Dirigenza degli enti locali in Friuli Venezia Giulia, via libera al nuovo contratto: ritocchi in busta paga e spazio al lavoro agile
Sottoscritta l’intesa per il triennio 2019-2021 del Comparto unico: aumenti progressivi, revisione del tabellare e regole demandate agli enti sullo smart working.
Per i dirigenti del sistema delle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia arriva un aggiornamento atteso da tempo: è stato firmato il contratto collettivo regionale di lavoro relativo al triennio 2019-2021. L’accordo interviene sia sul trattamento economico sia su alcuni aspetti organizzativi, con effetti che toccano gli enti del territorio friulano come l’intero Comparto unico regionale.
La sottoscrizione è avvenuta il 6 agosto 2026. A comunicarlo è stato l’assessore regionale alle Autonomie locali e Funzione pubblica, Pierpaolo Roberti, che ha inquadrato l’intesa come un tassello del percorso di aggiornamento contrattuale della dirigenza pubblica regionale.
Le cifre previste dal nuovo accordo
Il capitolo più immediato riguarda gli stipendi. L’intesa stabilisce incrementi lordi mensili su tredici mensilità, con una progressione che parte da 30 euro dal 1° gennaio 2019, sale a 79 euro dal 1° gennaio 2020 e arriva a 219 euro dal 1° gennaio 2021.
Con il nuovo assetto, lo stipendio tabellare annuo viene fissato a 53.545 euro, comprensivi della tredicesima. Restano inoltre confermate, nei casi previsti, la retribuzione individuale di anzianità e il maturato economico individuale.
Retribuzione accessoria legata agli obiettivi
Nel testo trova spazio anche una revisione della parte accessoria della retribuzione. L’impostazione scelta rafforza il rapporto tra compensi e risultati, con un riferimento più marcato agli obiettivi raggiunti e alle responsabilità esercitate nell’attività dirigenziale.
Il quadro delineato punta quindi non solo a riconoscere un adeguamento economico, ma anche a rendere più evidente il peso del merito e delle performance nella costruzione del trattamento complessivo.
Smart working: decisioni affidate alle amministrazioni
Tra gli elementi nuovi compare anche la possibilità di svolgere l’attività in modalità agile. Non ci sarà però una disciplina uguale per tutti gli enti: saranno le singole amministrazioni a definire applicazione concreta, limiti e modalità operative.
La scelta lascia quindi margini di adattamento a Comuni e altri enti del sistema locale, che potranno regolare lo smart working della dirigenza in base alla propria organizzazione interna e alle esigenze di continuità dei servizi rivolti ai cittadini.
Un passaggio atteso per riallineare la contrattazione
Dal punto di vista istituzionale, la firma serve anche a ridurre la distanza accumulata negli anni rispetto ai contratti nazionali della dirigenza pubblica. Nello stesso tempo, si completa un percorso già avviato per altre componenti del Comparto unico.
Per il Friuli Venezia Giulia si tratta dunque di un passaggio rilevante nella contrattazione regionale: l’accordo chiude il triennio 2019-2021 per il personale dirigente e introduce un quadro aggiornato che unisce aumenti, revisione del tabellare e maggiore flessibilità organizzativa.