Trieste, l’hub BAT spinge l’economia regionale: oltre 275 milioni di ricadute nel 2025

L’analisi aggiornata di MIB fotografa il peso del polo triestino: più del 90% del valore aggiunto rimane in Friuli Venezia Giulia.

A cura di Web Team Web Team
25 giugno 2026 16:17
Trieste, l’hub BAT spinge l’economia regionale: oltre 275 milioni di ricadute nel 2025 -
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La parte più consistente della ricchezza generata da BAT a Trieste continua a fermarsi in regione. È questo il dato che emerge con maggiore forza dall’aggiornamento 2025 dello studio firmato da MIB Trieste School of Management, secondo cui il polo produttivo del capoluogo giuliano ha attivato 275,6 milioni di euro nell’economia italiana, con una ricaduta concentrata in larga misura tra Trieste e il resto del Friuli Venezia Giulia.

La ricerca, resa nota il 25 giugno 2026, prende in esame non solo quanto prodotto direttamente dall’azienda, ma anche gli effetti che si propagano lungo la filiera dei fornitori e quelli collegati alla spesa delle famiglie coinvolte dal sistema economico che ruota attorno al sito triestino.

Per un territorio come quello friulano e giuliano, il dato più rilevante riguarda proprio la permanenza locale del valore creato: oltre nove decimi del valore aggiunto stimato restano infatti nell’area regionale, confermando il peso del sito industriale dentro il tessuto economico del Friuli Venezia Giulia.

BAT Trieste: nel 2025 attivati 275,6 milioni, oltre il 90% del valore resta in Fvg
BAT Trieste: nel 2025 attivati 275,6 milioni, oltre il 90% del valore resta in Fvg

Quanto vale l’impatto economico del sito triestino

Nel dettaglio, lo studio attribuisce a BAT Trieste un effetto diretto pari a 50 milioni di euro nel 2025. A questa quota si aggiunge una componente indiretta molto più ampia, legata alla catena di fornitura, quantificata in 159 milioni di euro.

Inserendo anche l’indotto, cioè gli effetti generati dai consumi delle famiglie coinvolte lungo la filiera, il valore complessivo della produzione attivata sale a 275,6 milioni. MIB segnala inoltre una capacità moltiplicativa che arriva fino a 5,5 euro per ogni euro prodotto dall’azienda.

Nelle valutazioni finali, la scuola di management triestina evidenzia come il perimetro degli effetti indotti possa variare in base ai comportamenti di spesa, ma il quadro generale restituisce comunque una funzione stabile del polo come generatore di valore economico e occupazionale.

Crescita occupazionale e filiera locale

Accanto ai numeri sull’impatto economico, il report ricostruisce anche l’evoluzione del sito dall’avvio, avvenuto nel gennaio 2022, fino alla fine del 2025. Secondo il presidente di BAT Trieste Andrea Di Paolo, il percorso compiuto in poco più di quattro anni ha portato l’azienda a sfiorare i 400 dipendenti diretti.

Lo stesso Di Paolo collega questo sviluppo alla volontà di mantenere un rapporto stretto con il territorio e con i fornitori dell’area. Una lettura condivisa anche da Simone Masè, amministratore delegato e presidente di BAT Italia, che descrive Trieste come un nodo strategico dove produzione, innovazione e relazioni istituzionali si intrecciano in una dimensione internazionale.

Dal mondo economico locale arriva anche la valutazione del presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti, che inserisce BAT Trieste tra le realtà più significative per il sistema produttivo della Venezia Giulia e per la capacità del territorio di attrarre nuovi investimenti industriali.

Dal manifatturiero alla logistica: perché Trieste è centrale

Il sito triestino ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più ampio nella strategia italiana del gruppo. Nel giugno 2023 è stato inaugurato in città l’hub dedicato a innovazione e sostenibilità, focalizzato sulla produzione di prodotti senza combustione e di articoli per la terapia sostitutiva della nicotina.

A questo si sono aggiunti riconoscimenti ambientali come Zero Waste to Landfill e Alliance for Water Stewardship, che hanno contribuito a definire il profilo del polo non solo sul piano industriale ma anche su quello della sostenibilità.

Nel 2024 Trieste ha rafforzato ulteriormente la propria centralità con l’apertura dell’hub di logistica integrata, diventando il punto di partenza dei prodotti commercializzati da BAT sul mercato italiano. In città ha sede anche il Growth Hub, struttura impegnata nell’innovazione digitale e nelle attività di ricerca legate all’intelligenza artificiale.

Linee produttive, marchi e premi recenti

Tra i passaggi più recenti indicati dall’azienda c’è l’entrata a regime di 16 nuove linee produttive, annunciata nel settembre 2025. Secondo i dati diffusi, questa espansione porta la capacità dello stabilimento a un livello doppio rispetto al traguardo inizialmente previsto dal piano industriale, che fissava fino a 12 linee entro il 2027.

Nelle attività italiane del gruppo rientrano anche produzione e commercializzazione di marchi internazionali di sigarette tradizionali come Rothmans, Lucky Strike, Vogue, Dunhill e Kent, oltre al marchio nazionale MS.

BAT Trieste: nel 2025 attivati 275,6 milioni, oltre il 90% del valore resta in Fvg
BAT Trieste: nel 2025 attivati 275,6 milioni, oltre il 90% del valore resta in Fvg

Fra i riconoscimenti richiamati nel profilo del sito figurano il premio FERPI 2023 “Inspiring PR” per la campagna “Piccoli Gesti, Grandi Crimini”, i Sustainability Awards 2024 e 2025 assegnati al Trieste Innovation Hub e al progetto “WePlant”, oltre alla certificazione “Top Employer Italia” ottenuta nel 2025 per il quattordicesimo anno consecutivo. Nel quadro delineato dallo studio, Trieste si conferma così uno dei poli industriali più rilevanti per le ricadute economiche sul Friuli Venezia Giulia.

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