Anziani non autosufficienti, la Regione ridisegna l’offerta: più posti nei centri diurni e nuove possibilità nelle residenze
Via libera in Commissione ai nuovi criteri regionali per gli over 70: aumentano i posti semiresidenziali e cresce il margine per ampliare la rete delle strutture.
La rete dei servizi per gli anziani non autosufficienti in Friuli Venezia Giulia si prepara a cambiare dimensione. Con l’approvazione in III Commissione delle delibere della Giunta regionale, vengono aggiornati i parametri che regolano sia i centri diurni sia le strutture residenziali, con l’obiettivo di adeguare l’offerta a una popolazione sempre più anziana.
Il quadro da cui parte la revisione è noto anche ai territori friulani: nella regione vivono circa 250 mila persone con più di 70 anni, oltre 36 mila delle quali sono non autosufficienti, mentre altre 30 mila rientrano in una fascia considerata a rischio. È su questa base che la programmazione sanitaria e sociosanitaria viene rimodulata.
Più spazio ai servizi diurni
Il cambiamento più netto riguarda l’assistenza semiresidenziale. Il parametro sale infatti a 5 posti ogni mille residenti over 70, superando il precedente valore di 2,6. Tradotto in numeri, i posti autorizzati passano da 646 a 1.253 su scala regionale.
Oggi in Friuli Venezia Giulia sono attivi 34 centri diurni, di cui 13 dedicati alle persone con demenza. La nuova distribuzione dei posti prevede 399 posti per Asugi, 554 per Asufc e 300 per Asfo. La scelta punta a rafforzare un livello di assistenza intermedio, utile sia per sostenere le famiglie sia per contenere la pressione sulle strutture a carattere residenziale.
Residenze per anziani: cresce il fabbisogno autorizzabile
Accanto ai centri diurni, la Regione ha aggiornato anche il quadro relativo ai posti letto nelle residenze. Attualmente il sistema conta 170 strutture, tra convenzionate e non convenzionate, con più di 11.400 posti complessivi; circa 10 mila sono destinati a persone non autosufficienti.
Il nuovo fabbisogno regionale viene fissato a 11.199 posti letto per gli ultrasettantenni non autosufficienti. Rispetto ai 9.642 posti oggi disponibili, questo significa che potranno essere autorizzati 1.557 posti in più. La programmazione regionale indica inoltre la realizzazione di 641 nuovi posti.
Tra i criteri introdotti c’è anche il parametro di 4,1 posti letto ogni cento residenti over 70 non autosufficienti. Le nuove strutture potranno essere previste negli ambiti territoriali dove il fabbisogno residuo raggiunge almeno 120 posti; nei contesti con numeri inferiori si potrà intervenire attraverso ampliamenti, trasformazioni o trasferimenti di sedi già autorizzate.
Attese per l’ingresso e sostegni alle famiglie
Nel corso del confronto in Commissione, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha richiamato anche il tema dei tempi di accesso alle residenze. I dati citati parlano di attese medie comprese fra 60 e 80 giorni, considerando insieme le strutture convenzionate e quelle non convenzionate.
Secondo l’assessore, il riordino approvato dovrebbe contribuire a rendere più fluido l’ingresso nei servizi. Riccardi ha inserito il tema della non autosufficienza dentro una riorganizzazione più ampia del sistema sanitario e sociosanitario regionale, insistendo sulla necessità di differenziare le risposte e di sostenere il più possibile la permanenza degli anziani al proprio domicilio.
Sul versante economico, la Regione ricorda che dal 2018 le risorse per alleggerire le rette sono cresciute di oltre il 40%, fino a raggiungere 110 milioni di euro l’anno. A questo si aggiunge il Fondo per l’autonomia possibile, che per il 2026 dispone di 70 milioni destinati al supporto di famiglie e caregiver.
Il tema aperto degli organici
Tra gli aspetti messi sul tavolo c’è anche l’organizzazione del lavoro nelle strutture per anziani, tema particolarmente sensibile anche nelle realtà del Friuli. Riccardi ha osservato che nelle residenze pubbliche il personale dipendente rappresenta circa il 10% degli operatori, mentre la quota restante è legata a servizi esternalizzati basati sulla prestazione.
Per la Regione si tratta di un nodo che andrà affrontato insieme all’espansione dei posti e alla collaborazione con il privato sociale e il Terzo settore. Nella strategia complessiva rientrano anche gli investimenti sull’abitare possibile, per i quali nell’ultimo anno sono stati stanziati 20 milioni di euro, considerati complementari al rafforzamento dell’assistenza per la popolazione anziana.