Ormeggi, approdi e cantieri: il Friuli Venezia Giulia affida a UniTs il lavoro preparatorio sul piano della nautica
Via libera a un’intesa di cinque anni tra Regione e Università di Trieste per analisi, formazione e supporto tecnico sulla rete nautica regionale.
La pianificazione della nautica in Friuli Venezia Giulia entra in una fase operativa con un accordo di durata quinquennale tra la Regione e l’Università di Trieste. L’intesa serve a costruire gli strumenti tecnici necessari per organizzare in modo più preciso il sistema degli ormeggi e degli approdi su scala regionale.
Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini. Il comparto viene considerato strategico non solo per l’economia del mare, ma anche per il turismo e per gli effetti sul lavoro collegato alla filiera.
Il percorso si inserisce nella cornice definita dalla normativa regionale varata a fine 2024, che ha dato al Friuli Venezia Giulia una disciplina unitaria dedicata alla nautica. Con questo nuovo passaggio, l’amministrazione regionale individua nell’Ateneo triestino il partner tecnico per accompagnare la fase di programmazione.
Il ruolo dell’Università di Trieste
Il contributo dell’Ateneo passerà in particolare attraverso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura, chiamato a mettere in campo competenze che spaziano dall’urbanistica alle opere edilizie, fino agli impianti legati al settore navale.
Tra le attività previste rientrano consulenza scientifica, supporto specialistico e percorsi di alta formazione. L’obiettivo è fornire alla Regione una base tecnica solida per orientare le future scelte sul comparto nautico.
Che cosa conterrà il Master plan
Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la preparazione del Master plan degli ormeggi, previsto dalla legge regionale. Il piano dovrà restituire una fotografia complessiva delle strutture presenti lungo il sistema marittimo e nelle acque interne del Friuli Venezia Giulia.
La mappatura interesserà gli ormeggi marittimi, fluviali, lacustri e lagunari. Nel quadro rientreranno anche gli approdi pubblici, quelli affidati in concessione a soggetti privati, oltre ai dry marina e ai cantieri nautici presenti sul territorio.
Un altro tassello sarà la definizione degli ormeggi di transito, così da avere una visione più ordinata della disponibilità degli spazi e del loro utilizzo. Tra i risultati attesi compare inoltre la realizzazione di una banca dati cartografica georeferenziata, utile per leggere il sistema in modo omogeneo.
Le possibili ricadute per il Friuli Venezia Giulia
Per la Regione, questo strumento dovrà diventare una guida per programmare lo sviluppo della rete nautica con una logica di sistema. Il tema riguarda da vicino la fruizione turistica delle lagune, degli approdi e dei percorsi d’acqua interni, elementi che in Friuli Venezia Giulia hanno un peso crescente nell’offerta territoriale.
L’idea è quella di costruire una strategia capace di tenere insieme competitività e sostenibilità, valorizzando infrastrutture, servizi e connessioni tra le diverse aree della regione. In questo quadro, la collaborazione con l’Università di Trieste punta a dare basi tecniche più strutturate a decisioni che avranno effetti su portualità minore, accoglienza nautica e organizzazione degli spazi.
L’intesa approvata il 3 ottobre 2026 assegna dunque all’Ateneo un ruolo centrale nella fase di studio e supporto alla programmazione. Per il Friuli Venezia Giulia si apre così un passaggio che mira a mettere ordine nella rete degli ormeggi e a definire una direzione più chiara per l’intero settore nautico.