Assestamento regionale, Moretti chiede regole pubbliche sui contributi ai Comuni

Il capogruppo Pd in Consiglio regionale punta il dito sul metodo: priorità da chiarire, distribuzione più equa e verifica delle opere ancora ferme.

25 luglio 2026 21:37
Assestamento regionale, Moretti chiede regole pubbliche sui contributi ai Comuni -
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Nel confronto sull’assestamento del Friuli Venezia Giulia, il tema non è solo quanti soldi arrivano ai municipi, ma con quali criteri vengono scelti i progetti da sostenere. Da qui prende le mosse l’intervento del capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Diego Moretti, che sollecita una linea più leggibile nella ripartizione delle risorse destinate alla concertazione e allo sviluppo dei territori.

L’esponente dem non contesta in blocco i fondi assegnati agli enti locali. Sottolinea anzi che, in questa tornata, tra i beneficiari compaiono anche amministrazioni di centrosinistra. Il punto politico, però, resta un altro: secondo Moretti, la selezione degli interventi continua a poggiare su scelte troppo discrezionali e non su parametri esplicitati fin dall’inizio.

La richiesta: criteri visibili e dati consultabili

Per Prima Friuli, il nodo posto dal consigliere regionale riguarda soprattutto la trasparenza amministrativa. Moretti chiede che la Regione metta nero su bianco i criteri adottati, renda note le domande accolte e quelle escluse e consenta di leggere con chiarezza come sono state distribuite le somme ai singoli Comuni negli ultimi anni.

Nella sua impostazione, una programmazione efficace dovrebbe permettere alle amministrazioni locali di capire in anticipo quali interventi hanno maggiori possibilità di ottenere copertura economica, evitando margini interpretativi troppo ampi nella fase decisionale.

Quali opere finanziare davvero

Un altro passaggio della critica riguarda il tipo di lavori inseriti nella concertazione. Per Moretti, questo strumento dovrebbe essere orientato su interventi strategici, capaci di avere effetti duraturi e, quando possibile, di andare oltre il perimetro del singolo Comune.

Il rischio, nella lettura del capogruppo Pd, è invece quello di allargare il raggio anche a opere di manutenzione ordinaria, come asfaltature o marciapiedi, che potrebbero trovare copertura attraverso altri canali. Non è quindi la quantità delle risorse a essere messa in discussione, ma la gerarchia delle priorità.

Il problema dell’equilibrio tra amministrazioni

Moretti richiama poi la necessità di una distribuzione più uniforme delle opportunità. Secondo il consigliere, non è sostenibile che alcuni enti restino fuori dai finanziamenti della concertazione per sette o otto anni, mentre altri riescono ad accedere con maggiore continuità agli stanziamenti regionali.

Da questo punto di vista, la richiesta è che il rapporto con la Regione non dipenda dalla sola capacità del Comune di presentare la domanda nel modo più efficace o di intercettare le scelte politiche del momento. L’obiettivo indicato è un sistema che offra regole uguali a tutti.

Non solo nuovi stanziamenti: il punto sulle opere ferme

Nell’intervento entra anche un aspetto pratico che riguarda molti enti locali del Friuli Venezia Giulia: ci sono risorse già concesse che non si sono ancora tradotte in lavori avviati o conclusi. Moretti collega questa situazione sia alla carenza di personale nelle amministrazioni sia alla complessità delle procedure.

Per questo chiede alla Giunta regionale di affiancare alla distribuzione di nuovi fondi una verifica puntuale dello stato di avanzamento degli interventi finanziati. L’idea è che lo stanziamento, da solo, non basti se poi i Comuni faticano ad aprire i cantieri o a portare a termine le opere previste.

La posizione del capogruppo Pd si riassume così: ai territori servono risorse, ma anche una cornice di decisioni più chiara, controllabile e coerente nel tempo. Un passaggio che, nel dibattito regionale, riporta al centro il rapporto tra programmazione politica ed effettiva capacità di trasformare i fondi in risultati concreti per le comunità locali.

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