A Tissano riemerge lo sguardo di Enrico del Torso: in villa una mostra fino al 2027
Santa Maria la Longa celebra i 150 anni dalla nascita del fotografo con un percorso espositivo nella dimora di famiglia, tra immagini d’epoca e memoria friulana.
Le stanze di Villa di Tissano tornano a dialogare con le immagini nate al loro interno. A Santa Maria la Longa ha aperto “Fotografo irregolare”, l’esposizione dedicata a Enrico del Torso nel centocinquantesimo anniversario della nascita, pensata come un ritorno dell’autore nei luoghi che ne hanno custodito la storia.
L’iniziativa è stata inaugurata nella serata di venerdì 7 novembre alla presenza, tra gli altri, del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, del sindaco Fabio Pettenà, del direttore del Craf Alvise Rampini, del curatore Luigi Fiorini e di Stefano del Torso, nipote del fotografo.
Il percorso resterà aperto al pubblico fino al 7 gennaio 2027 e propone una selezione di scatti che riportano alla Belle époque, con immagini capaci di restituire volti, ambienti e frammenti di vita del Friuli di allora.
Un archivio che parla al territorio
Il valore dell’allestimento sta anche nella sua collocazione: la mostra trova spazio nella dimora storica appartenuta a del Torso, dettaglio che rafforza il legame tra opera e contesto. Alcune fotografie, infatti, furono realizzate proprio in villa e oggi ritrovano una cornice carica di significato.
Nel suo intervento Anzil ha richiamato il ruolo della cultura come strumento per leggere il passato e dare forma a luoghi più vivi e consapevoli. Un passaggio che, in un comune come Santa Maria la Longa, assume anche il senso di una valorizzazione concreta della memoria locale.
Il vicegovernatore ha inoltre ricordato Italo Zannier, scomparso di recente, sottolineandone l’importanza nella rilettura dell’opera di Enrico del Torso. A Zannier si lega anche la definizione di “fotografo irregolare”, espressione che mette in luce un percorso libero, lontano da schemi rigidi e per questo ancora attuale.
La memoria friulana come chiave per il futuro
Nel corso dell’inaugurazione è stato rivolto un ringraziamento ai soggetti che hanno reso possibile il progetto, costruito attorno a una figura che continua a offrire materiale prezioso per comprendere il Friuli di un altro tempo.
Anzil ha infine insistito su un’idea di cultura capace di interrogare i confini, geografici ma anche temporali, in una regione di passaggio come il Friuli Venezia Giulia. Conoscere la propria identità, è stato il senso del messaggio, resta il primo passo per confrontarsi con quella degli altri e immaginare il domani con maggiore consapevolezza.