A Pordenone arriva Francesco Vidotto: alla Somsi un incontro tra libri, Dolomiti e memoria
Il 4 settembre a Palazzo Gregoris lo scrittore cadorino dialogherà con il pubblico nell’ambito della rassegna “Montagne senza confini. La musica del paesaggio”.
La montagna come esperienza vissuta, ma anche come materia narrativa, sarà al centro del prossimo appuntamento culturale in programma a Pordenone. Venerdì 4 settembre 2026, alle 18, la sede della Somsi a Palazzo Gregoris ospiterà Francesco Vidotto per l’incontro intitolato “Il bosco dei momenti perfetti”.
L’iniziativa è aperta al pubblico e si inserisce nel progetto “Montagne senza confini. La musica del paesaggio”, percorso promosso dalla Storica Società Operaia di Pordenone con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune all’interno del cartellone dell’Estate cittadina.
Per la città sarà un’occasione per ascoltare da vicino una delle voci che più hanno legato la scrittura al paesaggio alpino, in una serata costruita attorno ai temi che attraversano i suoi romanzi: relazioni umane, natura, memoria e ricerca di essenzialità.
Un appuntamento della rassegna dedicata al paesaggio
La tappa pordenonese si svolgerà negli spazi di Palazzo Gregoris, sede della SOMSI, e porterà dentro la rassegna il linguaggio della letteratura. Il progetto “Montagne senza confini. La musica del paesaggio” mette infatti in dialogo più forme espressive, scegliendo questa volta il racconto d’autore per esplorare il rapporto con l’ambiente montano.
Nel corso dell’incontro Vidotto ripercorrerà il proprio legame con le terre alte, soffermandosi sulle atmosfere e sui personaggi che abitano i suoi libri. La montagna, nella sua produzione, non resta sfondo scenografico: diventa piuttosto luogo interiore, spazio che incide sui sentimenti e sulle scelte delle persone.
Dalle Dolomiti alla pagina scritta
Originario del Cadore, Vidotto è tornato a vivere a Tai di Cadore, il paese legato ai ricordi d’infanzia trascorsi con i nonni tra le Dolomiti. Quel ritorno ai luoghi delle origini ha segnato anche il suo modo di guardare alla scrittura e al rapporto con la natura.
Nella sua esperienza personale il mondo montano richiama un tempo più misurato, una vita meno compressa e una dimensione più vicina all’essenziale. Nei suoi testi questo sguardo si intreccia spesso con un’idea quasi musicale del paesaggio, fatta di risonanze, silenzi e contatto diretto con la terra.
Lo stesso autore ha più volte descritto la spinta a cercare in quota una risposta alla stanchezza della vita contemporanea, fino a vedere nella montagna un ritorno a qualcosa di più vero e meno artificiale. È una chiave di lettura che aiuta a comprendere anche il senso dell’incontro atteso a Pordenone.
Il percorso personale e i romanzi più noti
Prima di dedicarsi pienamente ai libri, Vidotto ha compiuto un percorso professionale molto diverso. Dopo gli studi a Conegliano e la laurea in Economia a Ca’ Foscari, ha lavorato a lungo come top manager in grandi aziende, per poi rimettere al centro la scrittura e il richiamo dei luoghi alpini.
Questa traiettoria biografica si affianca a una frequentazione concreta della montagna, vissuta anche attraverso sci alpinismo, free ride, arrampicata, equitazione e trekking. Elementi che contribuiscono a dare autenticità al suo immaginario narrativo e che entreranno nel dialogo con il pubblico pordenonese.
Durante la serata si parlerà anche dei titoli che hanno consolidato il suo nome presso i lettori. Tra questi “Oceano”, premiato al Latisana per il Nord Est nel 2015 e diventato negli anni un libro di lunga tenuta, e “Onesto”, uscito per Bompiani nel 2025 e accolto tra i romanzi più venduti in libreria.
L’appuntamento del 4 settembre si presenta così come un momento di incontro tra biografia, pagine scritte e paesaggio, in una città che attraverso la sua estate culturale continua a intrecciare voci, linguaggi e territori. E nella visione di Vidotto resta forte l’immagine che accompagna la sua idea di montagna: “È quassù, sopra queste cime, che il cielo si distende per riposare”.