Carnia, i roghi tengono alta l’allerta: sull’Amariana niente aiuto dal maltempo | VIDEO
Le precipitazioni attese non hanno inciso sui fronti più critici. Resta delicata l’area tra Amaro e Tolmezzo, con attenzione anche a Palavierte e agli altri versanti.
In Carnia la notte non ha portato il cambio di passo che si sperava. Le precipitazioni viste in altre zone del Friuli Venezia Giulia non hanno dato un contributo concreto ai versanti dove l’emergenza incendi resta più pesante, e all’alba di lunedì il quadro risultava sostanzialmente immutato nei punti più sensibili.
Il nodo principale continua a essere quello del Monte Amariana, con il settore di Cuel Feltron e l’area tra Amaro e Tolmezzo che rimangono al centro delle operazioni. Per chi sta seguendo l’evoluzione del fronte, il dato più rilevante è proprio questo: la pioggia attesa non ha alleggerito il lavoro di chi da giorni presidia la montagna.
Il maltempo atteso non cambia la situazione
Tra la notte e le prime ore del mattino erano riposte molte aspettative nei rovesci annunciati dal temporaneo indebolimento dell’anticiclone. Fino alle 7, però, sui principali incendi della Carnia non si era registrato un apporto d’acqua tale da modificare in modo apprezzabile lo scenario operativo.
Per questo la nuova giornata si è aperta con la necessità di proseguire gli interventi senza il sostegno naturale su cui si contava. Le previsioni indicano una maggiore probabilità di temporali dal pomeriggio sulle aree montane, mentre la prospettiva considerata più favorevole resta quella di giovedì, quando potrebbe arrivare una fase perturbata più estesa e incisiva.
Amariana resta il punto più delicato
Il fronte dell’Amariana continua a concentrare la maggiore preoccupazione. Nella giornata di domenica le attività di spegnimento sono andate avanti con l’impiego di Canadair ed elicotteri, affiancati dal lavoro a terra dei gruppi comunali di Protezione Civile.
Le conseguenze sul territorio si vedono anche nelle misure adottate a tutela delle persone. A Pissebus è scattata l’evacuazione precauzionale e a Tolmezzo è stata predisposta la palestra Falcone per ospitare temporaneamente chi ha dovuto lasciare casa.
Palavierte, attenzione sopra Illegio
Un altro settore osservato con particolare cautela è quello del Monte Palavierte, sopra Illegio. Nel pomeriggio di domenica il fuoco ha ripreso vigore puntando verso gli stavoli di Pelons, Savale, Sapadici e Plezzis, rendendo più complessa la gestione complessiva dell’emergenza.
Due velivoli sloveni hanno operato nella parte più bassa del fronte e, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile, gli stavoli risultavano protetti. In questo contesto il Comune di Tolmezzo ha disposto la chiusura della strada per Illegio, una scelta legata alla necessità di garantire sicurezza e agevolare i mezzi impegnati nelle operazioni.
Gli altri fronti monitorati in Carnia
Negli altri punti interessati dagli incendi, la situazione appariva più controllata ma comunque da seguire con attenzione. Sul Monte Dobis, sopra Fusea, il rogo risultava in bonifica dopo i lanci effettuati dal Canadair e dall’elicottero regionale.
Sul Monte Cozzarel, nel territorio di Chiusaforte, le fiamme stavano invece procedendo verso Agar dal Lis Tais e per la giornata è prevista la realizzazione di una fascia tagliafuoco a protezione di uno stavolo. In Val Saisera, sul Monte Nero, il fronte in vetta veniva indicato come stabile, pur con fumarole ancora presenti e ulteriori interventi di bonifica programmati con l’elicottero.
Le prossime ore restano decisive
Dopo giorni di lavoro continuo tra cielo e terra, il fattore meteorologico resta quello più atteso. Qualche pioggia si è vista in regione, ma non nei punti in cui avrebbe potuto offrire un aiuto immediato ai grandi fronti aperti in Carnia.
Per le comunità coinvolte, e in particolare per l’area tra Tolmezzo, Amaro e le località più esposte, l’attenzione resta quindi altissima. Finché non arriveranno precipitazioni più diffuse, il peso dell’emergenza continuerà a poggiare soprattutto sul lavoro delle squadre impegnate a contenere il fuoco.