Aquileia, nuovo tassello per il parco archeologico: la Regione acquisisce l’edificio di via Gemina
Via libera della Giunta all’esercizio della prelazione: l’immobile e gli spazi vicini saranno destinati alla Fondazione Aquileia.
Ad Aquileia si aggiunge un altro passaggio concreto nel percorso di ampliamento delle aree legate al patrimonio archeologico cittadino. La Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di attivare la prelazione per l’acquisto dell’immobile di via Gemina 8, insieme agli spazi circostanti, con l’obiettivo di affidarne poi l’utilizzo alla Fondazione Aquileia.
La scelta è stata approvata dalla Giunta regionale e si inserisce nel quadro degli interventi collegati alla futura organizzazione del Parco archeologico. Al centro dell’operazione c’è un compendio ritenuto significativo sotto il profilo storico e archeologico, in una porzione della città che negli ultimi anni è diventata sempre più strategica per la valorizzazione del sito.
A spiegare il senso del provvedimento è stato l’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, che ha richiamato lo strumento previsto dalla normativa sui beni culturali e paesaggistici. Una volta conclusa l’acquisizione, il bene sarà reso disponibile alla Fondazione, che aveva già previsto quell’area nel proprio programma di sviluppo.
Un punto chiave nel sistema dei percorsi archeologici
La zona interessata si trova in una posizione particolarmente delicata per l’assetto dei percorsi di visita di Aquileia. L’area è infatti vicina all’accesso della via Sacra e si colloca di fronte al sito archeologico dei fondi Cassis e di via Salvemini, recentemente organizzato dalla Fondazione come itinerario per il pubblico.
Non è un dettaglio secondario neppure l’affaccio su via Gemina, nel tratto dove il Comune ha realizzato parcheggi. Questo rende il compendio rilevante non solo sotto il profilo storico, ma anche dal punto di vista dei servizi e della fruizione delle aree archeologiche da parte di residenti e visitatori.
Il ruolo previsto per l’edificio
Il provvedimento è stato illustrato anche dal vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil. Nella lettura della Regione, il fabbricato presenta caratteristiche che ne consentirebbero un adattamento funzionale abbastanza rapido, così da diventare una struttura di supporto per la vicina area archeologica del porto fluviale.
In prospettiva, la destinazione potrebbe allargarsi anche alle esigenze della futura area archeologica naturale inserita nel progetto del Parco di Aquileia. L’operazione viene quindi interpretata come un investimento utile a costruire servizi, connessioni e spazi di appoggio attorno a uno dei poli culturali più importanti del Friuli.
Un’acquisizione dentro una strategia più ampia
Secondo quanto illustrato dalla Regione, la decisione è maturata in collaborazione con la Direzione cultura, che ha evidenziato il valore del sito rispetto agli interventi già in corso. L’idea è quella di consolidare il sistema aquileiese non con iniziative isolate, ma attraverso una progressiva ricomposizione di immobili e aree funzionali al disegno complessivo.
Per Aquileia si tratta dunque di un ulteriore tassello nella costruzione del parco archeologico e nella definizione degli spazi che dovranno sostenerne attività, accessi e servizi. L’edificio di via Gemina 8, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, entrerà a far parte di questa rete a supporto della Fondazione Aquileia e dei progetti di valorizzazione del sito.