A Torreano prende forma una casa intergenerazionale: anziani e bimbi nello stesso percorso di comunità

Martignacco guarda a un progetto residenziale promosso da Emet: posti per anziani, attività condivise con il nido e una rete che coinvolge anche Fagagna e Moruzzo.

03 agosto 2026 19:51
A Torreano prende forma una casa intergenerazionale: anziani e bimbi nello stesso percorso di comunità -
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Non una semplice struttura per ospitare persone anziane, ma un luogo pensato per rimettere al centro le relazioni quotidiane. A Torreano di Martignacco l’associazione Emet Fraternità comunitaria Odv sta lavorando a un progetto che mette insieme accoglienza residenziale e presenza dei più piccoli, con l’idea di far convivere età diverse nello stesso contesto.

L’iniziativa nasce in un territorio dove il tema dell’invecchiamento si intreccia sempre di più con quello della solitudine. La proposta punta infatti a offrire una risposta che non si limiti all’assistenza, ma costruisca una dimensione di vita condivisa, dentro una comunità riconoscibile e vicina.

Il piano per la sede di Torreano

Il progetto porta il nome di Abitare inclusivo intergenerazionale e riguarda la sede già attiva di Emet a Torreano di Martignacco. L’obiettivo è ampliare quanto esiste oggi con una nuova parte residenziale destinata agli anziani.

La soluzione ipotizzata prevede sei stanze singole e due doppie. Attorno a questi spazi, l’associazione immagina servizi, momenti di incontro e attività capaci di evitare l’isolamento, una condizione sempre più frequente tra le persone avanti con gli anni.

Il rapporto quotidiano con il nido

Uno degli aspetti più caratterizzanti del progetto è la vicinanza con l’asilo nido che Emet già gestisce. Nella stessa realtà è presente anche un centro diurno periodico per anziani, dove sono già state sperimentate iniziative tra generazioni diverse.

Con la nuova struttura, questo legame non resterebbe confinato a singoli appuntamenti, ma potrebbe entrare nella normalità delle giornate. L’idea è quella di ricreare uno scambio continuo tra bambini e anziani, riportando dentro uno spazio comunitario quel rapporto tra generazioni che in molte famiglie oggi si è fatto più raro.

Le parole dell’associazione

A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Renzo Fornasiari, responsabile di Emet Fraternità comunitaria. Il punto, ha sottolineato, è offrire agli anziani la possibilità di vivere in comunità, mantenendo un contatto costante con i bambini.

Secondo Fornasiari, il valore del progetto sta proprio nella costruzione di un ambiente familiare, dove i più piccoli possano ricevere serenità ed esperienza dalle persone più anziane e dove, allo stesso tempo, queste ultime possano continuare a sentirsi coinvolte, presenti e utili.

Un progetto che interessa più comuni dell’area

La proposta non guarda soltanto a Martignacco. L’intenzione è accogliere ospiti provenienti anche da un bacino più ampio, con un riferimento particolare ai territori di Martignacco, Fagagna e Moruzzo.

Proprio questa dimensione sovracomunale è emersa durante l’incontro di presentazione, al quale hanno partecipato anche il consigliere regionale Moreno Lirutti, il sindaco di Fagagna Daniele Chiarvesio, l’assessore comunale di Martignacco Giuseppe Montaldo e la presidente della Consulta delle associazioni di Martignacco Cinzia Michelini.

Il giudizio della Regione

All’appuntamento era presente anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin, che ha definito il percorso avviato un esempio significativo di invecchiamento attivo. Bordin ha evidenziato il valore sociale dell’integrazione tra una realtà per l’infanzia già operativa e un futuro spazio abitativo dedicato agli anziani.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio di attenzione ai servizi di assistenza, sul quale la Regione è intervenuta anche attraverso nuovi parametri per aumentare i posti disponibili nelle strutture residenziali e nei centri diurni destinati alla popolazione anziana.

Per il territorio friulano, il progetto di Torreano rappresenta così una possibile strada alternativa ai modelli più tradizionali: meno separazione tra età della vita e più occasioni di contatto quotidiano, dentro una piccola comunità costruita attorno ai bisogni delle persone.

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