AI nei supermercati, il Friuli osserva un settore ancora fermo ai progetti pilota

La ricerca su 70 insegne della grande distribuzione mostra un’adozione ancora limitata. Tra i partner dell’indagine c’è anche GTN di Tavagnacco.

20 giugno 2026 12:40
AI nei supermercati, il Friuli osserva un settore ancora fermo ai progetti pilota -
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Nei supermercati italiani l’intelligenza artificiale è già presente, ma per lo più non ha ancora cambiato davvero il modo di lavorare su larga scala. È questo il quadro che emerge da una rilevazione dedicata alla grande distribuzione, con un dato che interessa da vicino anche il Friuli Venezia Giulia grazie al coinvolgimento di GTN, azienda informatica con sede a Tavagnacco.

L’indagine ha preso in esame 70 tra i principali marchi del comparto e racconta una fase di passaggio ancora incompleta: molte imprese stanno provando strumenti basati su AI, pochissime li hanno trasformati in processi stabili dentro magazzini, reti distributive e punti vendita.

Per il territorio friulano il tema non è marginale. La partecipazione di una realtà come GTN colloca anche il Nordest, e in particolare l’area udinese, dentro una partita che riguarda innovazione, organizzazione aziendale e capacità di portare la tecnologia oltre la fase dimostrativa.

Il dato che pesa di più

Secondo la survey, il 68% delle aziende coinvolte sta sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale. Il salto successivo, però, resta raro: soltanto una impresa del campione, pari all’1,4%, dichiara di aver raggiunto una vera applicazione su scala industriale.

All’estremo opposto ci sono 13 aziende, il 19% del totale, che non hanno ancora avviato alcuna attività legata all’AI. Ne esce l’immagine di una distribuzione moderna interessata agli strumenti digitali, ma ancora prudente quando si tratta di integrarli in modo strutturale.

Come viene usata oggi l’intelligenza artificiale

Gli impieghi più frequenti sono quelli collegati alle attività quotidiane. In testa compaiono le knowledge base aziendali, adottate da 38 imprese. Seguono le applicazioni per controllare le rotture di stock, presenti in 28 casi.

Tra gli utilizzi più citati figurano poi la riconciliazione automatica dei documenti di trasporto e i chatbot destinati al servizio clienti, entrambi indicati da 23 aziende. Si tratta quindi di strumenti operativi, pensati soprattutto per alleggerire procedure, ridurre tempi e migliorare efficienza.

Il nodo non è solo tecnologico

A frenare la diffusione più matura dell’AI, secondo lo studio, non sarebbe tanto la disponibilità delle soluzioni quanto la preparazione interna delle imprese. Ben 41 aziende su 70 segnalano infatti la mancanza di competenze adeguate per guidare e governare questo cambiamento.

Accanto al tema delle professionalità emerge poi quello delle regole. In 42 casi non è stato ancora affrontato il tema della conformità rispetto all’AI Act europeo, mentre solo 11 imprese hanno già definito una policy interna di governance. In pratica, molti test sono partiti prima che fossero chiariti responsabilità, controlli e perimetri d’uso.

Il ruolo delle realtà del Nordest

La ricerca è stata sviluppata da Fòrema ed E.N.I.A. per conto di Aton e GTN. Se Aton ha il proprio quartier generale a Villorba, GTN rappresenta il tassello friulano dell’iniziativa, con base a Tavagnacco. La presentazione dei risultati è avvenuta a Padova durante Retail Tech, appuntamento dedicato all’innovazione nel commercio.

Nel campione figurano anche 17 aziende venete, di cui 5 con sede nel Padovano, ma il significato dell’indagine va oltre il perimetro regionale: il tema coinvolge tutto il sistema distributivo del Nordest, dove la trasformazione digitale viene considerata sempre più un passaggio necessario e non soltanto una scelta sperimentale.

Dalla collaborazione tra i due gruppi promotori è nato un polo tecnologico che conta 385 collaboratori diretti e un fatturato di 33 milioni. A sostenere l’iniziativa hanno contribuito anche partner del settore tecnologico e media specializzati, a conferma di un interesse crescente attorno all’applicazione concreta dell’AI nel retail.

Tra entusiasmo e ritardi organizzativi

Le valutazioni dei promotori convergono su un punto: il problema non è immaginare nuovi progetti, ma renderli misurabili, affidabili e governabili nel tempo. Da una parte c’è la spinta a usare l’intelligenza artificiale come supporto alle decisioni e al lavoro quotidiano; dall’altra restano aperte questioni culturali, formative e normative.

Il risultato finale della survey è quindi netto: la grande distribuzione italiana ha acceso i motori sull’AI, ma nella maggior parte dei casi non è ancora arrivata alla corsia veloce. Per il Friuli, che partecipa a questo percorso con aziende attive nella trasformazione digitale, la sfida ora è capire quanto rapidamente la sperimentazione potrà diventare pratica industriale diffusa.

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