Cinema e diritti, a Trieste l’Ariston dedica quattro serate ai linguaggi del Pride

Dall’11 al 26 giugno il cinema triestino ospita film in originale e incontri con attivisti, autori e ospiti su identità queer e cultura LGBTQIA+.

A cura di Web Team Web Team
08 giugno 2026 21:58
Cinema e diritti, a Trieste l’Ariston dedica quattro serate ai linguaggi del Pride -
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Per Trieste il mese di giugno passa anche dal grande schermo. Al Cinema Ariston prende forma un percorso in quattro tappe che mette insieme visione e discussione pubblica, con titoli internazionali e momenti di confronto dedicati ai temi dell’identità queer e del Pride.

La rassegna si intitola Beauty Full Pride ed è promossa da La Cappella Underground con FVG Pride, Arcigay Arcobaleno Trieste, DIH, Queer Legacy, il progetto “A scuola per conoscerci” e Aperikinky FVG. L’idea è quella di affiancare ai film interventi capaci di offrire contesto, letture e testimonianze.

Gli appuntamenti sono distribuiti tra l’11 e il 26 giugno. Tutte le opere saranno proposte in lingua originale con sottotitoli in italiano, in un calendario che alterna commedia, racconto di formazione, documentario e satira.

Il titolo più vicino al territorio friulano

Tra le proiezioni, una ha un legame diretto con il nostro territorio. Mercoledì 17 giugno alle 21.00 è in programma “Before We Forget” (2024), debutto alla regia di Juan Pablo Di Pace insieme ad Andrés Pepe Estrada.

Il film segue Matias e il rapporto nato in adolescenza con un compagno di scuola al Collegio del Mondo Unito, intrecciando amicizia, crescita personale e scoperta sentimentale. Per il pubblico del Friuli Venezia Giulia il titolo ha un interesse particolare perché è stato realizzato in larga parte al Collegio di Duino e in Friuli, coinvolgendo professionalità locali e alcuni studenti della scuola nel cast.

Tra i produttori esecutivi c’è anche il triestino Massimiliano Milič di Terroir Film, annunciato in sala per la serata. L’introduzione sarà affidata a Sandi Paulina, attivista queer impegnato nel progetto regionale “A scuola per conoscerci”, nato con l’obiettivo di contrastare il bullismo di genere nelle scuole.

L’apertura con “Pillion” e il contributo dal cast

Ad aprire il cartellone sarà giovedì 11 giugno alle 21.30 “Pillion – Amore senza freni” (2025, vietato ai minori di 18 anni), firmato da Harry Lighton. Il film si muove nei toni della commedia romantica esplicita ed è ambientato nell’universo dei motociclisti di strada.

Al centro della storia c’è Colin, giovane riservato la cui routine viene scossa dall’incontro con Ray, figura magnetica a capo di un gruppo di bikers. Nel cast compaiono Alexander Skarsgård e Harry Melling. Prima della proiezione è previsto un intervento video di Miha Kavčič, performer queer presente anche nel film, che racconterà alcuni aspetti del lavoro dietro la macchina da presa.

Documentario, identità e dialogo con il pubblico

Lunedì 22 giugno alle 21.00 toccherà a “Ballata Femmenella” (2026), documentario diretto da Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo. Il lavoro affronta i temi dell’identità trans e non-binary attraverso la figura delle “femmenelle”, presenza storica dell’immaginario popolare e simbolo di un vissuto del genere sospeso tra esclusione sociale e riconoscimento.

Il film raccoglie voci ed esperienze differenti, mettendo in primo piano percorsi personali, richieste di dignità e battaglie per essere riconosciuti. A introdurre la serata sarà Alex Lunardon, presidente di Arcigay Arcobaleno ODV, con un intervento dedicato alla conoscenza delle persone trans e non-binary. Previsto anche un collegamento video con i due registi, che dialogheranno con il pubblico.

Finale con la satira di Sebastián Silva

La chiusura è fissata per venerdì 26 giugno alle 22.00 con “Rotting in the Sun” di Sebastián Silva, film del 2023 che ha attirato attenzione nei festival per il suo tono surreale e per lo sguardo ironico sulla cultura gay contemporanea.

Prima della proiezione interverrà Marco Reglia, già presidente di Arcigay Trieste, con un approfondimento sul tema del cruising nella cultura queer e sul suo valore storico e sociale. Un passaggio che conferma l’impostazione della rassegna: non solo cinema, ma uno spazio in cui immagini, parole e comunità si incontrano nel cuore di Trieste.

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