A Pordenone il summit mondiale di LibreOffice: tre giorni di incontri, tecnologie aperte e imprese
Nel settembre 2026 il capoluogo friulano accoglierà oltre 200 ospiti internazionali tra università, comunità open source e aziende del territorio.
Pordenone si prepara ad accogliere una platea internazionale legata al software libero: dal 10 al 12 settembre 2026 arriverà in città la LibreOffice Conference, evento di riferimento per chi sviluppa, usa e promuove uno dei programmi open source più diffusi al mondo. Le presenze attese superano quota 200, con partecipanti in arrivo da Europa, Americhe e Asia.
Per il Friuli occidentale si tratta di un appuntamento che unisce innovazione digitale, formazione e ricadute sul tessuto locale. La conferenza porterà infatti nel capoluogo una rete composta da sviluppatori, associazioni, utenti e realtà impegnate sui temi dell’accesso aperto alle tecnologie.
Pordenone nel calendario europeo dell'open source
L’edizione del 2026 inserisce la città in un percorso internazionale che negli ultimi anni ha toccato diverse capitali e centri europei. Dopo Bucarest nel 2023, Lussemburgo nel 2024 e Budapest nel 2025, il passaggio a Pordenone rafforza il profilo del territorio dentro una rete continentale dedicata all’innovazione condivisa. Nel 2027 la manifestazione si sposterà poi a Göteborg, in Svezia.
L’arrivo della conferenza viene letto anche come un’occasione per dare visibilità a un’area che punta a parlare a giovani, mondo della formazione e realtà produttive. In questo quadro si inserisce anche il richiamo dell’assessore comunale all’Istruzione Pietro Tropeano, che ha collegato l’iniziativa al cammino della città verso l’anno di Capitale italiana della Cultura.
Le sedi e l'organizzazione delle tre giornate
Il cuore della manifestazione sarà il Consorzio Universitario di Pordenone, in via Prasecco 3/A. Qui si concentrerà la parte principale del programma, con tre sale attive e più interventi in contemporanea nell’arco delle giornate.
Gli appuntamenti si terranno in lingua inglese e alterneranno presentazioni e workshop. Accanto agli approfondimenti più tecnici, troveranno spazio temi che riguardano l’impiego del software libero nella pubblica amministrazione, nella scuola e nei processi economici.
Una tappa specifica è prevista anche al Polo Tecnologico Alto Adriatico: venerdì 11 settembre è in agenda un momento dedicato al rapporto tra open source e sistema produttivo, con un’attenzione particolare alle applicazioni concrete nelle aziende.
Numeri globali e ricadute sul territorio
A delineare la dimensione del progetto è stato Italo Vignoli, fondatore di LibreOffice e di Associazione LibreItalia. I dati diffusi parlano di oltre 100 milioni di utenti nel mondo, mentre in Italia nell’ultimo anno si è registrato circa un milione di download.
LibreOffice è già adottato da numerose amministrazioni pubbliche europee e, nel contesto italiano, trova spazio anche in ministeri, Regioni, Province, Comuni e aziende sanitarie. Secondo Vignoli, il modello del software libero può avere anche un riflesso economico, perché consente di mantenere competenze e valore all’interno dei territori.
Università, giovani e imprese al centro del confronto
Per Andrea Zanni, direttore del Consorzio Universitario, la sede pordenonese offre un contesto adatto a ospitare un confronto di respiro internazionale e ad avvicinare il territorio a strumenti e conoscenze avanzate. Sul fronte produttivo, il direttore del Polo Tecnologico Alto Adriatico Franco Scolari ha indicato nell’appuntamento dell’11 settembre un’opportunità di dialogo sulle possibilità offerte dall’open source alle imprese.
Moreno Cervesato, presidente di Pordenone Linux User Group, ha richiamato invece il valore della relazione tra persone e comunità, sottolineando come la conferenza nasca anche per condividere esperienze e competenze. Tra gli obiettivi indicati dagli organizzatori c’è quello di coinvolgere i più giovani e creare occasioni nuove attraverso il contatto con una rete internazionale.
La LibreOffice Conference 2026 è promossa da Pordenone Linux User Group insieme a LibreItalia, con il patrocinio del Consorzio Universitario di Pordenone. Per tre giorni il capoluogo friulano diventerà così un punto d’incontro per il dibattito su tecnologie aperte, formazione e innovazione digitale.