Cornino, una mattina di studio sugli anfibi: alla Riserva un focus sulle specie più fragili

Domenica 12 luglio, a Forgaria nel Friuli, incontro aperto al pubblico con Tiziano Fiorenza sul calo degli anfibi e sulle ricadute per gli ecosistemi locali

09 luglio 2026 12:05
Cornino, una mattina di studio sugli anfibi: alla Riserva un focus sulle specie più fragili -
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La salute di stagni, corsi d’acqua e aree boscate passa anche da animali piccoli e spesso poco osservati. Per questo la Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, nel territorio di Forgaria nel Friuli, dedica la mattinata di domenica 12 luglio 2026 a un approfondimento pubblico sugli anfibi e sul loro progressivo arretramento.

L’iniziativa è in programma dalle 10 alle 12 e porterà al centro dell’attenzione rane, rospi, salamandre e tritoni, specie che la comunità scientifica considera indicatori preziosi dello stato dell’ambiente. Il titolo dell’incontro è “Gli anfibi: sentinelle del pianeta, custodi del nostro futuro”.

Nel contesto friulano, dove zone umide, ambienti rurali e corsi d’acqua rappresentano un patrimonio naturale delicato, il tema ha un valore che va oltre la sola divulgazione. La diminuzione di queste specie, infatti, viene letta come un segnale diretto delle trasformazioni che stanno interessando gli ecosistemi.

Lago di Cornino, il 12 luglio 2026 incontro scientifico sugli anfibi a rischio estinzione
Lago di Cornino, il 12 luglio 2026 incontro scientifico sugli anfibi a rischio estinzione

Un incontro che guarda anche al Friuli Venezia Giulia

A guidare la conferenza sarà Tiziano Fiorenza, che accompagnerà il pubblico in un percorso dedicato alla lunga storia evolutiva degli anfibi, sviluppata nell’arco di oltre 350 milioni di anni. L’intervento servirà anche a chiarire perché questi vertebrati, capaci di muoversi tra acqua e terra, siano così importanti per comprendere la qualità degli habitat.

Una parte dell’approfondimento sarà riservata al quadro europeo, ma con un’attenzione specifica al Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è mettere a fuoco le criticità che interessano da vicino il territorio e le possibili azioni di tutela legate alla conservazione degli ambienti più sensibili.

Le cause del declino al centro della conferenza

Durante la mattinata verranno analizzati i fattori che stanno mettendo sotto pressione molte specie: la riduzione degli habitat disponibili, la loro frammentazione, l’inquinamento, gli effetti dei cambiamenti climatici, la presenza di specie invasive e la diffusione di patologie.

Si tratta di elementi che, sommati, stanno producendo un calo giudicato preoccupante. Proprio per questo gli anfibi sono oggi al centro di studi e iniziative di sensibilizzazione: la loro presenza, o al contrario la loro scomparsa, aiuta a leggere con immediatezza lo stato di salute del territorio.

Il ruolo della Riserva di Cornino nella divulgazione ambientale

L’appuntamento si inserisce nel percorso di attività promosso dalla Riserva del Lago di Cornino, da tempo impegnata su temi che riguardano fauna selvatica, conservazione e conoscenza degli habitat naturali. In questo quadro, l’attenzione verso specie fragili come gli anfibi appare coerente con la vocazione scientifica e divulgativa del sito.

Per il pubblico sarà anche un’occasione per collegare la tutela della biodiversità alla qualità della vita delle comunità locali. La protezione di aree umide, boschi e ambienti d’acqua dolce non riguarda infatti solo la fauna, ma anche l’equilibrio complessivo del paesaggio e delle sue risorse.

Orari e partecipazione

L’incontro si svolgerà domenica 12 luglio 2026, dalle 10 alle 12, alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino. L’iniziativa è aperta al pubblico e propone un taglio scientifico ma accessibile, pensato per avvicinare i partecipanti a un tema sempre più rilevante per il futuro degli ecosistemi.

Lago di Cornino, il 12 luglio 2026 incontro scientifico sugli anfibi a rischio estinzione
Lago di Cornino, il 12 luglio 2026 incontro scientifico sugli anfibi a rischio estinzione

La conferenza offrirà infine una lettura concreta del legame tra difesa degli anfibi, salvaguardia della biodiversità e qualità ambientale, con uno sguardo che riguarda da vicino anche il presente e il futuro del Friuli.

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