A Trieste il racconto di una lunga vicenda giudiziaria: sala piena per il libro di Fabrizio Maniago
L’incontro promosso dal SAP Fvg ha richiamato pubblico e rappresentanti del territorio. All’evento riconosciuti anche due crediti formativi.
Non è stata una semplice presentazione editoriale, ma un appuntamento che a Trieste ha riportato al centro una pagina complessa legata alla storia giudiziaria del territorio. Nella sala Unicusano, ieri pomeriggio, il pubblico ha seguito con partecipazione l’incontro dedicato al libro di Fabrizio Maniago, “I 175 sequestri di persona della Banda Baffi”.
L’iniziativa è stata promossa dalla Segreteria regionale del Friuli Venezia Giulia del Sindacato Autonomo di Polizia e ha raccolto una presenza numerosa, segno di un interesse che va oltre l’aspetto strettamente narrativo del volume. Al centro, infatti, c’è una vicenda che ha coinvolto direttamente lo stesso autore, oggi ispettore della Polizia di Stato in pensione.
Ad aprire l’appuntamento è stato il segretario regionale SAP Fvg Lorenzo Tamaro. A seguire, il confronto con Maniago è stato condotto da Andrea Blau, responsabile di “Social Insight”, che ha accompagnato il dialogo con domande e passaggi utili a ricostruire il senso del libro e della storia raccontata.
Un libro che riporta alla memoria oltre otto anni difficili
Nel corso dell’incontro è riemerso il peso di una vicenda durata più di otto anni e mezzo, segnata da esposizione pubblica, sofferenza personale e un lungo percorso giudiziario. Il punto di arrivo, è stato ricordato durante la presentazione, è stato il proscioglimento totale e l’assoluzione piena dei poliziotti coinvolti.
Il valore della testimonianza di Maniago sta anche qui: trasformare un’esperienza vissuta in prima persona in un racconto capace di interrogare il pubblico sul rapporto tra giustizia, informazione e tutela di chi opera ogni giorno in divisa.
La partecipazione del territorio e i rappresentanti presenti
La risposta della città è stata evidente fin dall’inizio, con la sala gremita per un incontro che ha unito memoria, riflessione e confronto pubblico. Tra i presenti c’erano anche il presidente dell’ANPS di Trieste Maurizio Iannarelli, il segretario provinciale del SAP di Udine Dino Fabris, la segretaria provinciale di Gorizia Roberta Gargiulo e il segretario regionale aggiunto Nicola Tioni.
Nel suo intervento, Tamaro ha richiamato anche il significato del motto del sindacato, “Chi difende i difensori”, collegandolo ai rischi e alle responsabilità che accompagnano il lavoro quotidiano delle forze di polizia al servizio della collettività.
Riconosciuti anche due crediti formativi
L’appuntamento ha avuto anche un rilievo professionale. L’Ordine degli Avvocati di Trieste ha infatti riconosciuto due crediti formativi a chi ha partecipato, elemento che conferma il profilo non soltanto divulgativo ma anche giuridico e civile dell’iniziativa.
La tappa triestina dedicata al volume di Maniago si chiude così con un riscontro significativo, tra attenzione del pubblico e volontà di rileggere una storia che, per il Friuli Venezia Giulia, resta ancora oggi carica di conseguenze umane e istituzionali.
Per Trieste e per il resto della regione, l’incontro ha rappresentato soprattutto un momento di ascolto condiviso attorno a una vicenda che continua a sollevare domande profonde sul rapporto tra responsabilità pubblica, verità processuale e memoria collettiva.