Case di riposo e Rsa non profit, in Regione si apre il confronto sull’esenzione Ilia
Un emendamento al ddl di Assestamento propone di togliere l’imposta immobiliare regionale agli enti assistenziali e sociosanitari senza fini di lucro
Nel passaggio in Consiglio regionale sull’Assestamento 2026-2028 entra anche una questione che riguarda da vicino il sistema dell’assistenza in Friuli Venezia Giulia: il peso dell’Ilia sugli immobili utilizzati da Rsa, Asp, case di riposo e strutture sociosanitarie che operano senza finalità di profitto.
A portare il tema nell’aula regionale è un emendamento presentato dal consigliere del Pd Francesco Martines al disegno di legge 93. La richiesta è quella di introdurre un’esenzione per queste realtà, intervenendo sulla disciplina dell’imposta immobiliare regionale.
Il punto politico, oltre a quello fiscale, è chiaro: evitare che in Friuli Venezia Giulia gli enti non commerciali del settore assistenziale si trovino in una condizione meno favorevole rispetto a quella prevista dal quadro nazionale in materia di Imu.
Il riferimento alle regole statali
La proposta nasce dal confronto con quanto stabilito a livello nazionale. Martines richiama infatti la legge di bilancio 2026, che ha definito in modo più netto l’esenzione Imu per gli immobili destinati ad attività assistenziali, sanitarie e sociosanitarie svolte in forma non commerciale.
Tra i soggetti potenzialmente interessati rientrano anche le residenze per anziani e le Rsa accreditate oppure convenzionate. L’emendamento punta dunque a fare in modo che anche la normativa regionale sull’Ilia si muova nella stessa direzione.
Chi potrebbe rientrare nel beneficio
Il perimetro indicato riguarda gli immobili usati per servizi assistenziali e sanitari senza scopo di lucro. In concreto, il beneficio potrebbe coinvolgere Asp, case di riposo, Rsa e altre strutture del comparto sociosanitario presenti sul territorio regionale.
Secondo quanto sostenuto dal consigliere dem, un alleggerimento di questo tipo non sarebbe sufficiente da solo a risolvere le difficoltà economiche delle strutture, ma potrebbe comunque ridurre una parte dei costi di gestione.
Quando l’attività è considerata non commerciale
Nella ricostruzione proposta da Martines, la disciplina nazionale considera non commerciali le attività svolte da strutture accreditate e contrattualizzate. In questi casi, gli immobili possono accedere all’esenzione Imu.
Lo stesso criterio, sempre sul piano nazionale, varrebbe anche per le strutture non convenzionate o non contrattualizzate quando il servizio viene reso gratuitamente oppure dietro corrispettivi simbolici. È su questo impianto che l’emendamento chiede di modellare anche la disciplina regionale.
L’autonomia del Friuli Venezia Giulia al centro della scelta
Uno dei nodi evidenziati nella proposta riguarda proprio l’autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia. La Regione, osserva Martines, non può recepire automaticamente la disciplina statale per semplice analogia, ma può intervenire con una norma propria sulla materia tributaria di competenza.
Da qui la richiesta di utilizzare gli strumenti regionali per evitare un possibile svantaggio fiscale rispetto ad altre realtà italiane. Il consigliere sottolinea anche la necessità di costruire un allineamento tra regole statali e regionali, tenendo conto delle eventuali questioni che potrebbero porsi sul piano europeo.
La proposta resta ora legata all’iter del ddl 93 sull’Assestamento di bilancio. Sarà in quella sede che si capirà se l’esenzione Ilia per le strutture assistenziali, sanitarie e sociosanitarie non profit troverà spazio nella normativa del Friuli Venezia Giulia.