Caregiver, dal confronto di Udine una richiesta netta al Friuli Venezia Giulia: servono aiuti stabili

Nell’incontro del 2 ottobre a Udine è tornata al centro la condizione di chi assiste un familiare: chiesti fondi regionali aggiuntivi e una rete di supporto continuativa.

03 ottobre 2026 11:54
Caregiver, dal confronto di Udine una richiesta netta al Friuli Venezia Giulia: servono aiuti stabili -
Condividi

Chi assiste ogni giorno un genitore, un coniuge o un altro familiare fragile continua a reggere una parte decisiva del welfare, ma spesso senza strumenti sufficienti. Da Udine è arrivata una nuova sollecitazione alla Regione Friuli Venezia Giulia perché il sostegno ai caregiver familiari diventi più solido e meno legato alla sola disponibilità dei fondi statali.

Il tema è stato affrontato venerdì 2 ottobre 2026 nella sala Pasolini della Regione, durante un incontro pubblico promosso dal MoVimento 5 Stelle. Al centro del dibattito non c’erano soltanto le norme o i contributi, ma anche il peso quotidiano che l’attività di cura scarica sulla vita personale, sul lavoro e sull’equilibrio emotivo di migliaia di famiglie friulane.

Il punto sollevato nel confronto di Udine

A introdurre e coordinare la serata è stata la consigliera regionale Rosaria Capozzi, che ha indicato come prioritario un intervento più deciso da parte dell’amministrazione regionale. La richiesta emersa è chiara: affiancare ai trasferimenti nazionali risorse del Friuli Venezia Giulia, così da dare copertura a un numero maggiore di domande ammesse.

Secondo quanto ribadito durante il confronto, non è sufficiente riconoscere il diritto a un sostegno se poi le famiglie restano escluse per esaurimento delle disponibilità economiche. Per questo è stato chiesto un rafforzamento degli stanziamenti e, insieme, una risposta più ampia fatta di servizi, accompagnamento e sostegno psicologico.

Caregiver familiari, da Udine l’appello alla Regione Fvg: più fondi e servizi

Non solo contributi economici

Uno dei passaggi più rimarcati riguarda proprio il tipo di aiuto necessario. Nel dibattito udinese è emersa l’idea che il caregiver non possa essere sostenuto soltanto con un assegno o con un fondo una tantum, ma debba poter contare su una rete continuativa capace di alleggerire il carico assistenziale.

Il ragionamento tocca da vicino anche il territorio friulano, dove l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle situazioni di cronicità rendono sempre più frequente l’assistenza garantita in casa da un familiare. In questo quadro, il lavoro di cura svolto in ambito domestico viene considerato un elemento che tiene in piedi l’intero sistema socio-assistenziale locale.

Le voci portate all’iniziativa

All’incontro hanno partecipato anche Giancarlo Selmi, autore del libro “In attesa del sole, è venuto giù il cielo”, e Maria Donata Messina, referente per il Friuli Venezia Giulia di Caregiver Familiari Uniti, Cfu. I loro contributi hanno affiancato il piano normativo con il racconto diretto delle esperienze vissute da chi presta assistenza a una persona cara.

È intervenuto inoltre da remoto Cristian Casilli, vice presidente della Regione Puglia e assessore a Welfare, Sport e Politiche sociali. Il confronto ha così messo insieme due livelli diversi ma collegati: da una parte le misure pubbliche, dall’altra la concretezza della vita quotidiana di chi si occupa di una persona fragile per mesi o per anni.

Una questione destinata a pesare sempre di più

Nel corso della serata è stato richiamato anche il quadro demografico del Friuli Venezia Giulia, segnato dal calo della popolazione e da un progressivo aumento dell’età media. Due fattori che, per chi chiede un cambio di passo, impongono di programmare da subito politiche più strutturate sul fronte dell’assistenza familiare.

Dal confronto di Udine esce quindi una linea precisa: riconoscere il valore dei caregiver significa non lasciarli soli davanti ai bisogni di cura. Per le famiglie del territorio, il nodo non riguarda soltanto l’accesso a un contributo, ma la possibilità di contare su un sistema regionale che accompagni davvero chi ogni giorno sostiene la fragilità dentro casa.

Segui Prima Friuli