Diesel, proroga fino al 25 agosto: cosa cambia per chi viaggia in Friuli nelle settimane più trafficate

Il taglio resta solo sul gasolio e accompagna il periodo di partenze e rientri. Sulla viabilità friulana, dall’A4 a Latisana, attesi i giorni più delicati.

05 agosto 2026 10:23
Diesel, proroga fino al 25 agosto: cosa cambia per chi viaggia in Friuli nelle settimane più trafficate -
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Per chi nelle prossime settimane si metterà in viaggio dal Friuli o attraverserà la regione lungo le direttrici dell’estate, il prezzo del diesel avrà ancora un piccolo argine. Il Governo ha deciso di allungare fino al 25 agosto 2026 la riduzione fiscale sul gasolio, mantenendo il taglio di 17 centesimi al litro proprio nel periodo in cui il traffico resta più intenso.

La scelta riguarda in particolare chi usa vetture diesel per gli spostamenti delle vacanze, ma anche lavoratori e famiglie che in questi giorni devono affrontare tragitti lunghi. Nessun intervento, invece, è stato previsto per la benzina.

Una misura che copre il cuore dell’esodo

La riduzione era partita il 28 luglio e avrebbe dovuto esaurirsi il 6 agosto. Con la proroga resterà valida per altri 19 giorni, andando a coprire la fase centrale di partenze e rientri, quella che anche in Friuli Venezia Giulia coincide con i fine settimana più pesanti sulla rete autostradale.

Tra i punti osservati con maggiore attenzione c’è ancora l’area di Latisana, da anni snodo sensibile nei giorni da bollino nero lungo l’A4. In questo quadro, lasciare scadere lo sconto proprio all’inizio delle giornate più complicate avrebbe avuto un impatto immediato su chi si muove in auto.

Quanto vale davvero il taglio

Il beneficio annunciato dal Governo è composto da 14 centesimi di accisa in meno e da circa 3 centesimi legati all’Iva. Sulla carta il taglio resta quindi di 17 centesimi al litro, ma il prezzo finale alla pompa non dipende solo da questa componente fiscale.

Le quotazioni del petrolio e dei raffinati, infatti, hanno continuato a pesare. Secondo i dati riportati, il gasolio si è portato intorno a 2,097 euro al litro nella rete ordinaria, mentre la benzina è stata indicata attorno a 1,999 euro.

Proprio per questo diverse associazioni dei consumatori invitano alla prudenza nel valutare l’effetto reale del provvedimento. Il Codacons stima che il vantaggio effettivamente percepito dagli automobilisti si sia ridotto a poco più di 8 centesimi al litro, ben lontano dall’intero importo della sforbiciata fiscale.

Come viene finanziata la proroga

La copertura economica dell’operazione, stimata in circa 245 milioni di euro, arriverà da riduzioni di spesa nei bilanci dei ministeri. La decisione è maturata nel Consiglio dei ministri, nel confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Lo stesso Giorgetti ha spiegato che per trovare le risorse sono state limate alcune spese dei dicasteri. Dal punto di vista tecnico, il prolungamento sarà attuato con due strumenti: un decreto legge per il periodo compreso tra il 7 e il 24 agosto e un decreto del Ministero dell’Economia per la sola giornata del 25 agosto.

Dopo il 25 agosto l’ipotesi delle accise mobili

Terminata questa finestra, l’Esecutivo punta a tornare al meccanismo delle accise mobili. In pratica, il maggior gettito Iva generato dall’aumento dei carburanti verrebbe utilizzato per alleggerire le accise, con un impatto meno diretto sui conti pubblici.

Meloni ha fatto sapere che l’andamento dei prezzi continuerà a essere seguito per valutare eventuali mosse successive. Salvini, invece, ha escluso la possibilità di finanziare il taglio con nuove imposte su sigarette o bevande alcoliche.

Le critiche politiche e il nodo benzina

Dalle opposizioni sono arrivate contestazioni nette. Francesco Boccia, per il Partito democratico, ha accusato il Governo di procedere con misure tampone senza affrontare in modo strutturale il caro carburanti.

Critica anche Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle, che mette l’accento sulla scelta di intervenire soltanto sul diesel. Per molti automobilisti friulani, come per il resto del Paese, il punto resta proprio questo: il sostegno c’è, ma non riguarda chi usa un’auto a benzina.

Alla fine, per chi partirà o rientrerà passando dal Friuli, la differenza vera si vedrà soprattutto sui tabelloni dei distributori. La proroga c’è, ma il sollievo concreto dipenderà da quanto il mercato assorbirà ancora di quel taglio annunciato.

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