Pordenone 2027, dagli archivi di Cinemazero nasce una call per 6 residenze artistiche
Sei opportunità per autori e collettivi: tre dedicate al Friuli Venezia Giulia e tre aperte al resto del Paese. Candidature entro il 6 settembre 2026.
Nel percorso che accompagna Pordenone verso il 2027, Cinemazero mette al centro uno dei patrimoni culturali più rilevanti della città e lo apre alla creazione contemporanea. L’associazione ha lanciato una selezione per sei residenze artistiche che inviteranno autori e collettivi a lavorare sui materiali conservati nei propri archivi.
Il progetto si chiama “La fabbrica dei sogni” e punta a far nascere nuove opere a partire da fotografie, pellicole, documenti, registrazioni e testimonianze raccolte negli anni. Le candidature dovranno essere inviate entro il 6 settembre 2026.
Un’occasione legata al cammino verso la Capitale della Cultura
L’iniziativa rientra nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e guarda già al programma pubblico che accompagnerà quell’appuntamento. I lavori selezionati, infatti, potranno trovare spazio proprio nel calendario culturale previsto per il 2027.
Per il territorio friulano si tratta di un passaggio significativo: gli archivi non vengono considerati soltanto come luoghi di conservazione, ma come una materia viva da rimettere in circolo attraverso linguaggi artistici di oggi.
Sei posti, con una quota riservata al Friuli Venezia Giulia
I posti disponibili sono sei in tutto. Tre sono destinati ad artisti che hanno base in Friuli Venezia Giulia, mentre gli altri tre sono rivolti a candidati provenienti da altre regioni italiane.
La call si rivolge a profili molto diversi tra loro: filmmaker, fotografi, musicisti, sound artist, performer, ricercatori, artisti visivi e autori attivi in pratiche interdisciplinari. L’idea è favorire letture originali del patrimonio custodito da Cinemazero, mettendo in dialogo cinema, immagine, suono e performance.
Contributi economici e periodi di lavoro a Pordenone
Per gli artisti selezionati con base in regione è previsto un sostegno di 3.000 euro ciascuno. Sale invece a 5.000 euro il contributo per i tre partecipanti provenienti dal resto d’Italia. Per questi ultimi è prevista anche l’ospitalità durante alcuni periodi di permanenza.
Le residenze offriranno inoltre accesso ai materiali d’archivio, diritti d’uso per quelli scelti nei progetti, affiancamento curatoriale e tecnico, spazi di lavoro in città e supporto alla produzione. È prevista anche la possibilità di attivare collaborazioni con realtà culturali e sociali del territorio, oltre che con soggetti della filiera cinematografica nazionale.
Un patrimonio che attraversa cinema, fotografia e memoria locale
Il valore dell’iniziativa sta anche nella consistenza dei fondi conservati da Cinemazero. Negli archivi compaiono materiali legati a protagonisti del Novecento come Orson Welles, Andrej Tarkovskij, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Tina Modotti, Bernardo Bertolucci e Liliana Cavani.
Accanto ai nomi più noti, però, c’è anche un deposito prezioso di memorie del territorio: migliaia di fotografie, ore di registrazioni sonore, filmati familiari, documenti e altre testimonianze che raccontano comunità, epoche e trasformazioni. È proprio da questa stratificazione che il progetto vuole partire per stimolare nuova produzione culturale a Pordenone.
Come candidarsi e quando arriverà la selezione
Per partecipare bisogna compilare il formulario predisposto da Cinemazero, allegando l’abstract della proposta, la biografia e il piano di produzione o di realizzazione richiesto dal bando. La scadenza fissata è quella del 6 settembre 2026.
I sei nomi scelti saranno resi noti entro la fine di settembre. A conclusione del percorso, ciascun artista dovrà sviluppare un’opera originale: un passaggio che, per Pordenone e per il Friuli, può trasformare gli archivi in un motore concreto di nuova progettualità culturale.