Zanon, il nuovo liceo sul Made in Italy entra nel piano Fvg: a Udine se ne parlerà per il 2027/28

L’indirizzo è previsto nella programmazione regionale, ma l’avvio dipenderà da iscrizioni e organico. Ecco cosa sapere già ora per orientarsi senza equivoci.

31 ottobre 2026 08:52
Zanon, il nuovo liceo sul Made in Italy entra nel piano Fvg: a Udine se ne parlerà per il 2027/28 -
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Per le famiglie friulane che stanno guardando alle superiori con un po’ di anticipo, la novità da tenere d’occhio riguarda l’Antonio Zanon di Udine. Nel piano regionale compare infatti il Liceo del Made in Italy, ma non è un’opzione immediatamente disponibile: la finestra indicata è quella dell’anno scolastico 2027/28 e l’attivazione concreta resta legata a condizioni precise.

Il punto centrale, quindi, è distinguere tra programmazione e partenza effettiva. Oggi esiste un’indicazione inserita negli atti della Regione Friuli Venezia Giulia; non c’è ancora, invece, la certezza che la prima classe venga aperta senza ulteriori passaggi organizzativi e senza un numero adeguato di adesioni.

Per Udine la notizia ha comunque un peso, perché introduce una prospettiva nuova nell’offerta scolastica cittadina e riporta al centro il tema dell’orientamento fatto con calma, soprattutto per chi cerca un percorso liceale ma con un’attenzione marcata a impresa, diritto, cultura del prodotto e filiere italiane.

Che cosa ha deciso la Regione

L’inserimento del nuovo indirizzo arriva dall’aggiornamento del Piano regionale di dimensionamento e dell’offerta formativa approvato dalla Giunta il 30 ottobre per il 2027/28. Nel documento viene indicato il Liceo del Made in Italy all’Antonio Zanon, insieme alla trasformazione dell’istituto in Isis.

Nello stesso atto, però, la Regione chiarisce anche il passaggio più importante: i percorsi nuovi potranno partire solo se ci saranno risorse di personale sufficienti e un numero di iscritti tale da renderli sostenibili. Tradotto per studenti e genitori: il liceo è previsto, ma non va considerato già aperto.

Questo significa anche che l’anno scolastico 2026/27 non viene toccato e che chi frequenta già lo Zanon o altre scuole non vedrà cambiamenti immediati nelle classi in corso. L’eventuale novità riguarderà semmai le future prime del 2027/28.

Quando si potrà davvero scegliere

Il momento utile per capire se l’indirizzo sarà realmente selezionabile arriverà più avanti, quando il Ministero fisserà la procedura nazionale delle iscrizioni e la scuola renderà nota la propria offerta aggiornata. Prima di allora è corretto parlare di indirizzo programmato, non di percorso già attivo.

Nel frattempo le famiglie possono fare una cosa semplice ma utile: seguire le comunicazioni dell’istituto, partecipare agli appuntamenti di orientamento quando saranno organizzati e confrontare questa ipotesi con le altre scuole superiori del territorio.

Restano ancora da definire elementi pratici che contano molto nella scelta: sede delle lezioni, eventuale numero di posti, organizzazione delle classi, open day dedicati e criteri da applicare se le domande dovessero superare la capienza disponibile. Sono informazioni che potranno arrivare solo dallo Zanon.

Un liceo, non un percorso professionale

Uno degli equivoci più facili nasce proprio dal nome. Il Liceo del Made in Italy non coincide con l’indirizzo professionale “Industria e artigianato per il Made in Italy”, che appartiene a un’altra impostazione didattica e punta su finalità diverse.

Qui si parla di un corso liceale quinquennale, introdotto dalla legge 206 del 2023, che porta a un diploma liceale e consente l’accesso all’università, agli Its Academy e agli altri percorsi successivi al diploma secondo le regole ordinarie.

La differenza non è formale. Chi immagina cinque anni centrati soprattutto su laboratorio e addestramento operativo rischia di partire con aspettative sbagliate. L’impianto resta quello di un liceo, con studio teorico e una formazione culturale ampia, anche se orientata ai temi del prodotto italiano, della sua valorizzazione e del rapporto tra territorio ed economia.

Le materie e il profilo che si delinea

La struttura di base comprende discipline presenti anche in altri licei: italiano, lingua straniera, storia, filosofia, matematica, scienze, storia dell’arte, scienze motorie e religione cattolica o attività alternativa. L’elemento caratterizzante sta però nello spazio dato all’area economica e giuridica.

L’idea è leggere il Made in Italy non come semplice etichetta, ma come sistema di filiere, marchi, organizzazione d’impresa, patrimonio culturale, innovazione, mercati e sostenibilità. In altre parole, lo studente dovrebbe essere accompagnato a capire come un bene o un servizio nasce, si sviluppa e viene promosso.

Resta comunque un passaggio da non saltare: il profilo generale è nazionale, ma la traduzione concreta a Udine dipenderà dal piano dell’offerta formativa che l’istituto pubblicherà. Attribuire già oggi partner, stage, laboratori o progetti specifici sarebbe prematuro.

Per quali studenti può essere una scelta sensata

Per alcuni ragazzi questo indirizzo potrebbe risultare coerente soprattutto se cercano una scuola con impostazione liceale, ma non vogliono rinunciare a contenuti legati a economia, impresa, cultura del territorio e valorizzazione delle produzioni italiane. Può interessare anche chi vede un collegamento tra lingue, arte, comunicazione e mondo delle filiere produttive.

Più delicata, invece, la posizione di chi desidera fin dal primo anno una formazione fortemente tecnica o una preparazione pratica molto intensa. In quel caso il confronto con istituti tecnici, professionali o percorsi IeFP resta essenziale, perché il nuovo liceo non nasce per sostituire quelle strade.

La domanda giusta, in famiglia, non è tanto quale scuola “garantisca” più sbocchi, quanto quale ambiente di studio corrisponda meglio alle attitudini dello studente. Se c’è interesse per materie umanistiche, ragionamento teorico e discipline economico-giuridiche, allora questo indirizzo può entrare seriamente nel confronto.

Per Udine contano anche gli aspetti pratici

In un territorio come quello friulano la scelta della scuola non passa solo dal nome dell’indirizzo. Per chi vive fuori Udine pesano molto anche trasporti, tempi di percorrenza, rientri pomeridiani ed equilibrio complessivo della giornata.

Per questo, quando il quadro sarà più definito, sarà utile valutare il percorso casa-scuola con attenzione e non fermarsi all’etichetta del nuovo liceo. Anche eventuali contributi volontari, attività aggiuntive o spese accessorie potranno essere chiariti solo dalle comunicazioni ufficiali dell’istituto e non possono essere dati per scontati in anticipo.

La sintesi, oggi, è netta: a Udine il Liceo del Made in Italy è entrato nella programmazione per il 2027/28, ma la conferma arriverà solo quando scuola e Ministero apriranno il passaggio successivo. Fino a quel momento è una possibilità concreta da monitorare, non una scelta già disponibile nelle iscrizioni.

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