CiviBank, semestre in crescita: utile a 15,8 milioni e più credito a famiglie e imprese friulane

La banca con sede a Cividale approva i conti al 30 giugno 2026: aumentano gli impieghi, salgono commissioni e risparmio gestito, spese operative in discesa.

04 agosto 2026 15:38
CiviBank, semestre in crescita: utile a 15,8 milioni e più credito a famiglie e imprese friulane -
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Più finanziamenti all’economia reale del Friuli e un risultato netto in miglioramento nella prima metà del 2026. È questo il quadro che emerge dai conti semestrali approvati da CiviBank, istituto con sede a Cividale del Friuli, che archivia i primi sei mesi dell’anno con un utile di 15,8 milioni di euro.

Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra un progresso del 16,7%, mentre sul fronte più vicino al territorio cresce il volume dei crediti concessi alla clientela: gli impieghi lordi arrivano a 3,07 miliardi di euro, rispetto ai 2,95 miliardi di fine 2025.

Il dato che pesa di più sul territorio

Per famiglie e imprese delle aree in cui la banca è presente, il segnale più significativo è proprio l’aumento dell’attività di finanziamento. La crescita degli impieghi è pari al 3,8% e indica una maggiore capacità di sostegno al tessuto economico locale.

Resta invece quasi ferma la raccolta diretta da clientela, che senza considerare le operazioni di pronti contro termine passa da 3,16 a 3,13 miliardi di euro. La variazione è contenuta e corrisponde a un calo dello 0,9%.

Risparmio gestito e ricavi: il semestre cambia passo

Un altro elemento positivo arriva dal risparmio gestito. Nei primi sei mesi dell’anno la banca registra nuovi flussi netti per 118 milioni di euro, portando il totale a 1,251 miliardi. L’incremento è del 10,5%, favorito anche dall’andamento dei mercati.

Nel conto economico, il margine di interesse scende leggermente a 38,1 milioni di euro, contro i 38,6 milioni dello stesso semestre del 2025. La dinamica più vivace riguarda però le commissioni nette, che salgono da 18,2 a 21 milioni, con un aumento del 15,4%.

Torna inoltre in territorio positivo il risultato netto dell’attività finanziaria, pari a 0,3 milioni di euro, dopo il valore negativo di 0,9 milioni registrato un anno prima. Di conseguenza il margine di intermediazione cresce fino a 59,3 milioni, dai 55,9 milioni del 30 giugno 2025.

Spese in calo e tenuta della qualità del credito

A sostenere il risultato complessivo contribuisce anche la riduzione dei costi operativi, scesi a 35,5 milioni di euro rispetto ai 38,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. La diminuzione è dell’8,4%.

Nel dettaglio, le spese per il personale ammontano a 20 milioni di euro, mentre le altre spese amministrative si attestano a 18,5 milioni, leggermente sotto i livelli del 2025. Le rettifiche nette di valore su attività materiali e immateriali sono pari a 3,4 milioni.

Resta favorevole anche l’indicatore relativo al rischio di credito, con una ripresa di valore netta di 1,8 milioni di euro, inferiore però ai 3,2 milioni dello scorso anno. La banca indica inoltre livelli molto elevati nella qualità del credito: il rapporto dei crediti deteriorati è al 4,9% lordo e al 2,8% netto, con coperture sul deteriorato del 44,7%.

Il confronto con il 2025 e la seconda parte dell’anno

Nel riepilogo al 30 giugno 2026, la raccolta gestita sale a 1,25 miliardi da 1,13 miliardi di fine 2025, mentre gli impieghi lordi passano da 2,95 a 3,07 miliardi. Sul versante economico, il margine da servizi cresce, il margine finanziario recupera terreno e il margine di intermediazione segna un miglioramento complessivo.

Secondo quanto comunicato dall’istituto, l’utile prima delle imposte cresce ancora più del risultato netto, con un incremento del 24,4%. A incidere è anche un carico fiscale salito in misura più marcata per effetto delle misure previste dalla legge di bilancio 2026 per il comparto bancario.

I risultati sono stati approvati il 4 agosto 2026 dal consiglio di amministrazione della Banca di Cividale, presieduto da Alberta Gervasio. L’amministratore delegato ha indicato il semestre come la base da cui affrontare la seconda parte dell’anno e gli obiettivi di chiusura dell’esercizio.

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