Fauner punta alla FISI: da Sappada la sfida per contare di più nelle scelte dello sci italiano
L’ex campione olimpico annuncia la candidatura al Consiglio federale: al centro giovani, sci club e un rapporto più stretto con i territori.
Da Sappada arriva una candidatura che riporta il Friuli dentro il dibattito nazionale sugli sport invernali. Silvio Fauner ha scelto di correre per un posto nel Consiglio federale della FISI, con l’idea di portare nella Federazione una visione più vicina alle società sportive, ai giovani atleti e alle realtà che ogni giorno tengono in piedi il movimento della neve.
Per l’ex fondista azzurro, il punto non è soltanto cambiare qualche volto negli organismi federali. La sua proposta guarda a un passaggio più ampio, costruito su nuove energie, maggiore ascolto e una presenza meno distante rispetto a chi lavora nelle località montane e negli sci club.
«Dopo tanti anni credo sia necessario un cambiamento vero, con persone nuove, giovani e maggiore ascolto dei territori», ha spiegato Fauner nel presentare la sua scelta.
Una decisione nata dal confronto con il mondo della neve
La candidatura, racconta Fauner, non era stata preparata da mesi. La decisione ha preso forma solo di recente, anche grazie alle sollecitazioni arrivate da ambienti diversi degli sport invernali italiani.
Il campione sappadino ha spiegato di aver raccolto negli ultimi giorni inviti a mettersi a disposizione e di aver deciso, alla fine, di accettare questa sfida. Alla base c’è la convinzione che la Federazione abbia bisogno di aprire una stagione nuova, non solo sul piano delle persone ma anche nel metodo.
«Ho ricevuto molte sollecitazioni da persone che mi hanno chiesto di mettermi a disposizione e alla fine ho deciso di farlo», ha detto. E ha aggiunto che il rinnovamento, a suo giudizio, oggi non è più rinviabile.
Il peso di un nome legato alla storia del fondo
Il profilo di Fauner resta uno dei più riconoscibili dello sci di fondo italiano. Nel suo percorso sportivo ha conquistato cinque medaglie olimpiche e sette ai Mondiali, risultati che ne hanno fatto un riferimento per intere generazioni di atleti.
Tra le immagini più note della sua carriera c’è la staffetta 4x10 chilometri di Lillehammer 1994, chiusa con il successo dell’Italia sulla Norvegia davanti al pubblico di casa. L’anno successivo arrivò anche il titolo mondiale nella 50 chilometri di Thunder Bay, altro passaggio rimasto nella memoria dello sport azzurro.
Questo bagaglio, nella sua intenzione, oggi dovrebbe trasformarsi in un contributo diretto alle scelte federali.
Il legame con il territorio friulano
Per Prima Friuli la notizia ha anche un valore territoriale evidente. Fauner non è soltanto un ex campione: oggi è vicesindaco e assessore allo Sport e Turismo del Comune di Sappada, incarico che lo tiene a contatto con le esigenze concrete di associazioni, impianti, famiglie e operatori locali.
È anche da questa esperienza amministrativa che nasce la sua lettura del sistema sportivo. Il rapporto quotidiano con la montagna e con chi organizza attività sul territorio ha rafforzato, secondo quanto spiega, l’idea di una FISI più permeabile alle istanze che arrivano dalla base.
Sci club e giovani come asse della proposta
Uno dei cardini della candidatura riguarda il ruolo delle società sportive. Fauner insiste sul fatto che la crescita del movimento non possa prescindere dagli sci club, considerati il primo luogo in cui nascono passione, formazione e futuro agonistico.
«Gli sci club sono la base di tutto. Dietro ogni ragazzo che arriva ad alto livello ci sono allenatori, dirigenti, volontari e famiglie che dedicano tempo, energie e risorse personali», ha sottolineato.
Nel suo ragionamento, la Federazione dovrebbe misurarsi prima di tutto con una domanda molto concreta: come aiutare davvero i ragazzi a crescere nello sport. Per questo, accanto al ricambio generazionale, Fauner chiede attenzione alle competenze e un dialogo più continuo con chi opera nelle comunità locali.
Una FISI più aperta e meno chiusa nelle sue dinamiche
Il progetto che accompagna la candidatura punta su una struttura federale capace di coinvolgere figure nuove e di valorizzare il confronto. Fauner rivendica un’idea di lavoro collegiale, in cui anche posizioni differenti possano produrre scelte migliori.
«Vorrei una FISI più aperta, capace di coinvolgere persone nuove e giovani, di ascoltare maggiormente chi vive quotidianamente lo sport sui territori e di valorizzare le competenze», ha affermato. Per lui il cambiamento non riguarda solo gli incarichi, ma il modo in cui si decide e si costruiscono le priorità del movimento.
Nel finale del suo intervento, l’ex campione chiarisce anche il senso personale della candidatura: «Non mi interessa esserci per occupare un posto». Da Sappada, dunque, parte una proposta che prova a riportare al centro i territori della montagna e il lavoro quotidiano delle società, con l’obiettivo di incidere sulle scelte future della FISI.