Famiglie e comunità, dalla Regione risorse ai progetti del Terzo settore in Friuli Venezia Giulia

Stanziati 220mila euro per iniziative rivolte a genitori, minori e reti territoriali. Candidature entro mezzogiorno del 25 settembre 2026.

12 agosto 2026 14:48
Famiglie e comunità, dalla Regione risorse ai progetti del Terzo settore in Friuli Venezia Giulia -
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C’è una nuova finestra di finanziamento per associazioni e realtà del Terzo settore attive in Friuli Venezia Giulia: la Regione ha messo a disposizione 220mila euro per sostenere iniziative dedicate alle famiglie, alla crescita educativa dei figli e ai legami di comunità nei territori.

La misura guarda ai progetti da sviluppare tra il 1 settembre 2026 e il 31 agosto 2027 e punta a rafforzare, anche a livello locale, percorsi capaci di mettere in relazione genitori, minori, servizi e soggetti del territorio. Per ogni proposta il contributo potrà arrivare fino a 10mila euro, entro il limite del 90 per cento delle spese considerate ammissibili.

A chi si rivolge il bando

Possono candidarsi gli enti del Terzo settore già iscritti al Registro unico nazionale prima della presentazione della domanda, purché abbiano sede legale o una sede secondaria in regione. Il bando prevede l’invio di una sola richiesta per ciascun ente.

L’impostazione scelta dalla Regione è quella di sostenere attività con ricadute concrete per le famiglie friulane e più in generale per l’intero territorio regionale, con attenzione al benessere di bambini, preadolescenti e adolescenti e al rafforzamento delle competenze educative e relazionali degli adulti di riferimento.

Come si compone il finanziamento

La quota base del contributo può arrivare a 6mila euro se il progetto comprende le due linee considerate indispensabili dal bando. A questa cifra si possono sommare altri 2mila euro per ciascuno dei due ambiti aggiuntivi previsti, fino al tetto massimo complessivo di 10mila euro.

Si tratta quindi di un sostegno pensato per iniziative di dimensione territoriale, costruite su reti operative e con obiettivi chiari, più che per interventi isolati o privi di collegamento con i servizi e con la comunità locale.

Le attività richieste nei progetti

Per essere ammessi al finanziamento, i progetti dovranno includere due elementi obbligatori. Il primo riguarda percorsi formativi dedicati a genitori e familiari. Il secondo consiste in azioni di informazione e orientamento sulle opportunità e sui servizi disponibili per famiglie e minori.

Tra le iniziative che possono rientrare nel bando ci sono, ad esempio, incontri sulla genitorialità positiva, laboratori sulla comunicazione tra adulti e figli, attività per sviluppare capacità emotive e relazionali, momenti condivisi tra genitori e ragazzi e occasioni utili a conoscere meglio i servizi educativi, sociali e formativi presenti nei vari contesti territoriali.

Accanto a questi contenuti, il bando lascia spazio anche a un’estensione dei progetti. Un primo filone aggiuntivo è rivolto agli adulti che hanno un ruolo nella crescita di bambini e adolescenti, come nonni, anziani e volontari, con una particolare attenzione al rapporto tra generazioni. Il secondo riguarda invece forme di sostegno nate dalle stesse reti familiari: gruppi di mutuo aiuto, famiglie mentor o tutor, banche del tempo, volontariato familiare e patti educativi di comunità.

Partnership obbligatorie e scadenze

Ogni proposta dovrà essere costruita insieme ad almeno un partner. Tra i soggetti indicati compaiono scuole pubbliche o private, centri di aggregazione giovanile, centri per la famiglia e Comuni. Il coinvolgimento di queste realtà è uno dei passaggi necessari per accedere alla misura.

La domanda andrà presentata soltanto tramite il sistema Istanze OnLine, utilizzando Spid, Cie oppure Cns. Il termine fissato dalla Regione è quello delle ore 12 del 25 settembre 2026.

Per accompagnare gli enti interessati nella compilazione, è stato programmato anche un webinar informativo il 3 settembre, dalle 14, dedicato ai contenuti dell’avviso, ai requisiti richiesti e agli adempimenti necessari per completare correttamente la procedura.

Nel presentare il bando, l’assessore regionale alla Famiglia Alessia Rosolen ha indicato come obiettivo il rafforzamento di un welfare di prossimità capace di leggere i bisogni prima che diventino emergenze, valorizzando il ruolo delle famiglie, del Terzo settore e delle relazioni di vicinanza. La documentazione operativa e la modulistica sono disponibili nella sezione regionale dedicata alle politiche per la famiglia.

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