Acqua, il caso del canale di Trivignano arriva in aula: Martines segnala dieci mesi di criticità
Nel confronto sull’assestamento regionale il consigliere Pd richiama la situazione tra Lauzacco e Visco e chiede una gestione più equilibrata della risorsa idrica.
La tenuta della rete idrica minore in Bassa friulana torna al centro del confronto politico regionale. In Consiglio, durante la discussione sull’Assestamento 2026-2028, il consigliere del Pd Francesco Martines ha richiamato l’attenzione sulla condizione del canale di Trivignano, indicando come particolarmente problematico il tratto compreso fra Lauzacco e Visco.
Il punto sollevato riguarda una situazione che, secondo quanto riferito dallo stesso esponente dem, si trascina da circa dieci mesi, con rare interruzioni. Una permanenza prolungata della secca che, ha evidenziato, rischia di produrre effetti sia sul piano della manutenzione futura sia sotto il profilo della salubrità.
Una questione che tocca il territorio friulano
Nel suo intervento Martines ha collegato il caso del canale a un tema più ampio: la gestione dell’acqua in una fase in cui anche il Friuli Venezia Giulia deve fare i conti con periodi asciutti sempre più frequenti e intensi. Per il consigliere, i cambiamenti climatici impongono risposte meno ordinarie e una capacità di controllo costante da parte della macchina regionale e dei Consorzi di bonifica.
Fra i riferimenti portati in aula c’è il Consorzio di bonifica friulana, chiamato in causa rispetto alla distribuzione delle portate nei corsi d’acqua dell’area di competenza. La critica politica riguarda soprattutto la programmazione, ritenuta non sufficiente a prevenire fasi di forte carenza idrica nonostante previsioni meteo considerate oggi più affidabili rispetto al passato.
Il tratto tra Lauzacco e Visco al centro della segnalazione
Il nodo posto da Martines non si limita alla scarsità d’acqua in sé. Nel ragionamento esposto in Consiglio entra anche il criterio con cui la risorsa viene ripartita nelle diverse zone, con la richiesta di evitare squilibri tra aree servite e altre considerate meno prioritarie.
Secondo il consigliere, servirebbe un’alimentazione più bilanciata dei corsi d’acqua, anche attraverso flussi non necessariamente continui ma comunque programmati. L’obiettivo indicato è non concentrare l’attenzione soltanto dove sono presenti consorziati, lasciando invece in sofferenza altri tratti del reticolo.
La richiesta di un monitoraggio continuo
Nel dibattito sull’assestamento, l’esponente del Pd ha invitato la Regione a mantenere alta l’attenzione sul tema e a chiedere ai propri organismi operativi un controllo costante dell’evoluzione della situazione. Per Martines, affrontare la siccità significa seguire giorno per giorno il quadro reale e intervenire sulla base dei dati aggiornati.
Da qui anche l’osservazione sul Piano siccità: uno strumento utile, ma che a suo avviso non basta se non viene accompagnato da un aggiornamento operativo continuo. Il passaggio politico sottolinea quindi la distanza, secondo il consigliere, tra pianificazione formale e gestione concreta delle criticità.
Il richiamo al rapporto con la produzione idroelettrica
Nel suo intervento Martines ha allargato il campo anche al confronto con i gestori delle centrali idroelettriche montane. Il riferimento citato è quello di A2A e della centrale di Somplago, sul lago di Cavazzo, impianto che utilizza le acque del bacino del Tagliamento.
La richiesta è quella di applicare in modo corretto quanto previsto dalla convenzione legata al decreto di concessione, così da trovare un punto di equilibrio fra le esigenze energetiche e quelle dell’irrigazione. In sostanza, il consigliere ha sostenuto la necessità di una ripartizione più equa della risorsa disponibile, in modo da non penalizzare né la produzione di energia né il fabbisogno agricolo del territorio friulano.
Il caso del canale di Trivignano, nel confronto politico aperto in aula, diventa così il simbolo di una questione più ampia: come governare l’acqua in una regione dove i periodi di siccità chiedono scelte tempestive, criteri chiari e un bilanciamento reale tra usi diversi della stessa risorsa.