A Città Fiera i 20 anni di Ucraina-Friuli: il grazie dell’ambasciatore alle famiglie del territorio
La visita di Ihor Brusylo in Friuli tra l’anniversario dell’associazione e la tappa a Preone per una commemorazione legata alla memoria ucraina.
Il cuore della giornata friulana dell’ambasciatore ucraino Ihor Brusylo è stato un messaggio rivolto a chi, in questi anni, ha offerto ospitalità e sostegno concreto alle persone arrivate dall’Ucraina. A Martignacco, negli spazi del Centro umanitario di Città Fiera, il diplomatico ha partecipato alla celebrazione per i vent’anni dell’associazione culturale Ucraina-Friuli.
Nel suo intervento Brusylo ha richiamato il valore dell’accoglienza ricevuta in Italia, soffermandosi in particolare sulle famiglie che hanno messo a disposizione le proprie case. Un ringraziamento che ha assunto un peso particolare in una ricorrenza dedicata a un’associazione che, nel tempo, ha tenuto insieme identità culturale, assistenza e relazioni con il territorio friulano.
L’ambasciatore ha anche inserito il conflitto in un quadro più ampio, parlando di una fase decisiva non solo per l’Ucraina ma per l’intera Europa. Ha ribadito la necessità di continuare a contare su vicinanza e comprensione, osservando come quella che doveva sembrare una permanenza temporanea si sia trasformata, per molti, in una lunga condizione di lontananza dal proprio Paese.
Un anniversario che racconta il legame con il Friuli
La cerimonia ospitata nel complesso di Città Fiera ha riunito amministratori, rappresentanti politici e realtà civiche. Presente anche un esponente della famiglia Bardelli, che ha reso disponibile lo spazio utilizzato dall’associazione, gesto indicato come un segno tangibile di attenzione verso la comunità ucraina presente in regione.
Brusylo ha spiegato di considerare importanti le visite nei territori perché è nel rapporto diretto tra persone e comunità che, a suo giudizio, nascono le collaborazioni più solide. In questo senso, l’esperienza di Ucraina-Friuli è stata richiamata come esempio di continuità: vent’anni di attività dedicati a custodire lingua, tradizioni e senso di appartenenza, aprendoli al confronto con la realtà locale.
Nel corso dell’incontro, la presidente dell’associazione Viktoria Schipa ha consegnato alcuni riconoscimenti a persone che si sono impegnate a sostegno della causa ucraina. Un passaggio che ha dato alla ricorrenza anche il tono di una restituzione pubblica a chi, in questi anni, ha affiancato la comunità in modi diversi.
Le presenze istituzionali e politiche
All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere regionale Edy Morandini, il consigliere comunale di Udine Paolo Marsich e il vicesindaco di Codroipo Giacomo Trevisan, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni. La partecipazione istituzionale ha sottolineato il rilievo assunto dall’associazione nel tessuto sociale friulano.
Tra i presenti anche il segretario provinciale del Pd Luca Braidotti, che ha letto questo anniversario come il riconoscimento di un cammino costruito attorno a storia, cultura e identità del popolo ucraino. Negli ultimi anni, ha osservato, quel percorso si è trasformato anche in uno strumento di solidarietà, fino a diventare una sorta di punto di riferimento per la comunità in Friuli.
La mattinata a Preone prima dell’arrivo a Udine
Prima della tappa a Città Fiera, la visita di Brusylo aveva toccato Preone, dove si è svolta la commemorazione di un partigiano ucraino. All’iniziativa hanno partecipato le autorità comunali e il console generale d’Ucraina a Milano, Volodymyr Vorona.
La giornata ha così tenuto insieme due livelli strettamente collegati: da una parte la memoria storica, dall’altra il rapporto costruito in Friuli con la comunità ucraina attraverso associazioni, volontariato e ospitalità diffusa. È su questo intreccio tra ricordo e presenza concreta nel territorio che si è sviluppato il senso complessivo della visita istituzionale.
Per il Friuli, l’anniversario di Ucraina-Friuli non rappresenta solo una ricorrenza associativa, ma anche la misura di un legame consolidato negli anni e diventato ancora più visibile dall’inizio della guerra. Il ringraziamento espresso dall’ambasciatore ha riportato al centro proprio questo: il peso delle reti locali quando la crisi internazionale entra nella vita quotidiana delle comunità.