Casa Cavazzini chiude al massimo: a Udine oltre 81 mila ingressi per la rassegna sull’arte tra Otto e Novecento
Bilancio finale da primato per il museo udinese: pubblico arrivato anche dall’estero, forte partecipazione di scuole, gruppi e visite guidate.
Per Casa Cavazzini si chiude una stagione destinata a restare come riferimento per la vita culturale udinese. La mostra “Impressionismo e Modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur” ha terminato il suo percorso con 81.095 visitatori, il dato più alto mai registrato in città per un’esposizione di questo tipo.
Il traguardo riguarda da vicino Udine e più in generale il Friuli, perché conferma la capacità del capoluogo di richiamare pubblico ben oltre i confini regionali. L’esposizione è rimasta aperta dal 30 gennaio al 30 agosto 2026 e ha visto una presenza straniera pari al 35% del totale.
Nel percorso allestito a Casa Cavazzini erano riunite 84 opere firmate da alcuni dei nomi più importanti dell’arte fra XIX e XX secolo. Tra gli autori presenti figuravano Vincent Van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Vasilij Kandinsky, René Magritte, Max Ernst, Paul Klee e Giorgio de Chirico.
Un richiamo che ha superato i confini del Friuli Venezia Giulia
L’analisi dei visitatori restituisce l’immagine di una mostra con un forte respiro sovraregionale e internazionale. In base a un campione di 13.823 persone, la città da cui è arrivato il maggior numero di visitatori è stata Milano, seguita da Trieste; tra le prime quindici compaiono anche Lubiana e Vienna.
La presenza dall’estero è stata costante per tutta la durata dell’iniziativa, con arrivi soprattutto da Slovenia, Austria, Croazia e Germania. Un segnale importante per Udine, che con questa rassegna ha rafforzato il proprio profilo di destinazione culturale anche per chi raggiunge il Friuli da fuori Italia.
I mesi più forti e l’accelerazione estiva
L’affluenza non si è esaurita dopo l’avvio, ma ha mantenuto numeri solidi lungo l’intero arco dei sette mesi. Febbraio è stato il periodo più vivace, poi si è registrato un calo a giugno, prima di una nuova spinta tra luglio e soprattutto agosto.
Proprio nell’ultimo mese la mostra ha toccato una media di 400 ingressi al giorno, accompagnata anche da una crescita del 15% del pubblico straniero. Un dato che, letto in chiave locale, pesa molto: significa che Udine è riuscita a tenere alta l’attenzione anche in piena estate, quando il pubblico si distribuisce su molte altre mete.
Il profilo dei visitatori e il lavoro con scuole e famiglie
Dal punto di vista demografico, il pubblico è stato composto per il 61% da donne e per il 39% da uomini. La fascia più rappresentata è risultata quella tra 45 e 54 anni con il 23%, seguita da 35-44 anni con il 20%, 25-34 anni con il 19%, 55-64 anni con il 18%, over 65 con il 12% e 18-24 anni con l’8%.
Accanto ai numeri generali, hanno inciso molto anche le attività parallele. Nel periodo di apertura sono state organizzate 142 visite guidate e 20 laboratori per i bambini, tutti molto partecipati. Casa Cavazzini ha inoltre accolto 164 gruppi di adulti e 137 gruppi scolastici.
Nel dettaglio, i gruppi scuola sono stati 35 della primaria, 35 della secondaria di primo grado e 67 della secondaria di secondo grado. A questi si aggiungono 62 laboratori rivolti agli istituti: 3 per l’infanzia, 39 per la primaria, 17 per la secondaria di primo grado e 3 per la secondaria di secondo grado.
Accessibilità e prossimo appuntamento in calendario
Tra gli elementi più apprezzati ci sono stati anche i dispositivi pensati per allargare davvero la fruizione della mostra. Il museo ha messo a disposizione audioguide in lingua dei segni e in linguaggio semplificato, un itinerario dedicato ai bambini e cartelle tattili con riproduzioni in rilievo di alcune opere, utili anche per i visitatori non vedenti.
La mostra è stata prodotta da Regione Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, Comune di Udine e MondoMostre, con la cura di David Schmidhauser e Vania Gransinigh. A chiusura dell’esperienza, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha rimarcato il valore del risultato ottenuto e la capacità dell’esposizione di restare attrattiva fino alla fine.
Per Casa Cavazzini il calendario guarda già avanti. Dal 16 dicembre 2026 al 2 maggio 2027 è annunciata una nuova grande esposizione dedicata alla scena creativa della downtown newyorkese tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, con un percorso che porterà a Udine anche nomi come Warhol, Basquiat e Haring.