Coccau, il collegamento digitale con l’Austria può passare da infrastrutture già esistenti

Dal caso del valico friulano l’esempio portato a Roma dall’assessore Callari: la mappatura del sottosuolo aiuta a tagliare tempi, spese e lavori invasivi.

26 maggio 2026 05:14
Coccau, il collegamento digitale con l’Austria può passare da infrastrutture già esistenti -
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Il nodo di Coccau torna al centro dei progetti strategici del Friuli Venezia Giulia, questa volta sul versante delle reti tecnologiche. Per il collegamento con l’Austria, infatti, la disponibilità di una mappa aggiornata delle infrastrutture interrate consente di evitare soluzioni più complesse e costose, con un impatto diretto sulla rapidità dell’intervento.

Il riferimento è al Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture, il Sinfi, tema affrontato a Roma in un convegno dedicato allo strumento che nel 2026 raggiungerà i dieci anni di attività. A portare l’esperienza del Friuli Venezia Giulia è stato l’assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, intervenuto anche nel ruolo di coordinatore della commissione per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione della Conferenza delle Regioni.

Il caso friulano portato come esempio

Nel suo intervento, Callari ha richiamato proprio il progetto che interessa il valico di Coccau, passaggio di rilievo per i collegamenti transfrontalieri. L’opera, nelle ipotesi iniziali, prevedeva l’attraversamento della montagna, ma la ricognizione delle reti già presenti ha aperto una strada diversa.

Secondo quanto spiegato dall’assessore, il cablaggio potrà essere inserito in un’infrastruttura esistente. Una scelta che, oltre a semplificare la realizzazione, permette di contenere l’impiego di risorse pubbliche e di abbreviare i tempi del cantiere.

Per un territorio di confine come quello friulano, dove i collegamenti con l’estero hanno un valore che va oltre la sola dimensione locale, il tema delle reti digitali si lega così alla capacità di programmare meglio gli interventi e di sfruttare quanto è già disponibile nel sottosuolo.

Perché la mappatura delle reti pesa sui cantieri

Nel confronto romano, il Sinfi è stato descritto come uno strumento utile non soltanto per archiviare dati, ma per coordinare in modo più efficiente le opere che interessano servizi diversi. La conoscenza preventiva di tubazioni, condotte e reti di telecomunicazione rende infatti meno probabili sovrapposizioni, errori progettuali e lavorazioni inutilmente onerose.

Tra i benefici indicati ci sono una gestione più ordinata dei cantieri, la possibilità di programmare insieme interventi su reti idriche, energetiche e digitali e un alleggerimento dei costi per gli enti locali. Un aspetto particolarmente rilevante anche per i Comuni più piccoli, che spesso devono conciliare necessità infrastrutturali e bilanci limitati.

Il tema delle aree meno servite

Callari ha poi allargato il ragionamento al superamento del digital divide, soffermandosi sulle zone in cui il mercato da solo investe con meno interesse. In questi contesti, ha osservato, il ricorso a risorse pubbliche per connettere le cosiddette aree grigie può diventare uno strumento decisivo per non lasciare indietro porzioni di territorio.

Il Friuli Venezia Giulia, in questa prospettiva, viene indicato come una regione che può offrire un modello utile anche altrove, mettendo insieme pianificazione delle reti, supporto ai Comuni e una visione infrastrutturale più ampia. Il riferimento è a un sistema capace di accompagnare sia i grandi collegamenti, come quello di Coccau, sia gli interventi diffusi nei centri minori.

Lo sguardo oltreconfine e la partita strategica dei dati

Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche l’esperienza della Slovenia, presentata come un esempio interessante per la condivisione delle mappature da parte dei Comuni all’interno del sistema nazionale. Un modello che, nelle intenzioni, rafforza la collaborazione istituzionale e rende più chiaro il quadro delle responsabilità in caso di danni alle infrastrutture.

In chiusura, l’assessore ha collegato il tema delle reti fisiche a quello della sovranità digitale, sottolineando l’importanza di sviluppare e governare in Italia e in Europa le infrastrutture considerate strategiche, dai sistemi informativi ai centri di calcolo. In questo scenario, il Friuli Venezia Giulia punta a far valere la propria posizione geografica e il patrimonio costruito negli ultimi anni, con l’idea di consolidare un ruolo di cerniera non solo logistica ma anche digitale.

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