Cavazzo, rientra l’allarme tra gli scout: verifiche su un possibile problema alimentare
Dopo i malori che hanno coinvolto decine di giovani a fine campo, quasi tutti hanno lasciato gli ospedali. ASUFC ricostruisce pasti e tempi dei sintomi.
L’emergenza sanitaria che ha coinvolto un gruppo scout a Cavazzo Carnico si è in gran parte ridimensionata nelle ore successive ai malori comparsi nel giorno di Ferragosto. La maggior parte dei ragazzi e degli accompagnatori portati negli ospedali friulani è stata dimessa, mentre resta in osservazione solo un capo scout adulto, senza un quadro che al momento faccia pensare a conseguenze serie.
Ora il fronte principale non è più quello dell’assistenza, ma quello delle cause. A dover chiarire che cosa abbia provocato nausea e vomito in un numero così alto di persone sarà il Dipartimento di prevenzione di ASUFC, chiamato a ricostruire quanto accaduto e a verificare l’eventuale origine alimentare dell’episodio.
Il punto sanitario dopo la notte
Tra le strutture ospedaliere di Udine, Tolmezzo e San Daniele del Friuli erano stati trasferiti circa trenta componenti della comitiva, dopo le prime valutazioni eseguite sul posto. Con il passare delle ore la situazione è migliorata e i ricoveri si sono progressivamente alleggeriti.
Il dato più rilevante, sul piano clinico, è che la fase critica appare superata. Una parte del gruppo ha già potuto riprendere il viaggio verso casa, mentre per un solo adulto si è scelto di proseguire con l’osservazione medica per prudenza.
Nel mirino il pranzo consumato prima della partenza
Gli accertamenti epidemiologici dovranno mettere in fila orari, sintomi e alimenti assunti da ragazzi e responsabili. Sono già stati eseguiti campionamenti e tra gli elementi da verificare c’è anche il pasto condiviso dalla comitiva poco prima del rientro.
Secondo quanto emerso, il gruppo aveva mangiato pasta con tonno e formaggio. È un passaggio importante nella ricostruzione, ma da solo non basta a spiegare l’ondata di malesseri registrata in un intervallo di tempo molto ristretto. Saranno gli esami a dire se esiste davvero un nesso.
Accanto alle verifiche sanitarie, si muovono anche i Carabinieri del Comando provinciale di Udine, che stanno seguendo gli approfondimenti sul caso.
Il malore collettivo al termine del soggiorno in Carnia
La comitiva arrivava da Sarmeola di Rubano, nel Padovano, e aveva trascorso circa due settimane a Cesclans, frazione di Cavazzo Carnico, nel villaggio scout “Aldo Braida”. Il campo era ormai concluso: le tende erano già state smontate e tutti si erano spostati verso il campo sportivo di Cavazzo, dove attendevano il pullman per il ritorno.
È in quel momento che il quadro è cambiato rapidamente. Una cinquantina di persone, per lo più minorenni, ha iniziato ad accusare disturbi gastrointestinali, con episodi di nausea e vomito che si sono concentrati in poco tempo e hanno richiesto una risposta sanitaria immediata.
La macchina dei soccorsi attivata a Cavazzo
Per gestire il numero elevato di casi, Sores ha attivato una maxi emergenza inviando otto equipaggi sanitari. Al campo sportivo è stato allestito un punto di triage per valutare rapidamente le condizioni dei presenti e distinguere chi poteva restare sul posto da chi invece necessitava di ulteriori controlli in ospedale.
Per alcuni giovani si è reso necessario anche il supporto con flebo, soprattutto per compensare la perdita di liquidi e ridurre il rischio di disidratazione. Da lì sono partiti i trasferimenti verso i presidi ospedalieri del territorio.
Resta quindi aperto il capitolo più delicato: capire perché un gruppo così numeroso abbia manifestato gli stessi sintomi quasi contemporaneamente. Le prossime risposte sono attese dall’indagine sanitaria, che dovrà chiarire se si sia trattato davvero di un problema legato al cibo o di un’altra causa ancora da individuare.