Artegna apre una finestra sul Friuli longobardo: al Savorgnan il percorso sulla necropoli di San Salvatore
Dal 18 settembre al 18 ottobre 2026 il Castello Savorgnan ospita l’esposizione dedicata al sito archeologico di Majano. Inaugurazione venerdì alle 18.
Il Castello Savorgnan si prepara ad accogliere un appuntamento che parla direttamente alla memoria storica del territorio collinare friulano. Ad Artegna arriverà infatti una mostra dedicata alla necropoli longobarda di San Salvatore di Majano, con l’obiettivo di riportare l’attenzione su una testimonianza archeologica di particolare rilievo per il Friuli.
L’esposizione sarà visitabile dal 18 settembre al 18 ottobre 2026 e segnerà una tappa importante in un percorso di valorizzazione che unisce due comunità vicine, Artegna e Majano, attorno a un patrimonio storico condiviso.
L’apertura ufficiale è fissata per venerdì 18 settembre alle 18, quando negli spazi del castello prenderà avvio il progetto espositivo costruito attorno al tema della presenza longobarda nell’area friulana.
Un mese al Castello Savorgnan
La sede scelta è quella del Castello Savorgnan di Artegna, che per un mese diventerà il punto di riferimento per chi vuole approfondire un capitolo meno noto della storia locale. Il titolo dell’iniziativa è “Un viaggio nel tempo alla riscoperta della necropoli longobarda di San Salvatore di Majano (Ud)”.
Il percorso è pensato per avvicinare il pubblico a un sito archeologico specifico, inserendolo però in una lettura più ampia della vicenda storica del Friuli. Non soltanto una mostra di taglio documentario, quindi, ma anche un’occasione per rileggere il rapporto tra territorio e identità.
Il legame tra Artegna e Majano
Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è proprio il collegamento tra i due centri. La partenza ad Artegna non rappresenta infatti un episodio isolato: conclusa la tappa al Savorgnan, il progetto proseguirà anche a Majano, mantenendo al centro il racconto della necropoli di San Salvatore.
Per l’area collinare friulana si tratta di una proposta culturale che valorizza una radice storica comune, mettendo in dialogo luoghi diversi attraverso la ricostruzione di un’eredità che appartiene all’intero territorio.
La curatela e il lavoro di valorizzazione
A curare la mostra sono Valentina Flapp e William Sambo, impegnati in un lavoro che punta a diffondere la conoscenza del patrimonio longobardo locale. L’impostazione dell’esposizione nasce dalla volontà di rendere più accessibile al pubblico la storia del sito archeologico e il suo significato nel contesto friulano.
Accanto ai contenuti espositivi, l’iniziativa si segnala anche per l’attenzione al materiale iconografico: l’immagine collegata alla mostra proviene dall’Archivio della Famiglia Baldassi, indicato come fonte della documentazione visiva utilizzata.
Per Artegna, che ospita l’avvio del percorso, l’appuntamento assume così anche un valore territoriale preciso: portare dentro uno dei suoi luoghi simbolo una pagina antica della storia friulana e offrirla al pubblico come occasione di conoscenza, partecipazione e riscoperta.