Carniarmonie saluta l’edizione 2026: Tolmezzo al centro del finale tra memoria, Bach e dialogo oltreconfine

Ultime due giornate per il festival: sabato al Candoni torna “55 secondi”, con tappe anche a Prato Carnico e Nova Gorica.

01 settembre 2026 07:55
Carniarmonie saluta l’edizione 2026: Tolmezzo al centro del finale tra memoria, Bach e dialogo oltreconfine -
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Il sipario su Carniarmonie 2026 si abbassa con un finale che parla anche al cuore del Friuli: a Tolmezzo, sabato sera, torna infatti “55 secondi”, il musical dedicato al terremoto del 1976, uno degli appuntamenti più significativi dell’ultima parte del cartellone.

La 35ª edizione del festival concentra i suoi ultimi eventi tra venerdì 4 e sabato 5 settembre, distribuendo i concerti fra Nova Gorica, Prato Carnico e il capoluogo carnico. Tre sedi diverse, tre proposte lontane per stile, ma unite dalla stessa idea di attraversare musica, territorio e memoria.

Il passaggio conclusivo al Teatro Candoni

L’appuntamento che chiude il weekend è fissato per sabato 5 settembre alle 20.30 al Teatro Luigi Candoni di Tolmezzo. In scena ci sarà “55 secondi”, opera musical nata per il cinquantesimo anniversario del sisma che colpì il Friuli.

Il libretto è firmato da Fiorenza Cedolins, mentre le musiche sono di Cristian Carrara. La regia è di Ivan Stefanutti e la direzione musicale è affidata a Paolo Paroni, alla guida della Fvg Orchestra, del Coro del Friuli Venezia Giulia e dei Pueri Cantores del Duomo di Udine.

Lo spettacolo affronta una pagina centrale della storia friulana scegliendo un registro narrativo capace di tenere insieme dolore e rinascita. Dopo il debutto del 6 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, la produzione arriva ora a Tolmezzo dentro il programma conclusivo del festival.

Prato Carnico e l’omaggio a Bach in un luogo non convenzionale

Prima della serata tolmezzina, sabato 5 settembre si aprirà a Prato Carnico con un concerto previsto alle 18.00 nel Laboratorio Fratelli Leita. Il titolo dell’incontro è “Tra originali e trascrizioni”.

Protagonisti saranno Manuel Staropoli, al flauto dolce e al traversiere, e Manuel Tomadin al clavicembalo. Il programma ruota interamente attorno a Bach, con la Sonata BWV 1030, la Partita BWV 827 e la Sonata BWV 529.

La particolarità non riguarda soltanto il repertorio: l’esecuzione prende posto infatti in uno spazio artigianale, creando un incontro diretto tra musica e saper fare. Per assistere è richiesta la prenotazione.

Venerdì l’apertura a Nova Gorica

Il primo dei tre appuntamenti finali è in calendario venerdì 4 settembre alle 20.00 al Convento francescano di Kostanjevica, a Nova Gorica. Il concerto porta il titolo “Insieme/Skupaj”, richiamando fin dal nome la dimensione condivisa di questa tappa oltreconfine.

Ad esibirsi saranno i clarinettisti Aljaž Beguš e Urška Zupan, la fagottista Valeria Curti e la pianista Arianna Foltran. Il programma attraversa epoche e autori differenti, mettendo accanto Mozart, Beethoven e Glinka in una serata di musica da camera pensata in collaborazione con Nei Suoni Dei Luoghi e Kulturni dom Nova Gorica.

Prima del concerto, alle 18.30, è prevista una visita guidata gratuita al convento, accessibile però solo con prenotazione obbligatoria. Anche questo dettaglio conferma il taglio di una chiusura che non si limita all’ascolto, ma prova a legare il festival ai luoghi che lo ospitano.

Nell’ultimo fine settimana Carniarmonie tiene così insieme tre direzioni precise: il rapporto culturale con la Slovenia, la proposta barocca in Carnia e il richiamo alla memoria collettiva del Friuli. Un finale costruito su identità diverse, ma tutte riconoscibili dentro il percorso del festival.

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