Acqua sotto pressione in Friuli: falde più basse e timori per l’estate agricola

Fine maggio 2026: nella pianura friulana i livelli restano sotto i riferimenti storici e sotto il 2025. Osservate speciali pozzi e derivazioni per l’irrigazione.

30 giugno 2026 22:04
Acqua sotto pressione in Friuli: falde più basse e timori per l’estate agricola -
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La stagione irrigua si apre in Friuli con un segnale che il mondo agricolo guarda con attenzione: nei principali punti di controllo della pianura friulana le falde risultano in arretramento, con valori inferiori sia ai riferimenti storici sia a quelli registrati un anno fa.

Il quadro aggiornato alla fine di maggio 2026 arriva dal Consorzio di bonifica pianura friulana e, pur non configurando al momento uno scenario sovrapponibile a quello della grande siccità del 2022, indica una tendenza che richiede gestione costante nelle prossime settimane.

A pesare è stata soprattutto una primavera povera di precipitazioni. La mancanza di piogge ha inciso in anticipo sulla disponibilità d’acqua, proprio mentre aumenta il fabbisogno delle colture e delle aziende agricole del territorio.

Pozzi spia: i dati da Codroipo a Remanzacco

Tra i punti più osservati c’è Beano di Codroipo, dove il livello misurato nel pozzo monitorato si colloca 1,85 metri sotto la media storica e 3,7 metri più in basso rispetto allo stesso periodo del 2025.

A Mortegliano il pozzo 72 resta vicino ai valori medi di lungo periodo, ma mostra comunque una flessione di 1,60 metri rispetto all’anno scorso. A Orzano, nel comune di Remanzacco, il dato segnala una falda a 0,70 metri sotto la media e distante 5,6 metri dai livelli registrati nel 2025.

Nel complesso, i controlli descrivono un abbassamento diffuso. Il Consorzio evidenzia che tutti i pozzi seguiti presentano valori inferiori ai riferimenti storici, in una fase segnata da un deficit di pioggia che si trascina dalla primavera.

Non solo falde: attenzione anche ai corsi superficiali

Accanto ai livelli sotterranei, il fronte più delicato riguarda le derivazioni superficiali, perché la portata dei corsi d’acqua resta ridotta. È questo il nodo che può pesare maggiormente sulla distribuzione idrica nei mesi più caldi.

Secondo Stefano Bongiovanni, direttore dell’area operativa Irrigazione del Consorzio, A2A sta rilasciando dal serbatoio dell’Ambiesta 7 metri cubi al secondo verso il Tagliamento dalla centrale idroelettrica di Somplago, ma alla presa di Ospedaletto ne arriverebbe circa la metà.

Falde in calo nella pianura friulana, livelli sotto media e peggio del 2025
Falde in calo nella pianura friulana, livelli sotto media e peggio del 2025

Tra i punti da seguire ci sono anche la presa di Zompitta dal Torre, che serve le rogge di Udine, Palma e Cividina, e la presa di Aonedis di San Daniele dal Tagliamento, collegata alla roggia di Carpacco-Codroipo.

Le prossime settimane saranno decisive

La presidente del Consorzio, Rosanna Clocchiatti, richiama alla prudenza: la situazione viene considerata da monitorare con continuità, senza parlare oggi di emergenza estrema, ma con la consapevolezza che il margine dipenderà molto dall’andamento meteo.

Lo stesso Bongiovanni avverte che, se non dovessero arrivare precipitazioni adeguate, il quadro potrebbe aggravarsi fino a diventare persino più difficile di quello sperimentato nel 2022. Per questo il sistema di controllo e gestione prosegue giorno dopo giorno, con l’obiettivo di sostenere l’irrigazione e accompagnare una fase che, in Friuli, si annuncia già delicata all’inizio dell’estate.

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