Obesità, in Regione si apre il confronto su cure accessibili e prevenzione nelle scuole

Presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno che punta su percorsi uniformi in Friuli Venezia Giulia, farmaci, diagnosi precoce e lotta ai pregiudizi.

16 ottobre 2026 21:47
Obesità, in Regione si apre il confronto su cure accessibili e prevenzione nelle scuole -
Condividi

Portare l’obesità fuori dalla logica della colpa personale e dentro quella della presa in carico sanitaria: è questo il punto centrale dell’ordine del giorno illustrato oggi, 16 ottobre, in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia da Lucia Buna, consigliera della Lega.

L’atto chiede alla Regione di rafforzare gli strumenti su più fronti, dalla prevenzione alla diagnosi tempestiva, fino all’accesso alle terapie, indicando anche la necessità di contrastare lo stigma che accompagna molte persone che convivono con questa condizione.

Le richieste rivolte alla Giunta

Nel documento vengono indicate quattro direttrici su cui la Giunta è chiamata a fare una valutazione. La prima riguarda la creazione di un tavolo permanente con aziende sanitarie, professionisti, società scientifiche e associazioni dei pazienti, con l’obiettivo di coordinare meglio le risposte sul territorio regionale.

Un secondo passaggio riguarda la costruzione di percorsi di cura definiti sia per gli adulti sia per i minori, con criteri omogenei in tutto il Friuli Venezia Giulia e con la possibilità di accedere in modo equo anche alle terapie più innovative.

Tra i punti messi sul tavolo c’è poi l’ipotesi di avviare progetti pilota per facilitare l’utilizzo dei nuovi farmaci da parte delle persone più fragili e delle fasce con minori disponibilità economiche.

Infine, viene proposta un’intesa con il mondo della scuola per lavorare su educazione alimentare, attività motoria e contrasto agli episodi di bullismo legati al peso.

I numeri del fenomeno in Friuli Venezia Giulia

A sostegno della proposta, Buna richiama i dati regionali che descrivono una realtà ampia e trasversale. In Friuli Venezia Giulia risulta in eccesso ponderale un bambino su quattro, pari al 26%.

La stessa tendenza emerge anche nelle altre fasce d’età: il 41% degli adulti tra 18 e 69 anni presenta un eccesso di peso, quota che sale al 54% tra gli over 65. Numeri che, nel ragionamento politico e sanitario, spingono a considerare il tema come una priorità di salute pubblica.

Il quadro nazionale e il tema dello stigma

La consigliera regionale ha richiamato anche la legge 149/2025, con cui a livello nazionale l’obesità è stata riconosciuta come malattia cronica. Da qui la richiesta che il riconoscimento non resti solo formale, ma venga tradotto in strumenti concreti e continuativi da parte delle Regioni.

Nel suo intervento Buna ha ribadito che si tratta di una patologia cronica, progressiva e soggetta a ricadute, e che per questo non può essere affrontata con risposte occasionali. Il nodo, secondo quanto sostenuto, è costruire un sistema capace di accompagnare i pazienti nel tempo.

Accanto al versante clinico, resta quello culturale. Il messaggio politico dell’ordine del giorno insiste infatti sul superamento di stereotipi e discriminazioni, con l’idea che l’accesso alle cure non debba dipendere né dal reddito né dall’area in cui si vive. Per la sanità regionale, il passaggio ora è capire se e come trasformare queste indicazioni in misure operative.

Segui Prima Friuli