Bollette e carburanti, in Regione si apre il fronte aiuti ai Comuni del Friuli
Nel ddl finanziario 95 il tema dei rincari entra nel confronto politico: Martines chiede risorse per alleggerire i costi che pesano sugli enti locali.
Nel Friuli il peso delle bollette non riguarda soltanto famiglie e imprese. A finire sotto pressione sono anche i bilanci dei Comuni, chiamati a sostenere spese quotidiane sempre più onerose per servizi essenziali e strutture pubbliche. Su questo terreno si è inserita l'iniziativa del consigliere regionale del Pd Francesco Martines nell'ambito del disegno di legge 95, dedicato alle misure finanziarie multisettoriali per il 2026.
Il tema è arrivato in Consiglio regionale con una proposta pensata per offrire un supporto agli enti locali alle prese con l'aumento dei costi di utenze e carburanti. Secondo quanto riferito dallo stesso Martines, dopo il confronto con l'assessore Roberti l'emendamento è stato trasformato in un ordine del giorno, accogliendo una disponibilità politica ad affrontare il problema.
Quanto pesano i rincari sui servizi comunali
Il nodo, per molti municipi del territorio, riguarda soprattutto la gestione ordinaria. Illuminazione pubblica, riscaldamento di scuole e asili, palestre, impianti sportivi e altri spazi utilizzati dalla comunità richiedono risorse correnti che diventano più difficili da coprire quando energia e carburanti aumentano.
Martines sottolinea che gli enti locali possono trovarsi in difficoltà anche quando hanno margini su investimenti e opere, perché il vero punto critico resta la tenuta delle spese di ogni giorno. Un aspetto che, nel dibattito regionale, viene collegato direttamente al rischio di nuovi incrementi di tariffe o imposte locali.
Il richiamo alla situazione sociale
Nel motivare la proposta, il consigliere dem richiama anche il quadro sociale più ampio. Povertà e inflazione, osserva, stanno comprimendo il potere d'acquisto e rendono più fragile una fascia sempre più ampia di popolazione, compresa quella classe media che negli ultimi anni ha visto crescere le difficoltà.
Da qui l'idea di evitare che il rincaro dei costi sostenuti dai Comuni finisca per scaricarsi sui cittadini. L'obiettivo politico indicato è proprio quello di impedire ulteriori aggravi sulle famiglie, già messe alla prova dall'aumento generale dei prezzi.
La misura ipotizzata e i criteri di riparto
La proposta iniziale, poi confluita in un ordine del giorno, prevedeva uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro nell'arco di due anni. Le risorse sarebbero state distribuite tenendo conto della popolazione residente, con una quota minima di 5 mila euro e una massima di 100 mila euro per ciascun Comune.
Nel meccanismo immaginato era previsto anche un correttivo per i territori montani, con una maggiorazione del 10 per cento. Un punto che per il Friuli ha un rilievo particolare, vista la presenza di aree dove i costi di gestione dei servizi possono risultare ancora più gravosi.
Il passaggio in Aula, dunque, non chiude il tema ma lo porta dentro il confronto regionale sulle priorità di bilancio. Per i Comuni friulani, alle prese con conti sempre più delicati, il tema del sostegno alle spese energetiche resta uno dei dossier più concreti dei prossimi mesi.