Assestamento in Regione, da Avs richieste su non autosufficienza, alloggi pubblici e piccoli Comuni
Serena Pellegrino presenta le modifiche al mini assestamento: focus su liste d’attesa, case popolari, montagna e criteri di riparto delle risorse.
Nel dibattito sul mini assestamento regionale entra anche il pacchetto di proposte firmato Avs, con un’attenzione che guarda da vicino a temi molto presenti in Friuli: sostegno alla non autosufficienza, manutenzione del patrimonio abitativo pubblico, interventi nei centri minori e misure per la montagna.
A illustrare gli emendamenti è stata la consigliera regionale Serena Pellegrino, che ha collegato il confronto non solo alle cifre della manovra, vicina ai cento milioni di euro, ma soprattutto al modo in cui queste risorse dovrebbero essere distribuite tra territori e servizi.
Nel suo intervento, Pellegrino ha anche sollevato rilievi politici sulle assegnazioni annunciate per iniziative riconducibili ai consiglieri di Maggioranza, richiamando la necessità di criteri leggibili e uguali per tutti. Il punto, secondo l’esponente di Avs, è evitare che i finanziamenti seguano appartenenze politiche invece dei bisogni effettivi delle comunità.
Il nodo sociale e le attese per i contributi
Tra le richieste indicate come prioritarie c’è un rafforzamento del Fondo per l’autonomia possibile. La proposta è di aggiungere 500mila euro per consentire lo scorrimento delle domande in attesa, una questione che tocca da vicino anche il territorio friulano.
Pellegrino segnala infatti che nell’Ambito di Udine i tempi possono arrivare fino a due anni. Un intervallo che, secondo la consigliera, pesa direttamente sulle famiglie, chiamate a coprire da sole spese di assistenza, a ridurre l’attività lavorativa e a utilizzare risparmi accumulati nel tempo. Il rischio, evidenzia, è che il ritardo nel sostegno economico renda più difficile mantenere l’assistenza a domicilio.
Casa e qualità dell’abitare, attenzione anche a Udine
Un altro capitolo riguarda gli alloggi pubblici e più in generale la qualità dell’abitare. Tra gli interventi citati c’è la manutenzione straordinaria del Peep Sud di Sant’Osvaldo, a Udine, indicato come un contesto che necessita di lavori programmati per tutelare chi vi risiede ed evitare un aggravarsi dei costi negli anni successivi.
Nello stesso pacchetto rientrano anche incentivi per la sostituzione di stufe e generatori domestici, oltre a una misura dedicata ai tetti verdi negli edifici residenziali. L’ipotesi avanzata prevede un contributo ai condomini fino al 60% della spesa, comprese le verifiche tecniche, con l’obiettivo di contenere consumi ed emissioni e di migliorare la risposta urbana alle ondate di calore e alle piogge intense.
Montagna, cimiteri e patrimonio da preservare
Le proposte depositate da Avs toccano anche le aree montane. In questo ambito compare una sperimentazione sul pascolo ecologico, anche in forma itinerante, con 150mila euro previsti per il 2027 e altri 150mila per il 2028. L’impostazione, nelle intenzioni, è quella di riconoscere non solo l’attività agricola ma anche il lavoro di presidio del territorio legato alla conduzione degli animali.
Alla montagna si affianca una richiesta di 100mila euro annui per il recupero di terreni destinati a viticoltura e frutticoltura. Per i piccoli Comuni, invece, la proposta è di incrementare di 500mila euro all’anno le somme per opere di riqualificazione, con un riferimento specifico alla sicurezza e all’ampliamento dei cimiteri, un tema concreto per molte amministrazioni locali del Friuli.
Nel quadro degli emendamenti trovano spazio anche uno stanziamento per Palazzo Ragazzoni, a Sacile, con lavori su infissi e serramenti per limitare i danni causati dalle infiltrazioni agli affreschi, 30mila euro annui in più per la Società filologica friulana e 10mila euro nel 2027 per iniziative sulla legalità attraverso l’Osservatorio regionale antimafia.
La richiesta politica, in chiusura, è che Giunta e maggioranza entrino nel merito delle singole misure. Per Avs il confronto dovrebbe partire dai problemi aperti nei territori e dai risultati attesi per cittadini e servizi, a cominciare dai settori sociali e dalle realtà locali che chiedono risposte più rapide.