A Martignacco una serata sul dopo sisma: Paolo Mieli presenta il volume dedicato ai 50 anni del terremoto

Venerdì 6 novembre al Centro Congressi di Udine Fiere un incontro aperto al pubblico tra memoria, ricostruzione, prevenzione e trasformazioni del Friuli.

29 ottobre 2026 16:08
A Martignacco una serata sul dopo sisma: Paolo Mieli presenta il volume dedicato ai 50 anni del terremoto -
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Il terremoto del 1976 continua a segnare la memoria collettiva del Friuli, ma anche a interrogare il presente. Da questa prospettiva prende forma l’appuntamento in programma venerdì 6 novembre a Martignacco, dove Paolo Mieli sarà ospite di un incontro dedicato al libro “50 anni di terremoto. Le scosse che hanno trasformato il Friuli”, pubblicato da Editoriale Programma.

L’iniziativa si terrà al Centro Congressi di Udine Fiere / Teatri Stabil Furlan e metterà al centro non solo il ricordo dei fatti del ’76, ma soprattutto ciò che da quella frattura è nato nei decenni successivi: nuovi assetti urbanistici, modelli di ricostruzione, scelte economiche e attenzione alla sicurezza del territorio.

Un confronto che parte dalla storia e guarda avanti

L’appuntamento inizierà alle 17.45 con una visita alla mostra allestita per gli ottant’anni del Messaggero Veneto, mentre il dialogo pubblico prenderà avvio alle 18. A guidare il confronto sarà il giornalista e scrittore Antonio Devetag, direttore del periodico “Friuli Orientale - Gorizia Provincia Regione”.

Accanto a Mieli interverranno anche alcuni degli autori del volume curato da Giusi Vianello. Il taglio dell’incontro sarà quindi corale: non una semplice presentazione editoriale, ma un’occasione per rileggere mezzo secolo di cambiamenti partendo da competenze diverse.

Dal rischio sismico alla ricostruzione dei comuni

Tra i protagonisti del dibattito ci sarà Carla Barnaba, geologa dell’OGS, che porterà il tema del monitoraggio sismico regionale e degli strumenti oggi disponibili per ridurre il rischio attraverso la prevenzione. Un argomento che, in una terra come quella friulana, resta centrale anche a distanza di tanti anni.

Porterà invece il punto di vista della ricostruzione materiale e della pianificazione Giorgio Dri, architetto e direttore della “Rassegna Tecnica del FVG”, coinvolto direttamente nei processi di rinascita di diversi comuni colpiti, anche attraverso la redazione di strumenti urbanistici.

Lo sguardo sull’economia sarà affidato a Mario Robiony, docente di Storia economica all’Università di Udine, chiamato a ripercorrere la capacità di reazione del sistema produttivo e cooperativo friulano e il successivo sviluppo maturato negli anni seguenti al sisma.

Il Friuli tra memoria, ambiente e modello di sviluppo

Al confronto parteciperanno anche il co-direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini e il presidente di Bioman Spa Enzo Gasparutti. La discussione toccherà così anche gli effetti ambientali e industriali delle trasformazioni avvenute in regione: dalle cave impiegate nella fase della ricostruzione fino all’evoluzione del ciclo dei rifiuti e al recupero della biomassa per la produzione di energia e biometano.

Sullo sfondo resteranno alcuni temi che appartengono in modo profondo alla storia recente del Friuli: il cosiddetto “Modello Friuli” legato al decentramento, il valore della ricostruzione delle comunità locali e la salvaguardia del patrimonio artistico. Tutti elementi che contribuiscono ancora oggi a definire l’identità del territorio.

Per Mieli, giornalista, storico e saggista, l’appuntamento friulano sarà anche un’occasione per intrecciare il lavoro sul volume con una riflessione più ampia sul rapporto tra storia e attualità, un terreno che attraversa anche la sua più recente produzione editoriale.

Ingresso aperto al pubblico

L’evento è a ingresso libero. Per i partecipanti è previsto un omaggio e sarà disponibile anche il volume di Paolo Mieli. L’iniziativa è promossa da Teatri Stabil Furlan con ARLeF - Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, con il sostegno di Bioman Spa e Confcooperative FVG, in collaborazione con Udine Esposizioni Spa.

Teatri Stabil Furlan, realtà nata nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine e riconosciuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, opera nella valorizzazione della lingua e della cultura friulana attraverso produzioni e progetti professionali. La serata di Martignacco si inserisce in questo percorso, legando memoria storica, identità del territorio e riflessione civile.

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