda da vicino Cividale del Friuli, Moimacco, Remanzacco e Udine, comuni interessati direttamente dal tracciato e dagli effetti della sospensione. L’orientamento annunciato dalla Regione è quello di condividere i passaggi con i municipi prima delle scelte finali, così da costruire un cronoprogramma fondato sugli approfondimenti tecnici ancora aperti.
Il confronto con i territori lungo la tratta
All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, i rappresentanti di Fuc, i sindaci dei Comuni coinvolti e l’assessore alla Mobilità del Comune di Udine. Il tavolo è servito a fare il punto sullo stato del collegamento ferroviario e sulle condizioni necessarie per riportarlo a pieno regime.
Per le amministrazioni locali il passaggio decisivo è avere indicazioni chiare su lavori, priorità e tempistiche. La Regione ha confermato l’intenzione di mantenere un rapporto diretto con i Comuni durante tutto l’iter, in modo da arrivare alle decisioni con un confronto già avviato sui contenuti principali.
Opere previste tra elettrificazione e viabilità
Tra gli interventi già coperti da finanziamento, quello considerato più strategico per il futuro della linea è l’elettrificazione. Si tratta di un tassello centrale nella prospettiva di rilancio del collegamento ferroviario tra Udine e Cividale.
Parallelamente prosegue il lavoro con Rete ferroviaria italiana su alcuni passaggi a livello. L’obiettivo è intervenire sui tempi di chiusura delle barriere, riducendo l’impatto sulla circolazione stradale nei centri abitati attraversati dal treno.
Resta poi il capitolo più delicato dal punto di vista tecnico: quello del ponte sul Torrente Torre. Gli approfondimenti in corso con Ansfisa e con Rfi dovranno tenere conto anche dell’evoluzione progettuale di questa infrastruttura, ritenuta indispensabile per una futura compatibilità tra traffico ferroviario e traffico su strada.
La scadenza fissata dalla Regione
Il termine indicato dall’assessore Amirante è la fine dell’estate del prossimo anno, quando l’amministrazione regionale conta di avere un quadro complessivo degli interventi necessari. Non si parla quindi ancora di una data di riapertura del servizio, ma di un passaggio preliminare ritenuto essenziale per definire la fase successiva.
Per il Friuli orientale, dove la linea ha un valore di collegamento quotidiano oltre che territoriale, il cronoprogramma atteso rappresenta il primo vero banco di prova. Solo con una scansione precisa delle opere sarà possibile capire come e quando potrà tornare la piena circolazione ferroviaria tra Udine e Cividale.
Mi.Co.Tra, fondi anche per i locomotori Taurus
Nel vertice si è parlato anche del servizio internazionale Trieste-Udine-Villach, inserito nel progetto Mi.Co.Tra. La Regione ha confermato un intervento di manutenzione straordinaria sui due locomotori Taurus di Fuc, dopo i problemi tecnici che negli ultimi mesi hanno provocato stop e discontinuità nel servizio.
Per l’operazione verrà utilizzato un milione di euro di risorse regionali, senza ricorrere a nuovi stanziamenti di bilancio. Gli interventi sono già stati programmati e, nel frattempo, Fuc continuerà a garantire il collegamento con mezzi sostitutivi presi a noleggio.
Il doppio binario della discussione, dunque, resta aperto: da una parte il futuro della Udine-Cividale e il piano atteso dai Comuni, dall’altra la tenuta dei collegamenti ferroviari gestiti da Fuc su scala più ampia. Per i territori friulani coinvolti, i prossimi mesi saranno decisivi soprattutto per passare dagli annunci a una tabella di marcia verificabile.