Estate tra borghi e malghe, il Verdi rilancia in montagna: da Poffabro parte il festival con Covatta

Undici date fino ad agosto nelle località del Pordenonese: primo appuntamento il 27 giugno a Poffabro, poi domenica mattina tappa a Malga Campo.

26 giugno 2026 14:00
Estate tra borghi e malghe, il Verdi rilancia in montagna: da Poffabro parte il festival con Covatta -
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La montagna pordenonese torna a farsi palcoscenico con una nuova edizione del Montagna Teatro Festival Estate, rassegna itinerante che accompagnerà il pubblico tra borghi, piazze e malghe fino ai primi giorni di agosto. Il via è fissato per sabato 27 giugno a Poffabro, con un’apertura affidata a Giobbe Covatta.

L’iniziativa, arrivata al quinto anno, è promossa dal Teatro Verdi di Pordenone insieme al Club Alpino Italiano e si inserisce nel percorso culturale che guarda all’estate del Verdi e al cammino verso il 2027, anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura.

Il cartellone prevede complessivamente undici appuntamenti distribuiti nelle vallate del territorio. L’idea di fondo resta quella di portare spettacolo e narrazione fuori dagli spazi tradizionali, scegliendo luoghi riconoscibili e fortemente legati all’identità locale.

Il primo appuntamento nel borgo di Poffabro

La serata inaugurale è in programma alle 20 in Piazza XX Settembre, nel cuore di Poffabro. Protagonista sarà Giobbe Covatta con “70. Riassunto delle puntate precedenti”, lavoro che ripercorre alcuni dei passaggi più noti della sua produzione artistica.

Lo spettacolo rilegge i temi che hanno segnato negli anni il percorso del comico e autore: dall’ambiente all’ecologia, passando per religione, condizione femminile, terzo mondo, vecchiaia e impegno civile. La proposta coincide anche con una tappa personale importante per Covatta, che intreccia i suoi settant’anni con quarant’anni di carriera.

Domenica mattina il festival sale a Malga Campo

La seconda data è già in calendario per domenica 28 giugno alle 11 a Malga Campo, nel territorio di Budoia. Qui andrà in scena “Everest 1924. Catturare l’infinito”, testo scritto e diretto da Gioia Battista, con Giustina Testa e Nicola Ciaffoni.

Al centro del racconto c’è la vicenda di George Mallory e Andrew Irvine, scomparsi durante la storica spedizione sull’Everest. Il tema si lega bene alla natura della rassegna, che mette insieme paesaggio, memoria e racconto teatrale in contesti all’aperto.

Un cartellone diffuso nelle vallate pordenonesi

Dopo le prime due tappe, il festival continuerà fino al 2 agosto con una proposta ampia, costruita per attraversare diverse località montane del Pordenonese. In programma ci sono spettacoli teatrali, concerti e appuntamenti capaci di alternare registri e linguaggi diversi.

Tra le anticipazioni annunciate figurano omaggi a Leonard Cohen, Franco Battiato e Giorgio Gaber, oltre a eventi dedicati ai tamburi giapponesi, alla fotografia di Italo Zannier e a una passeggiata poetica conclusiva sulle tracce di Federico Tavan.

La formula scelta dal Teatro Verdi conferma una direzione ormai riconoscibile: far incontrare artisti e pubblico in spazi che raccontano il territorio, valorizzando la cornice naturale e culturale della montagna friulana occidentale. Per chi segue la stagione estiva, il debutto di Poffabro rappresenta così il primo passaggio di un percorso che unisce spettacolo e paesaggio.

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