Electrolux, il Pordenonese torna in piazza: da Porcia alla Prefettura per difendere lavoro e filiera

Partecipazione ampia tra Porcia e Pordenone: al centro della protesta il destino dello stabilimento e le ricadute su famiglie, indotto e territorio.

18 giugno 2026 19:09
Electrolux, il Pordenonese torna in piazza: da Porcia alla Prefettura per difendere lavoro e filiera -
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Nel Pordenonese la vertenza Electrolux continua a muovere non solo i lavoratori dello stabilimento, ma un’intera area che teme effetti pesanti sull’occupazione e sull’economia locale. La manifestazione andata in scena questa mattina tra Porcia e Pordenone ha riportato il tema al centro del dibattito pubblico, con oltre duemila persone in corteo fino alla Prefettura.

Il punto che resta aperto è sempre lo stesso: quali garanzie potranno arrivare per i posti di lavoro e per la tenuta produttiva del sito di Porcia. Accanto ai dipendenti, hanno partecipato anche cittadini e realtà del territorio, segno di una preoccupazione che va oltre i cancelli della fabbrica.

Ad aprire la sfilata uno striscione con la scritta “#Electrolux non si spegne”, sintesi di una mobilitazione che chiede impegni chiari e non soltanto segnali interlocutori. In piazza erano presenti anche la consigliera regionale Rosaria Capozzi e la coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle di Pordenone, Mara Turani.

Una vertenza che pesa su tutta l’area

Il caso Electrolux viene vissuto nel Friuli occidentale come una questione che tocca un equilibrio più ampio. Attorno allo stabilimento, infatti, ruotano non solo i dipendenti diretti, ma anche famiglie, fornitori, professionalità specializzate e una parte rilevante dell’indotto manifatturiero del territorio.

Per questo la marcia da Porcia al capoluogo non è stata letta soltanto come una protesta sindacale. La partecipazione registrata lungo il percorso conferma quanto il futuro dell’impianto sia percepito come un tema decisivo per il Pordenonese.

Le richieste emerse durante la giornata puntano a trasformare il confronto aperto in decisioni verificabili, capaci di dare prospettive industriali e continuità occupazionale. Il timore, condiviso da molti presenti, è che l’incertezza si traduca in tagli ed esuberi con conseguenze diffuse.

Electrolux, oltre 2mila in corteo da Porcia a Pordenone: il nodo resta il futuro dei
Electrolux, oltre 2mila in corteo da Porcia a Pordenone: il nodo resta il futuro dei

Il passaggio politico dopo il confronto di lunedì

Dopo la manifestazione, Capozzi e Turani hanno richiamato quanto emerso nel confronto di lunedì, parlando di un segnale da valutare con prudenza. Nella loro posizione c’è l’idea che un primo avanzamento possa avere valore solo se seguito da atti concreti e da un dialogo responsabile tra tutti i soggetti coinvolti.

Le due esponenti del Movimento 5 Stelle hanno spiegato di aver preso parte al corteo per esprimere vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie in una fase segnata da forte incertezza. La priorità, hanno ribadito, resta la salvaguardia di ogni posto di lavoro e la definizione di un orizzonte industriale credibile per il sito produttivo.

Da Porcia a Pordenone, il messaggio alle istituzioni

Il corteo si è concluso davanti alla Prefettura di Pordenone, luogo simbolico scelto per portare la vertenza all’attenzione delle istituzioni. Il messaggio uscito dalla piazza è quello di una comunità che non vuole assistere passivamente all’evoluzione della crisi e che chiede risposte rapide sul futuro della fabbrica.

In questa fase, la questione Electrolux continua dunque a rappresentare uno dei dossier industriali più sensibili del territorio friulano. La giornata di mobilitazione non chiude il confronto, ma rafforza la richiesta di certezze per il lavoro, per l’indotto e per una realtà produttiva che il Pordenonese considera strategica.

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