Dal Friuli un modello di cinema inclusivo: a Trieste premio nazionale per “Un Cinema per Amico”
Il progetto nato all’Ariston con Fondazione de Banfield e La Cappella Underground è stato premiato a Bari da Federazione Alzheimer Italia.
Non è solo un riconoscimento per una rassegna cinematografica, ma per un modo diverso di pensare la partecipazione culturale. Trieste porta in Friuli Venezia Giulia un premio nazionale dedicato all’inclusione grazie a “Un Cinema per Amico”, iniziativa costruita per accogliere persone con demenza, caregiver e pubblico cittadino in un ambiente più accessibile.
Il premio “Realtà Inclusive” 2026, assegnato da Federazione Alzheimer Italia, è stato consegnato a Bari durante il congresso nazionale della Federazione. Nei giorni successivi il risultato è stato presentato al Cinema Ariston, luogo che ospita il progetto e che rappresenta uno dei punti centrali di questa esperienza triestina.
A riportare simbolicamente il riconoscimento in città sono stati Rosanna Palmeri, che segue il progetto per la Fondazione de Banfield, e Luca Luisa per La Cappella Underground. Alla presentazione hanno preso parte anche Casa del Cinema Trieste e il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che sostiene l’iniziativa.
Un premio che guarda alle comunità accoglienti
Il riconoscimento nazionale valorizza le realtà italiane ritenute più significative nell’ambito delle Dementia Friendly Community. In particolare, premia i percorsi capaci di favorire inclusione, presenza nella vita sociale e migliori condizioni di benessere per chi convive con la demenza e per i familiari.
Nel caso triestino, il progetto è stato letto come un esempio concreto di come la cultura possa diventare uno spazio realmente condiviso. Non un’attività parallela o separata, ma un’occasione aperta, costruita per ridurre barriere e isolamento.
Il percorso costruito a Trieste negli anni
Il presidente della Fondazione de Banfield, Massimo Simeon, ha inserito “Un Cinema per Amico” dentro un lavoro più ampio portato avanti nel tempo sul territorio, con l’obiettivo di consentire alle persone con Alzheimer o con altre forme di decadimento cognitivo di continuare a partecipare alla vita quotidiana e culturale della comunità.
In questo cammino rientrano la formazione di operatori e volontari e la creazione di contesti più accessibili. La Fondazione ha infatti contribuito a rendere più accoglienti per le persone fragili il Museo Carà di Muggia, il Museo del Mare di Trieste, alcuni supermercati Coop del territorio con la formula della “spesa gentile” e vari spazi culturali, fino al Cinema Ariston, indicato come primo cinema Dementia Friendly d’Italia.
Secondo Simeon, proprio la collaborazione tra soggetti diversi ha permesso di consolidare un’esperienza che nel panorama nazionale mantiene caratteristiche particolari. Lo stesso presidente ha ricordato anche che l’attività della Fondazione de Banfield è resa possibile grazie al sostegno dei donatori.
Le proiezioni morbide e la risposta del pubblico
L’edizione 2026 della rassegna proseguirà fino al 13 giugno. Il programma è stato costruito attorno a sei appuntamenti con “proiezioni morbide”, pensate per persone con difficoltà cognitive, familiari che le assistono e cittadini interessati a un’esperienza più serena e partecipata.
Rosanna Palmeri, responsabile di CasaViola, la struttura della Fondazione dedicata ai caregiver di persone con demenza, ha spiegato che il format riprende modelli nati nei Paesi anglosassoni. A Trieste era stato già sperimentato in forma pilota nel 2023 e oggi viene riproposto con l’intento di contrastare la solitudine che spesso accompagna queste condizioni.
I numeri raccolti finora parlano di oltre 320 presenze. Dai questionari compilati al termine degli incontri emerge un gradimento elevato, con apprezzamenti rivolti soprattutto al clima disteso delle proiezioni e ai momenti di socialità negli spazi ristoro del cinema, curati da Elena Giuffrida di MUG Bakery.
Tra le sensazioni più citate dai partecipanti compaiono serenità e felicità. Un elemento evidenziato dagli organizzatori riguarda anche la composizione del pubblico: non solo persone con demenza e caregiver, ma anche molti cittadini over 65, segnale di una proposta che riesce a coinvolgere una platea più ampia.
Film scelti per favorire memoria e benessere
Luca Luisa ha spiegato che la selezione dei titoli è stata costruita guardando alle esperienze internazionali delle Dementia Friendly Screenings. La scelta si è orientata verso classici popolari, in particolare commedie e musical tra gli anni Sessanta e Ottanta, con trame lineari e rassicuranti.
L’idea è proporre visioni capaci di evocare ricordi positivi e offrire un tempo di leggerezza. Questo approccio, nelle intenzioni degli organizzatori, serve a sostenere chi vive una fragilità cognitiva, ma anche a concedere un momento di sollievo ai caregiver e ad avvicinare un pubblico più vasto, contribuendo a ridurre lo stigma.
La rete del territorio e il sostegno istituzionale
Sul valore del progetto è intervenuta anche Mariella Magistri De Francesco, vicepresidente della Fondazione de Banfield e presidente di Casa del Cinema Trieste. Nel suo intervento ha richiamato il percorso di apertura e accessibilità sviluppato nell’intero sistema della Casa del Cinema, dal Teatro Miela al Cinema Ariston fino alle passeggiate cinematografiche set Discover.
Anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, ha sottolineato il significato del premio, leggendo in questa esperienza una capacità concreta di unire cultura, attenzione alle persone fragili e qualità delle relazioni. Il riconoscimento, per il territorio, rafforza l’immagine di Trieste come laboratorio di inclusione sociale e culturale.
La rassegna continuerà nelle prossime settimane all’Ariston, confermando una direzione che in Friuli Venezia Giulia mette insieme cinema, comunità e sostegno alle famiglie. Il premio arrivato da Bari certifica un risultato, ma soprattutto dà visibilità a un modello che nel territorio ha già trovato una sua forma riconoscibile.