Consiglio Fvg più attivo nel 2025, ma il baricentro delle leggi resta alla Giunta

Il rapporto sulla produzione normativa segnala 20 norme approvate in un anno, più interrogazioni e un nodo ancora aperto su petizioni e atti di indirizzo.

26 giugno 2026 00:48
Consiglio Fvg più attivo nel 2025, ma il baricentro delle leggi resta alla Giunta -
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Più provvedimenti rispetto all’anno scorso, ma con un equilibrio istituzionale che continua a pendere nettamente verso l’Esecutivo regionale. È questa la linea di fondo che emerge dal Rapporto sulla legislazione del Friuli Venezia Giulia, presentato a Trieste al Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione.

Nel 2025 il Consiglio regionale ha varato 20 leggi, contro le 14 del 2024. Un incremento che viene letto come un segnale di maggiore produttività, pur restando sotto la media nazionale, indicata in 27 leggi per ciascuna Regione.

Il documento, discusso nell’organismo presieduto da Nicola Conficoni, approderà dopo l’estate in Aula. Relatori saranno lo stesso Conficoni e Igor Treleani. Accanto ai numeri sulle norme approvate, il rapporto mette però in evidenza anche alcuni punti critici nel funzionamento del rapporto tra Assemblea, Giunta e strumenti di partecipazione.

Friuli Venezia Giulia, nel 2025 salgono a 20 le leggi approvate ma resta il peso della
Friuli Venezia Giulia, nel 2025 salgono a 20 le leggi approvate ma resta il peso della

La produzione normativa cresce, ma l’iniziativa resta concentrata

Il dato più evidente riguarda l’origine delle leggi approvate. Su 20 testi diventati legge, 16 arrivano dalla Giunta regionale. Le altre 4 sono maturate in Consiglio, ma tutte nell’area della maggioranza. Le opposizioni, pur presenti nella fase propositiva, non hanno visto approvare alcun proprio progetto.

Se si guarda ai testi depositati, il quadro appare meno sbilanciato: i progetti di legge presentati nel corso dell’anno sono stati 34, di cui 18 dell’Esecutivo e 16 dell’Assemblea. All’interno di questo secondo blocco, tre su quattro portano la firma delle minoranze, un peso cresciuto rispetto al 2024.

Resta comunque forte la differenza tra iniziativa e risultato finale. La quota delle leggi nate in Consiglio sale dal 7% al 20%, ma rimane lontana da quella registrata in legislature precedenti.

Emendamenti, atti di indirizzo e spazi per le minoranze

Un altro elemento segnalato dal rapporto riguarda il percorso degli emendamenti. La quasi totalità viene presentata direttamente in Aula, mentre il passaggio in Commissione resta marginale. Anche qui il divario politico è marcato: le modifiche sostenute dalla Giunta passano quasi sempre, mentre quelle delle opposizioni trovano accoglimento solo in una quota molto ridotta.

Fa invece segnare un miglioramento il numero delle leggi approvate con voto unanime, salite al 35% rispetto al 14% dell’anno precedente. Tra i settori più toccati dalla produzione legislativa compaiono la finanza regionale, i servizi rivolti alle persone e alla comunità, oltre ai temi legati a territorio, ambiente e infrastrutture.

Molto più problematico il capitolo degli atti di indirizzo. Nella tredicesima legislatura le risposte della Giunta agli atti accolti sono state appena 4 su 628. Una percentuale minima, che per il Comitato conferma una difficoltà strutturale nel dare seguito agli strumenti di impulso politico del Consiglio.

Per rendere efficaci le leggi servono altri 198 passaggi

Tra gli aspetti nuovi analizzati nel rapporto c’è quello dei provvedimenti successivi necessari a far funzionare davvero le leggi. Su 20 norme approvate, 14 rinviano infatti a regolamenti, delibere, linee guida o altri atti amministrativi. Nel complesso, i passaggi attesi sono 198.

Questo significa che una parte decisiva dell’attuazione concreta resta affidata a decisioni ulteriori, spesso di competenza della stessa Giunta. Sul fronte dei regolamenti, nel 2025 ne sono stati approvati 69, meno dei 91 del 2024, ma ancora in grado di rappresentare una quota molto ampia della produzione normativa regionale.

Friuli Venezia Giulia, nel 2025 salgono a 20 le leggi approvate ma resta il peso della
Friuli Venezia Giulia, nel 2025 salgono a 20 le leggi approvate ma resta il peso della

Quanto alla qualità delle leggi, il monitoraggio indica che quasi metà dei testi esaminati rientra nella fascia più alta, mentre il 40% si colloca in quella media. Compare però anche una percentuale di norme valutate come basse sul piano qualitativo, dato che non era emerso l’anno precedente. Nessuna delle leggi varate nel 2025 è stata impugnata dal Governo.

Interrogazioni in aumento, petizioni ferme

Nel corso dell’anno sono cresciuti anche gli atti di sindacato ispettivo: 526 contro i 495 del 2024. La formula più utilizzata continua a essere l’interrogazione a risposta orale, che da sola rappresenta circa la metà del totale.

Sul versante della partecipazione diretta dei cittadini, invece, il rapporto registra una situazione di stallo. Le petizioni popolari presentate nel 2025 sono 14 e risultano tutte ancora senza discussione. Un dato che nel dibattito in Comitato è stato indicato come uno dei segnali più deboli del collegamento tra istituzioni regionali e istanze provenienti dalla società.

Furio Honsell ha definito questo passaggio un punto critico per la qualità democratica, soffermandosi anche sui tempi delle interrogazioni. Manuela Celotti ha contestato attese di sei o sette mesi per ottenere risposta, ritenendole incompatibili con l’efficacia del lavoro delle opposizioni. Simona Liguori ha giudicato molto negativa la mancata trattazione delle petizioni.

Le letture politiche emerse nel confronto

Nel corso dell’esame del rapporto non sono mancate valutazioni differenti. Igor Treleani ha sottolineato l’aumento delle leggi approvate e un miglioramento generale, sia sul piano del numero sia su quello della tenuta qualitativa della produzione normativa.

Moreno Lirutti ha invece richiamato l’utilità dei regolamenti come strumenti più flessibili, soprattutto quando i contesti cambiano rapidamente, suggerendo anche un lavoro di riordino delle norme stratificate nel tempo attraverso leggi quadro. Ha inoltre citato alcuni interventi ritenuti significativi, tra cui quelli sull’innovazione sociale, sull’edilizia, sul recupero degli edifici e sulle fonti rinnovabili, invitando però a interrogarsi sull’elevato numero di interrogazioni presentate.

Friuli Venezia Giulia, nel 2025 salgono a 20 le leggi approvate ma resta il peso della
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Nelle conclusioni, Conficoni ha osservato che dai dati non emerge un atteggiamento pregiudizialmente ostile delle minoranze verso l’azione di Giunta e maggioranza. Resta però aperta, secondo il presidente del Comitato, la questione dello spazio effettivo riconosciuto ai contributi dell’opposizione, insieme alla necessità di dare più attenzione alle petizioni e di rafforzare gli strumenti con cui valutare l’impatto reale delle leggi sulla comunità regionale.

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