Cividale, riemerge un grande crocifisso medievale: la Regione pronta a finanziare il recupero

Il manufatto ligneo, attribuito alla fine del XII secolo, era custodito da decenni nella cappella del cimitero maggiore. Presentato a Santa Maria in Valle.

29 aprile 2026 18:36
Cividale, riemerge un grande crocifisso medievale: la Regione pronta a finanziare il recupero -
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A Cividale del Friuli è tornata sotto i riflettori un’opera di grande valore storico e artistico: un crocifisso ligneo di oltre due metri, datato alla fine del XII secolo, rimasto per più di mezzo secolo nella cappella funeraria del cimitero maggiore.

La presentazione pubblica si è svolta nella chiesa del Monastero di Santa Maria in Valle, luogo simbolico per la città ducale, alla presenza dei rappresentanti istituzionali e degli studiosi che hanno seguito il percorso di riscoperta del manufatto.

Si tratta di una testimonianza considerata particolarmente significativa per l’arte lignea medievale in Friuli. Il suo ritorno all’attenzione degli studiosi e della comunità apre ora una nuova fase, orientata alla conservazione e alla valorizzazione dell’opera.

Il sostegno della Regione e il lavoro di ricerca

Nel corso dell’incontro è stata confermata la volontà della Regione Friuli Venezia Giulia di accompagnare il recupero del crocifisso, inserendo l’intervento tra le iniziative dedicate alla tutela del patrimonio culturale del territorio.

Alla base della riscoperta c’è stato anche un approfondimento scientifico che ha coinvolto i laboratori di Elettra Sincrotrone di Trieste. Sul piano istituzionale, il percorso è stato seguito dal Comune di Cividale del Friuli, con il supporto dell’amministrazione regionale.

L’obiettivo condiviso è quello di restituire piena leggibilità a un’opera che, per caratteristiche e datazione, può offrire nuovi elementi agli studi sull’arte medievale regionale.

Un ritrovamento che rafforza il profilo culturale di Cividale

La vicenda si inserisce nel contesto di una città che ha nel proprio patrimonio storico uno dei suoi tratti più riconoscibili. Il Monastero di Santa Maria in Valle rappresenta già uno dei luoghi centrali dell’identità culturale cividalese, in un tessuto urbano legato alla storia longobarda e al riconoscimento Unesco.

La riscoperta del crocifisso arriva inoltre in coincidenza con il quindicesimo anniversario dell’iscrizione dei beni longobardi nella lista del Patrimonio mondiale, un passaggio che ha consolidato il ruolo di Cividale nel panorama culturale nazionale ed europeo.

Nello stesso quadro si colloca anche il recente stanziamento regionale di 10 milioni di euro destinato alla ristrutturazione del monastero, uno degli interventi più rilevanti programmati in Friuli Venezia Giulia su un sito di questa importanza.

Ora il restauro e la futura fruizione pubblica

Il prossimo passaggio sarà il restauro, considerato indispensabile per mettere in sicurezza il manufatto e consentirne una più ampia fruizione, sia sul piano scientifico sia su quello culturale.

Per dimensioni, antichità e forza espressiva, il crocifisso viene indicato come un’opera capace di diventare un riferimento negli studi sull’arte medievale del Friuli. La sua riemersione non rappresenta soltanto un recupero materiale, ma anche un tassello importante nella ricostruzione della memoria storica della città.

Al termine della presentazione è stato rivolto un ringraziamento al Comune, ai curatori scientifici, agli studiosi e a quanti hanno contribuito a riportare questo crocifisso all’attenzione pubblica, con la prospettiva di restituirlo pienamente alla comunità.

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