Dal Fogolâr alle istituzioni del Granducato: in Lussemburgo la missione di Mauro Bordin
Il presidente del Consiglio regionale ha incontrato la comunità friulana, i vertici parlamentari lussemburghesi e la Camera di commercio italo-lussemburghese.
Il filo conduttore della visita di Mauro Bordin in Lussemburgo è stato il legame tra il Friuli Venezia Giulia e i friulani che vivono all’estero, con uno sguardo rivolto anche ai rapporti istituzionali ed economici. La missione del presidente del Consiglio regionale si è sviluppata tra incontri con la comunità locale, appuntamenti nelle sedi istituzionali del Granducato e momenti di confronto sul ruolo europeo di una regione di confine come la nostra.
Ad accompagnare Bordin c’era anche Stefano Milani, presidente del Fogolâr Furlan in Lussemburgo, realtà che rappresenta un punto di riferimento per i corregionali presenti nel Paese. Proprio il lavoro delle associazioni dei friulani all’estero è stato indicato come uno degli elementi più importanti per mantenere vivo il rapporto con il territorio d’origine e per promuoverne identità, cultura e relazioni.
Nel corso della visita, Bordin ha ringraziato la comunità friulana per l’accoglienza ricevuta e per l’impegno con cui continua a rappresentare il Friuli Venezia Giulia fuori dai confini nazionali. Un messaggio che si inserisce nel più ampio tema della presenza dei fogolârs nel mondo, considerati dalla Regione un patrimonio di relazioni e appartenenza.
Confronto nelle sedi istituzionali
Uno dei passaggi centrali della missione ha riguardato la Camera dei deputati del Lussemburgo, edificio ottocentesco situato accanto al Palazzo del Granduca e sede del Parlamento unicamerale del Paese. L’incontro ha offerto l’occasione per mettere a confronto il funzionamento delle rispettive assemblee legislative e approfondire possibili spazi di collaborazione tra istituzioni.
Alla visita hanno preso parte anche l’ambasciatore d’Italia in Lussemburgo Carmine Robustelli, il console onorario Ezio Perillo, i parlamentari Mars Di Bartolomeo e Dan Biancalana e il presidente della Camera dei deputati Claude Wiseler. La giornata si è quindi trasformata in un momento di dialogo che ha toccato sia il piano politico sia quello delle relazioni tra territori.
Secondo Bordin, l’appuntamento nel Granducato ha avuto valore non soltanto sul fronte istituzionale, ma anche su quello umano e culturale. Nelle sue parole, le comunità friulane all’estero continuano infatti a essere un elemento prezioso per far conoscere la regione e per aprire nuove occasioni di collaborazione internazionale.
Imprese, Europa e prospettive per il territorio
Nel programma della missione c’è stato spazio anche per un confronto con Fabio Morbilli, presidente della Camera di commercio italo-lussemburghese. Al centro dell’incontro, le prospettive di internazionalizzazione per le aziende del Friuli Venezia Giulia, con attenzione particolare ai comparti dell’innovazione, del turismo e della logistica.
La tappa a Schengen ha aggiunto un significato ulteriore alla visita. Il luogo dove nel 1985 venne firmato l’accordo che ha segnato il superamento progressivo dei controlli alle frontiere interne europee è stato richiamato come simbolo concreto di cooperazione tra Stati e popoli.
Per una regione come il Friuli Venezia Giulia, abituata a misurarsi ogni giorno con il tema del confine, il richiamo ai valori della libera circolazione e del dialogo europeo assume un peso particolare. È in questa cornice che si colloca la missione lussemburghese di Bordin: rinsaldare i rapporti con le istituzioni, valorizzare i friulani nel mondo e tenere aperto un canale utile anche allo sviluppo del territorio.