Colugna, il Teatro Bon accende l’estate del centenario: rassegna tra musica, memoria e attività aperte a tutti
Dal 1° luglio parte il cartellone per i 100 anni del Teatro Luigi Bon: eventi fino a settembre, laboratori gratuiti per bambini e attenzione all’accessibilità.
A Colugna l’estate 2026 del Teatro Luigi Bon non sarà solo una stagione di spettacoli, ma il cuore delle celebrazioni per un doppio anniversario che riguarda da vicino il territorio: i cento anni del teatro e i 130 della Fondazione.
Il calendario prenderà il via il 1° luglio e accompagnerà il pubblico fino a settembre con una proposta costruita per coinvolgere fasce d’età e sensibilità diverse. L’impostazione scelta punta infatti a mettere insieme appuntamenti artistici, attenzione sociale e partecipazione della comunità.
Per Prima Friuli, il dato più rilevante è proprio questo: il Bon si presenta come uno spazio culturale che lega la ricorrenza storica a un’idea concreta di accessibilità, rivolgendosi a famiglie, giovani, anziani e persone con differenti abilità.
Un centenario che guarda avanti
La rassegna porta il titolo “Un’Estate di Inclusione” e si inserisce in un percorso già avviato dalla Fondazione negli ultimi anni. L’obiettivo dichiarato è usare musica, teatro, racconto del territorio e momenti formativi come strumenti per rafforzare il legame con la comunità friulana.
Non si tratta quindi soltanto di una serie di serate estive. Il programma nasce per rilanciare la funzione sociale del teatro, valorizzando uno dei luoghi culturali più riconoscibili dell’area udinese in un passaggio simbolico come quello del centenario.
Luglio tra comicità musicale, cinema e memoria friulana
Il primo appuntamento è fissato per martedì 1° luglio con la Banda Osiris, in scena con “Dolenti Note”, spettacolo che mescola ironia, teatro e musica attraversando repertori diversi.
Il 10 luglio arriverà invece la FVG Orchestra con “Metti, una sera…”, serata dedicata alle musiche di Ennio Morricone. In programma pagine celebri tratte da film come Per un pugno di dollari, The Mission, Nuovo Cinema Paradiso e C’era una volta in America, affidate a oltre trenta professori d’orchestra con arrangiamenti del maestro Vittorio Anselmi.
Particolarmente significativo, per il pubblico friulano, l’appuntamento del 15 luglio con “Quell’estate del 1976”. Il progetto unisce il concerto dei GreenTea inFusion alla proiezione dei filmati originali di Riedo Feruglio restaurati da Massimo Garlatti-Costa, riportando al centro la memoria del terremoto attraverso immagini e sonorità jazz.
A chiudere il primo mese, il 25 luglio, sarà il Time Machine Ensemble con “Soundtrack”, percorso musicale dedicato alle colonne sonore che hanno segnato la storia del cinema.
Spazio anche ai più piccoli
Accanto agli eventi serali trova posto una proposta educativa gratuita rivolta ai bambini dai 6 ai 13 anni. Il centro estivo musicale permetterà ai partecipanti di avvicinarsi agli strumenti insieme agli insegnanti della Fondazione.
È un tassello importante dell’intero progetto, perché traduce in pratica l’idea di inclusione annunciata dalla rassegna: non solo spettacoli da seguire, ma occasioni per fare esperienza diretta della musica fin da piccoli.
Il cartellone continuerà dopo luglio
Dopo il primo blocco di appuntamenti, la programmazione proseguirà anche in agosto e settembre con circa dieci ulteriori eventi. Il dettaglio completo dei mesi successivi non è stato ancora diffuso, ma la Fondazione ha confermato la continuità del progetto per tutta la stagione.
L’iniziativa è sostenuta dal Programma Regionale PR FESR Friuli Venezia Giulia 2021-2027 e si inserisce nel cammino avviato nel 2025, quando era arrivato il finanziamento regionale destinato a rafforzare il ruolo della cultura nello sviluppo locale e nell’inclusione sociale.
Il presidente della Fondazione, Luciano Di Bernardo, ha richiamato le origini del Teatro Bon, nato un secolo fa per iniziativa della comunità e grazie alla figura di Luigi Bon. Il senso delle celebrazioni del 2026, nelle sue parole, è proprio questo: tenere viva quella eredità aprendola al futuro, con un teatro capace di restare vicino al territorio e alle persone.