Acque da controllare e nodo Cellina-Barcis: in Aula tornano pozzi, PFAS e viabilità
Il consigliere regionale Marco Putto ha rilanciato due richieste: supporto ai Comuni per verificare pozzi e falde, e un passo avanti sul fronte Mezzocanale-Barcis.
Dal controllo delle acque sotterranee alla tenuta della viabilità nella valle del Cellina, in Consiglio regionale si è riacceso il confronto su due questioni che nel Pordenonese restano aperte da tempo. A riportarle al centro del dibattito è stato il consigliere Marco Putto, con due proposte che toccano ambiente, salute e gestione del territorio.
Il primo fronte riguarda i pozzi artesiani e la qualità delle falde. L'obiettivo indicato è mettere i Comuni nelle condizioni di censire i punti presenti sul territorio e avviare verifiche più puntuali sulle acque sotterranee, anche alla luce delle segnalazioni legate ai PFAS in diverse zone della provincia di Pordenone.
Il tema delle falde nel Pordenonese
Nella proposta presentata in Aula, Putto ha chiesto un sostegno regionale agli enti locali per raccogliere dati aggiornati sui pozzi attivi e per accompagnare campagne di monitoraggio. Il punto, secondo il consigliere, è disporre di un quadro più preciso sia sulla diffusione dei pozzi sia sulle condizioni qualitative delle falde.
Tra gli aspetti richiamati c'è la possibilità di individuare in modo tempestivo eventuali forme di contaminazione da sostanze inquinanti. In questo passaggio rientra anche la questione PFAS, tornata d'attualità nelle ultime settimane in alcune aree del Pordenonese e ritenuta da Putto un segnale della necessità di rafforzare prevenzione e controlli.
Il ragionamento portato in Consiglio lega dunque il monitoraggio ambientale alla tutela sanitaria: conoscere meglio la rete dei pozzi e lo stato delle acque, nella lettura del consigliere, servirebbe a intervenire con maggiore rapidità qualora emergessero criticità.
Barcis, Mezzocanale e il corridoio della Sr 251
Il secondo emendamento si è invece concentrato su una partita che interessa l'area montana pordenonese e in particolare il sistema Barcis-Cellina. La richiesta era quella di imprimere un'accelerazione sia allo sghiaiamento del lago di Barcis sia alla progettazione del serbatoio di Mezzocanale, previsto a monte sul torrente Cellina.
Nelle finalità illustrate, l'invaso avrebbe una funzione multipla: contenere le piene, migliorare la disponibilità della risorsa idrica per usi idroelettrici e irrigui e alleggerire l'impatto del trasporto solido che oggi grava sul lago di Barcis. A questo si aggiunge un ulteriore elemento, molto sentito sul territorio, cioè la possibilità di collegare l'intervento a una sistemazione della Sr 251 nel tratto tra Barcis e Cellino.
Si tratta di un dossier che unisce quindi sicurezza idraulica, acqua e collegamenti stradali, in una zona dove il tema della viabilità continua a occupare un posto centrale nel confronto locale.
La posizione emersa dalla Giunta
Sull'insieme delle proposte, Putto ha riferito di aver registrato una disponibilità solo parziale da parte della Giunta regionale. In particolare, il consigliere ha evidenziato come sia stata accolta l'apertura verso un ordine del giorno relativo al serbatoio di Mezzocanale e alla viabilità connessa.
Più fredda, invece, la risposta sugli altri punti portati all'attenzione dell'Aula. Putto ha rimarcato che, a suo giudizio, sarebbe servita una maggiore attenzione anche sul versante del supporto ai Comuni per il censimento dei pozzi artesiani e per il controllo delle falde nelle aree interessate dal problema dei PFAS.
Restano così sul tavolo due partite diverse ma strettamente legate alla gestione del territorio friulano: da una parte la necessità di conoscere meglio lo stato delle acque sotterranee, dall'altra le opere ritenute utili per affrontare criticità ambientali e infrastrutturali lungo l'asse del Cellina.