Estate 2026, caldo e ozono in Friuli Venezia Giulia: Honsell chiede alla Regione un calendario sul piano clima
Dopo i dati diffusi da Arpa Fvg, il consigliere regionale sollecita la Giunta su approvazione e avvio delle misure previste dalla legge Fvgreen.
L’estate appena archiviata consegna al Friuli Venezia Giulia un quadro climatico che torna al centro del confronto politico regionale. A riaprirlo è un’interrogazione presentata in Consiglio da Furio Honsell, esponente di Open Sinistra Fvg, che chiede alla Giunta tempi definiti per mettere in campo il Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
Il tema parte dai numeri resi noti da Arpa Fvg sul 2026: secondo i dati richiamati dal consigliere, quella appena trascorsa è stata una delle stagioni estive più calde mai osservate in regione. In pianura la temperatura media ha raggiunto i 25,2 gradi, un valore indicato come superiore anche a quello registrato nel 2003.
Nel ragionamento portato all’attenzione della Regione c’è anche la qualità dell’aria. Le fasi di caldo intenso e persistente, osserva Honsell, favoriscono infatti la formazione di ozono e accentuano gli effetti negativi per salute, ambiente urbano e vivibilità dei centri abitati del Friuli Venezia Giulia.
La richiesta politica dopo i dati Arpa
L’interrogazione punta a chiarire due aspetti: da una parte la portata delle ondate di calore e dell’inquinamento atmosferico registrati nel corso dell’anno, dall’altra il cronoprogramma con cui l’esecutivo regionale intende arrivare all’approvazione e poi all’attuazione del piano previsto dalla legge Fvgreen del 2023.
Per Honsell non basta limitarsi a registrare l’evoluzione del quadro climatico. La sollecitazione alla Giunta riguarda la necessità di trasformare gli impegni già assunti in strumenti operativi, con scelte che incidano sulla capacità del territorio di reggere fenomeni sempre più frequenti e pesanti.
Territorio, città e salute pubblica
Tra i punti indicati dal consigliere ci sono la tutela del suolo, il contenimento del consumo di territorio, il rafforzamento del verde urbano e la protezione della salute pubblica. L’impostazione, nelle sue parole, deve avere anche una dimensione sociale, perché gli effetti della crisi climatica colpiscono con maggiore durezza chi dispone di meno risorse per difendersi.
Il richiamo riguarda quindi non solo l’emergenza meteo o i picchi di temperatura, ma anche la capacità delle città friulane e dell’intera regione di adattarsi a estati sempre più estreme. L’aumento dell’ozono, in questo quadro, viene indicato come una criticità aggiuntiva che si somma al disagio provocato dal caldo prolungato.
Il richiamo alla mobilitazione dei giovani
Nella nota diffusa da Honsell trova spazio anche il riferimento allo sciopero per il clima promosso per domani da Fridays for Future. L’iniziativa viene letta come un segnale della pressione crescente che arriva dalle nuove generazioni sul tema delle responsabilità istituzionali e delle scelte da assumere in tempi rapidi.
Secondo il consigliere, proprio la mobilitazione dei giovani mostra quanto la questione climatica venga percepita come decisiva per il futuro del Friuli Venezia Giulia. Da qui la richiesta finale alla Regione: accelerare e dare certezze sui passaggi necessari, perché la risposta più concreta non può restare sul piano delle intenzioni ma deve tradursi in decisioni e misure effettive.