Codroipo, il Cefap festeggia mezzo secolo: dalla Regione focus su competenze utili alle filiere del Friuli
Nel cinquantenario del centro di formazione, Rosolen e Zannier rilanciano il rapporto tra scuola, imprese e settori agricoli, forestali e agroalimentari.
Il traguardo dei cinquant’anni del Cefap, celebrato a Codroipo, è diventato anche un momento per mettere a fuoco una delle linee su cui la Regione intende insistere: formare figure professionali che rispondano ai cambiamenti reali del lavoro, soprattutto nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale.
All’Auditorium comunale si sono ritrovati studenti, amministratori e rappresentanti del mondo della formazione. Al centro della mattinata non c’era soltanto la storia del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente, ma anche il ruolo che strutture come questa possono avere oggi in un Friuli chiamato a misurarsi con innovazione tecnologica, transizione ecologica e nuove esigenze produttive.
Nel corso dell’iniziativa, gli assessori regionali Alessia Rosolen e Stefano Zannier hanno richiamato la necessità di tenere strettamente collegati enti formativi, istituzioni, ricerca e sistema economico. Un’impostazione che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe aiutare il territorio ad accompagnare i cambiamenti in atto senza rincorrerli in ritardo.
Le linee regionali sulla formazione
Rosolen ha spiegato che negli ultimi anni il sistema regionale della formazione è stato rafforzato superando una lettura separata rispetto agli altri percorsi di studio. L’obiettivo indicato è quello di creare una filiera continua tra enti di formazione, scuole tecniche e professionali, percorsi Ifts, Its Academy, università, ricerca e imprese.
In questo quadro il Cefap è stato indicato come una realtà capace di aggiornare la propria proposta e di costruire relazioni con aziende, cluster e reti presenti sul territorio. Un passaggio considerato decisivo per mantenere i corsi aderenti ai bisogni che emergono dai settori produttivi.
Sul piano delle risorse, l’assessore ha ricordato che 280 milioni di euro del Fondo sociale europeo, pari al 75 per cento della dotazione disponibile, sono destinati alla formazione durante tutto l’arco della vita. Un investimento che la Regione lega sia alle opportunità per le persone sia alla tenuta competitiva del Friuli Venezia Giulia, con attenzione particolare anche alle aree montane.
Agricoltura e foreste, settori che chiedono aggiornamento continuo
Un altro punto emerso a Codroipo riguarda il metodo con cui vengono costruiti i percorsi formativi. Zannier ha sottolineato che i contenuti nascono a partire dalle necessità concrete di imprese e operatori, con il coinvolgimento diretto della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche.
Lo stesso assessore ha richiamato l’aumento delle attività sviluppate negli ultimi anni, citando i percorsi attivati a Paluzza e il catalogo formativo collegato all’attuale Complemento per lo sviluppo rurale. Il messaggio è chiaro: in ambiti come agricoltura e foreste le competenze non possono restare ferme, perché i processi produttivi stanno cambiando rapidamente.
Il tema tocca da vicino soprattutto le realtà più piccole, dove spesso chi guida l’azienda è anche impegnato in prima persona nel lavoro quotidiano. In questi casi servono preparazione specialistica e un rapporto costante con il mondo produttivo, che spesso coglie per primo le trasformazioni in corso.
La celebrazione e il ricordo di Sandro Baldo
L’anniversario si è aperto con l’intervento del presidente del Cefap Sergio Vello, che ha voluto ricordare Sandro Baldo, figura storica del Centro e presidente per 26 anni, scomparso di recente.
Durante la mattinata hanno preso la parola anche Walter Tomada, con un approfondimento dedicato alla storia dell’agricoltura e della formazione in Friuli Venezia Giulia, e Adriano Del Fabro, che ha presentato il volume celebrativo realizzato per i cinquant’anni dell’ente.
Presenti anche il sindaco di Codroipo Guido Nardini e il sindaco di Paluzza Luca Scrignaro. In chiusura, rivolgendosi agli studenti, Zannier ha richiamato il valore del lavoro agricolo e forestale, sottolineando come le scelte dei giovani possano dare continuità e prospettiva a comparti decisivi per il territorio friulano.