Welfare in Friuli, FAI amplia attività e occupazione stabile: 500 dipendenti e conti in salita

La cooperativa sociale approva il bilancio a Pordenone: produzione vicina ai 18 milioni, aumento delle ore di lavoro e focus su disabilità e anziani.

27 maggio 2026 14:32
Welfare in Friuli, FAI amplia attività e occupazione stabile: 500 dipendenti e conti in salita -
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Nel sistema dei servizi alla persona del Friuli occidentale, i numeri di Coop Sociale FAI fotografano un’organizzazione in espansione. L’assemblea dei soci, convocata al Centro Congressi della Fiera di Pordenone, ha dato il via libera al bilancio 2025, che registra un valore della produzione vicino ai 18 milioni di euro e conferma una base occupazionale ampia e stabile.

Il dato che emerge con più forza riguarda proprio il lavoro: la cooperativa conta 500 addetti assunti a tempo indeterminato. A questo si affianca un patrimonio netto che supera i 2,8 milioni di euro, mentre la crescita del valore della produzione rispetto all’esercizio precedente si attesta al 10,34%.

Nel corso dell’anno FAI ha sviluppato oltre 720 mila ore di attività e ha seguito circa 4.800 persone. Un volume che dà la misura del peso assunto dalla cooperativa nella rete territoriale dell’assistenza, con interventi distribuiti in più ambiti della presa in carico sociale e socio-sanitaria.

Come sono distribuiti i servizi

L’area che assorbe la quota maggiore degli interventi è quella della disabilità, che rappresenta il 49% del totale. Seguono i servizi rivolti agli anziani, pari al 36%, poi la salute mentale con il 12% e infine i minori, che incidono per il 3%.

Si tratta di una ripartizione che restituisce anche le priorità del territorio: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle fragilità e la domanda di accompagnamento continuativo rendono sempre più centrale il ruolo di soggetti strutturati capaci di garantire continuità operativa.

Durante l’assemblea, la presidente Hanna Genuzio ha richiamato i principali indicatori economici e patrimoniali, sottolineando l’incremento della produzione, la crescita della riserva legale fino a 1.759.000 euro e la solidità raggiunta dalla cooperativa. Nel suo intervento ha anche ribadito il valore del lavoro condiviso tra consiglio di amministrazione, direzione e personale, indicando FAI come una realtà di riferimento nella costruzione del welfare territoriale.

Il progetto Corte Macramè e il tema dell’abitare

Tra i passaggi evidenziati nel bilancio c’è anche l’avvio di Corte Macramè, presentato come un investimento sviluppato insieme alla Regione FVG. Il progetto è dedicato all’abitare possibile per persone anziane e con disabilità, un fronte che in Friuli sta assumendo una rilevanza crescente sia sul piano sociale sia su quello organizzativo.

L’iniziativa si inserisce in un quadro in cui l’assistenza non si limita più ai servizi tradizionali, ma cerca formule nuove per rispondere a bisogni abitativi, autonomia e sostegno quotidiano. È uno degli elementi con cui la cooperativa prova a consolidare la propria presenza oltre la gestione ordinaria dei servizi.

Un’organizzazione a forte presenza femminile

Un altro aspetto messo in evidenza riguarda la composizione interna. La maggioranza del personale è femminile e la stessa prevalenza si ritrova anche nel consiglio di amministrazione. In questo contesto FAI ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022.

Secondo quanto comunicato dalla cooperativa, il riconoscimento riguarda politiche orientate all’equità retributiva, alle pari opportunità nei percorsi professionali e a specifiche tutele legate alla maternità. A questo si aggiungono il Family Audit e le certificazioni già acquisite in materia di ambiente, sicurezza sul lavoro e qualità.

I conti crescono, ma pesa la crisi del personale

La lettura del bilancio si inserisce però in una fase complessa per l’intero comparto socio-assistenziale e sanitario. Alla crescita delle attività si accompagna infatti un aumento dei costi e una difficoltà sempre più marcata nel reperire figure professionali adeguate, tra ambito sanitario, tecnico e servizi.

Il direttore generale Fabio Fedrigo ha spiegato che negli ultimi due anni il costo del personale è salito di oltre due milioni di euro, soprattutto per effetto del nuovo contratto nazionale. Un aumento che, ha osservato, rappresenta anche una scelta precisa sul fronte delle retribuzioni, in un momento in cui chi lavora nei servizi si confronta con contesti sempre più complessi.

Nel suo intervento Fedrigo ha anche richiamato il quadro più generale, segnalando la necessità di politiche di investimento su welfare e sanità. Il messaggio che arriva da Pordenone è doppio: da un lato una cooperativa che amplia numeri e struttura, dall’altro un settore che chiede risposte più forti per reggere l’aumento delle fragilità sociali e la carenza di personale qualificato.

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