Infermieri, il Friuli punta su un canale internazionale: 15 ingressi con l’Università di Udine

Via libera della Regione a un progetto sperimentale dal 2026/27: sostegno economico agli studenti stranieri e impegno a lavorare nel sistema sanitario regionale.

29 agosto 2026 10:00
Infermieri, il Friuli punta su un canale internazionale: 15 ingressi con l’Università di Udine -
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La carenza di infermieri nel sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia spinge la Regione ad aprire una nuova strada, costruita insieme all’Università di Udine. La Giunta ha approvato una convenzione che prevede l’arrivo di 15 laureati stranieri da inserire in un percorso formativo universitario finalizzato poi all’impiego nelle strutture pubbliche regionali.

Il programma prenderà avvio con l’anno accademico 2026/2027 e coinvolgerà, in questa prima fase, candidati provenienti da Argentina e Ghana. L’obiettivo è rafforzare nel tempo gli organici infermieristici, in un quadro che continua a mettere sotto pressione i servizi sanitari.

Il progetto che parte da Udine

Il ruolo operativo sarà affidato all’ateneo friulano, in particolare al Dipartimento di Medicina, che seguirà i rapporti con le università estere coinvolte e la gestione del percorso accademico. L’Università di Udine dovrà occuparsi anche dei bandi, della parte amministrativa e dell’erogazione dei contributi previsti per gli studenti selezionati.

I partecipanti non inizieranno da zero: si tratta infatti di persone già laureate nei loro Paesi. Prima dell’ingresso nel corso di laurea in Infermieristica dovranno però superare la procedura di equipollenza prevista dalla normativa italiana. Solo dopo questo passaggio potranno essere ammessi direttamente al secondo o al terzo anno.

Contributi economici e spese coperte

Per ciascuno dei 15 posti è previsto un sostegno annuo da 15mila euro, valido per tutta la durata degli studi. La somma servirà a coprire le principali voci di spesa legate al trasferimento e alla frequenza universitaria.

Nel contributo rientrano viaggio, alloggio, tasse di iscrizione, assicurazione sanitaria, mobilità e corsi di lingua italiana. La Regione sosterrà economicamente l’intera sperimentazione attraverso il bilancio pluriennale 2026-2028, trasferendo le risorse all’ateneo udinese.

I requisiti per non perdere il beneficio

La convenzione fissa condizioni precise. Sul versante universitario, gli studenti dovranno seguire il percorso in modo continuativo e raggiungere almeno il 60% dei crediti formativi previsti ogni anno.

Se questi standard non verranno rispettati, il sostegno economico decadrà. La revoca scatterà anche nel caso in cui non vengano osservati gli obblighi successivi collegati all’inserimento lavorativo nel servizio sanitario regionale.

Dopo la laurea l’impegno con il servizio sanitario regionale

Il progetto non si limita alla fase di studio. Una volta ottenuto il titolo in Italia, i beneficiari dovranno partecipare alle selezioni del Servizio sanitario regionale entro i tre anni successivi alla laurea.

In caso di assunzione, sarà richiesto di restare negli enti del Ssr per almeno cinque anni. È questo il punto che trasforma l’iniziativa in uno strumento pensato non solo per la formazione, ma anche per dare continuità al reclutamento di personale infermieristico in Friuli Venezia Giulia.

La lettura politica dell’iniziativa

Per la Regione, come ha spiegato l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, il tema dell’ingresso di professionisti dall’estero può diventare una leva utile se regolato da un percorso definito e da obblighi chiari. L’intervento viene presentato come una risposta strutturata a una difficoltà che da tempo riguarda ospedali e servizi territoriali.

Lo schema approvato, inoltre, non è pensato come un modello chiuso al solo ateneo udinese. Nelle intenzioni della Giunta, questa impostazione potrà essere estesa anche ad altre realtà universitarie del territorio, se la sperimentazione darà i risultati attesi.

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