Architettura e rigenerazione urbana, a Trieste il Triveneto premia i progetti che guardano al futuro

Nel palazzo della Regione la tappa dedicata al Nordest del Premio In/Architettura 2026, tra nuove opere, recuperi edilizi e riconoscimenti alla cultura del progetto.

15 ottobre 2026 17:33
Architettura e rigenerazione urbana, a Trieste il Triveneto premia i progetti che guardano al futuro -
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Il rapporto tra trasformazione urbana, sostenibilità e qualità del costruito è stato al centro della giornata ospitata a Trieste per il Premio In/Architettura 2026 dedicato al Triveneto. Nel palazzo della Regione, in piazza Unità d'Italia, si è svolta la consegna dei riconoscimenti riservati ai principali interventi e ai protagonisti della filiera dell'architettura.

L'appuntamento ha riunito rappresentanti del mondo della progettazione, delle istituzioni e delle imprese, in una cornice che per il Friuli Venezia Giulia assume anche un valore simbolico: quello di un territorio chiamato a conciliare tutela dei luoghi, innovazione e sviluppo urbano.

A promuovere il premio sono l'Istituto nazionale di architettura e l'Associazione nazionale costruttori edili, con la collaborazione di Archilovers. Alla cerimonia erano presenti la presidente di In/Arch Triveneto Lucia Krasovec-Lucas, il segretario generale nazionale Michele Franzina e il presidente di Ance Fvg Marco Bertuzzo.

Il messaggio arrivato dalla Regione

Nel corso dell'incontro l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro ha portato i saluti del governatore Massimiliano Fedriga e dell'assessore alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, richiamando il tema della gestione sostenibile delle trasformazioni del territorio.

Nel suo intervento ha sottolineato come le amministrazioni pubbliche siano chiamate a ridurre il consumo di suolo, a valorizzare il patrimonio già esistente, a rendere gli edifici più sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico e a spingere processi di rigenerazione urbana capaci di tenere insieme crescita economica, transizione ecologica e benessere delle comunità.

Secondo l'assessore, la qualità dell'architettura non va letta soltanto sul piano estetico, ma come elemento che incide concretamente sul modo in cui persone, ambiente e spazi costruiti entrano in relazione. Un passaggio che, in una regione come il Friuli Venezia Giulia, tocca da vicino città, centri minori e aree da recuperare.

Un riconoscimento che guarda all'intera filiera

Il premio, nato nel 1961, si distingue per un'impostazione che mette al centro non solo il progettista, ma anche impresa e committente. L'idea è quella di valorizzare il risultato complessivo dell'opera, dalla visione iniziale alla sua realizzazione concreta.

Durante la tappa triestina sono stati assegnati i riconoscimenti per le nuove costruzioni, per gli interventi di riqualificazione e restauro, per la diffusione della cultura architettonica attraverso il Premio internazionale "Bruno Zevi" e per la carriera.

Il valore per il Friuli Venezia Giulia

Nel suo ragionamento sul futuro del territorio, Scoccimarro ha richiamato la ricchezza del patrimonio architettonico, urbano e paesaggistico del Friuli Venezia Giulia e del più ampio contesto del Triveneto. Da qui la necessità, ha osservato, di accompagnarne l'evoluzione senza perdere l'identità dei luoghi.

Un ruolo decisivo, in questo quadro, viene attribuito a architetti, ingegneri, progettisti e imprese, chiamati a tradurre in opere concrete gli indirizzi e gli strumenti messi a disposizione dalla pubblica amministrazione. La giornata di Trieste ha così rilanciato un tema centrale anche per il Friuli: costruire meglio, recuperare ciò che esiste e farlo con una visione di lungo periodo.

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